Stadio di Lugagnano: “Non ne possiamo più, troppe bestemmie!”. “Giusto, ma non confondiamo il termometro con la febbre”

Ci scrive in questi giorni una lettrice che abita nei pressi dello stadio di Lugagnano (nella foto).

La signora si lamenta perché, soprattutto durante le partite della domenica, quello che si sente provenire dal campo di calcio è un numero impressionante di bestemmie.

“Chiedo cortesemente a chi e di competenza un intervento morale. Visto che abito nei pressi del campo sportivo – spiega la signora – mi sia tolta la possibilità di stare nel mio giardino con i miei nipotini senza dove sentire continuamente bestemmie contro Dio”.

“Ma io dico – prosegue la signora -: possibile che giocare debba essere un motivo per offendere Dio? Senza rispetto ed educazione. Visto che non sono più disposta a tollerare un simile comportamento, se chi ne ha competenza non prende provvedimenti li prenderò io, trattenendo per un certo periodo i palloni che arrivano nel mio giardino”.

Sulla questione abbiamo chiesto un parere (e una risposta) all’AC Lugagnano, che condivide l’utilizzo di quell’impianto con il Real Lugagnano.

“Gentile Signora – scrive Massimo Gasparato, dirigente dell’AC Lugagnano -, nessuno meglio di me può capire il Suo disgusto: chi mi conosce non può avermi mai sentito bestemmiare nei miei 54 anni di vita, di cui 30 passati sulla panchina delle varie squadre (giovanili e non) del mio amato Lugagnano e 20 per giunta anche come confinante del campo sportivo! Potrei risponderle che come AC Lugagnano non usiamo il campo comunale in esclusiva, ma assieme ad un’altra Società e che in ogni partita ci sono anche gli ospiti, sia in campo che, soprattutto, sugli spalti”.

“Ma il punto non è dividere la responsabilità per due, o appunto per quattro. Il punto – prosegue Gasparato – è che non bisogna confondere il termometro con la febbre: il calcio è solo il termometro, la febbre è una società dove manca il rispetto per gli altri. Potremmo parlare dei marciapiedi insozzati dai cani (che non sono i colpevoli) o degli schiamazzi notturni subiti da chi abita presso un bar (chiudendo il quale sposto ma non risolvo il problema)”.

“Vuol dire rassegnarsi a dar campo libero ai blasfemi? Certo che no: nella nostra Scuola Calcio e non solo, come AC Lugagnano insistiamo sul ruolo dell’Allenatore che deve essere anche un Educatore; accogliamo alcuni bambini con difficoltà comportamentali, collaborando con le Assistenti sociali; insistiamo sul linguaggio dei tesserati… Ma su quello degli spettatori, ci vorrebbero semmai i vigili!  Insomma gentile Signora – conclude il Dirigente dell’AC Lugagnano – non ci requisisca i palloni: si fa già tanta fatica così, a fare volontariato sportivo. E sarebbe come bastonare il cane che ha fatto la cacca o, più ancora, come prendersela con lo spazzino che sta cercando di tenere pulito il marciapiede!”.

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