Con tutti gli dovuti scongiuri, forse, siamo sopravvissuti alla morsa del caldo. Ma agosto, che ci stiamo lasciando alle spalle, con le sue giornate immobili, con il trionfo della luce, ha portato con sé una festa di origini romane molto antiche: ferragosto.
Come sempre succede, miti, tradizioni, magie e stelle si uniscono creando una risonanza che rinforza il sentire comune. Ferragosto, cade perfettamente nel segno del Leone, segno fisso, che consolida l’energia dell’estate. Appartiene non a caso all’elemento fuoco e, sempre non a caso, ha come pianeta governatore niente di meno che il Sole.
Inutile dire che dalla criniera alla corona, la proiezione umana è stata abbastanza scontata. L’uomo (e non la donna!) ha creato su di esso l’archetipo del sovrano, della regalità e del coraggio. Tutte qualità che vengono assorbite da chi poneva (e pone) prematuramente fine alla sua coronata esistenza. Ma anche questa, è un’altra storia.
La cosa divertente, è che la visione antropocentrica dell’uomo, è paradossale. L’uomo ha creato un modello perfetto per rispecchiare le proprie ambizioni di potere, ma ha finito per sovrapporre una fantasia culturale alla vera natura del leone.
C’ è un proverbio swahili che dice: “Il leone è il re della giungla, finché la leonessa non si sveglia”. Ed è questa la risposta nella realtà della savana: un sistema sociale efficiente, matriarcale e altamente cooperativo, dove la sopravvivenza della specie è quasi interamente affidata alle femmine.
Il branco di leoni appartiene alle femmine, spesso imparentate tra loro (madri, figlie, sorelle, zie) che trascorrono l’intera vita insieme nello stesso territorio. Sincronizzano i parti e allevano i cuccioli in modo comunitario. Un po’ come fanno le nostre gatte. Procurano circa l’80-90% del cibo per il gruppo. Sono più leggere, agili veloci e coordinate dei maschi.
Nonostante sia la leonessa a fare il lavoro sporco, il maschio usa la sua dominanza fisica per imporsi e mangiare per primo. Questa dinamica ha ingannato (?) gli osservatori umani, che interpretavano la precedenza al pasto come segno di “regalità”, anziché come semplice uso improprio della stazza.
I maschi, sono quindi più dei guardiani che dei sovrani. Pattugliano e proteggono il territorio da maschi nomadi e dalle iene, combattono con maschi rivali. La criniera viene utilizzata per intimorire gli avversari e proteggere una zona delicata come il collo dai morsi e ovviamente per farsi belli con le femmine. Una criniera folta e lunghissima segnala alti livelli di testosterone di conseguenza un eccellente stato di salute. Come dar loro torto. Il mio primo amore è stato il fluttuante chiomato Jo Tempest di The final countdown!
Ma come il mio amore non corrisposto anche quello per il leone è destinato a durare molto poco. Nonostante film stucchevoli con leoncini, e storie melodrammatiche di leoni adulti che stringono legami con gli umani, avere a che fare legalmente con un leone è impossibile.
Apro una piccola parentesi spiegando la differenza tra addomesticare e domesticazione. Addomesticare è un atto che riguarda un singolo individuo, dura il tempo della sua vita e non ne modifica DNA e caratteristiche fisiche. Ai figli di quest’individui, non rimarrà nulla di questo processo. La domesticazione invece è un processo che dura migliaia di anni, che porta una specie a trasformarsi in un’altra, con caratteristiche diverse da quella di partenza.
L’EDITORIALE DEL BACOTutti abbiamo bisogno di una tazzaQuindi se io addomestico un leone, questo rimarrà di fatto un animale selvatico, con un etogramma soffocato dal mio ego. Se io convivo con un carlino, condividerò la mia vita con un cane le cui caratteristiche sono state selezionate in migliaia di anni di coevoluzione partendo da una specie diversa e cioè il lupo.
Se questo non fosse ancora sufficiente, mi preme ricordare che il leone, come altri felini, sono nell’appendice I della CITES, acronimo tradotto di Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione della fauna e della flora selvatiche.
Conosciuta anche come Convenzione di Washington, è un accordo internazionale firmato nel 1973 che ha lo scopo di garantire che il commercio di piante e animali selvatici non minacci la loro sopravvivenza in natura. Per il commercio degli animali e delle piante in appendice I il divieto è totale.
Per altre specie invece, inclusi gli animali esotici più comuni nel mercato, come alcuni rettili o pappagalli o piccoli mammiferi che non rischiano l’estinzione immediata, ma il loro volume d’affari va monitorato, la vendita deve essere accompagnata da un documento di Cessione ai fini CITES (o Dichiarazione di legittima provenienza). Senza questo documento, il vostro acquisto risulta essere illegale, la provenienza dell’animale ignota e probabilmente a sostegno del mercato nero.
Anche se immagino che in pochi vorrebbero realmente avere in casa un leone, in molti stanno invece pensando di acquistare un esemplare dei cosiddetti NAC (animali non convenzionali).
La decisone deve essere presa con consapevolezza, dal punto di vista della gestione e della provenienza legale. Sicuramente nessuno di noi, vuole alimentare e mantenere circuiti di sofferenza, sfruttamento selvaggio e depredamento ambientale. Con o senza criniera.
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