“Sotto acqua la vera libertà”. Michele Girelli di Lugagnano e la passione per la subacquea che è diventata impegno sociale ed ecologico

Ho conosciuto Michele Girelli per caso quando ho approfittato di una offerta per una prova di subacquea vista su Facebook. Ho prenotato per i miei due figli e ci siamo, quindi, incontrati presso la piscina di un agriturismo dove avevano organizzato questo open-day. Solo successivamente ho capito chi era e che siamo anche concittadini di Lugagnano.

La storia di questa intervista parte quindi già da quel primo contatto perché Michele è un vulcano di idee e iniziative. E infatti ci siamo sentiti già il giorno dopo della prova per coinvolgermi nel progetto Sub Zero barriere con la presentazione in provincia.

Partiamo con una breve presentazione a beneficio di chi non ti conosce o non ha letto i nostri precedenti articoli. La tua professione principale non è istruttore di sub, vero?
No, il mio lavoro ufficiale è venditore di auto nella concessionaria di famiglia. Ma nella subacquea metto tutta la mia passione.

Sono rimasta molto stupita dalla vostra modalità di didattica. Dopo pochi minuti in acqua ambedue i miei figli avevano già preso dimestichezza con il boccaglio, la respirazione e già provato ad andare sotto acqua con la bombola. Ho apprezzato in particolar modo l’approccio molto naturale con Matteo, mio figlio con Sindrome di Down, rispettoso dei suoi tempi e con spiegazioni chiare.
Già, non mi avevi detto niente quando hai prenotato. Ma sono stato contento tu l’abbia portato. Siamo una delle poche scuole sub con brevetti specifici per insegnare a persone con disabilità sia fisica sia intellettivo-relazionale. Con il Comune di Bardolino abbiamo già fatto dei progetti di mini corsi misti per ragazzi con e senza disabilità (abbiamo già avuto modo di raccontare del progetto Cambia il tempo, NdR).

Facciamo dunque un passo indietro. Da quanto sei istruttore di subacquea?
Ho fatto la mia prima immersione a Cuba, quasi per scherzo in vacanza, e da lì mi sono innamorato del mondo sommerso. Ho iniziato ad appassionarmi di video e filmati subacquei e nel 2005 è iniziata la mia scalata ai brevetti. Nel 2013 ho iniziato a portare con me i miei figli e le figlie della mia compagna. Ora in famiglia siamo in cinque subacquei e tutti con la stessa passione per il mondo sommerso.

E quando hai cominciato a pensare che potesse essere uno sport alla portata veramente di tutti (non per me però, ci tengo a precisare)?
Mi sento vicino al mondo della disabilità anche per motivi familiari. All’inizio della mia attività comunque portavo in immersione un uomo non vedente. A pensarci uno si chiede che soddisfazione possa avere. Eppure, non è tanto ovviamente il vedere il mondo sommerso, ma la sensazione di libertà che dà lo stare sott’acqua a rendere l’esperienza appassionante anche per un non vedente.

Mi dicevi che avete dei brevetti specifici per insegnare e accompagnare persone con disabilità.
Sì, sia io che i miei collaboratori abbiamo seguito corsi specifici e continuiamo ad aggiornarci. Anche quest’anno, in primavera abbiamo fatto un corso in collaborazione con DDI Italy Disabled Divers International che è un’organizzazione internazionale impegnata nella promozione, nello sviluppo e nella conduzione di programmi di formazione subacquea per persone con disabilità. Un week end full immersion, in tutti i sensi, nel quale abbiamo approfondito le modalità di accompagnamento di persone cieche, tetraplegiche e autistiche. Molto intenso, faticoso ma allo stesso tempo appagante. Vedere la gioia, lo stupore e tutte le emozioni che suscita un’immersione in persone che mai avrebbero pensato di poterlo fare è veramente impagabile. Regalare queste esperienze dà veramente tanta soddisfazione. Nel frattempo, abbiamo proseguito con altri progetti di subacquea per tutti in collaborazione con alcune piscine, persino nel vicentino.

Quanti siete nello staff adesso?
Siamo più di dieci con varie specializzazioni, esperienze ed età per garantire la massima sicurezza nelle attività che facciamo in piscina come in acque libere. La subacquea è uno sport che sicuramente comporta dei rischi, limitati in piscina ma che comunque presuppone competenza e serietà. Anche se conditi con allegria e magari anche un bel panino col cotechino finale.

La subacquea è una costante anche in altre attività di volontariato che svolgete sul lago.
Conseguenza naturale dell’esplorare l’ambiente sottomarino è la volontà di volerlo preservare e proteggere. Ecco perché periodicamente organizziamo le domeniche di pulizia dei fondali in collaborazione con altre associazioni del territorio del lago. Siamo arrivati a coinvolgere tra volontari in acqua e a terra più di 200 persone. La giornata di lavoro si trasforma poi in una grande festa. Mi piace fare rete e coinvolgere trasversalmente tutte le persone che hanno partecipato ai vari progetti o corsi durante l’anno.

Recentemente ho sentito una frase che mi piace molto: Le persone disabili non sono un mondo a parte, ma parte del mondo. Mi pare che sia lo spirito che ti anima e che porti avanti con la Gas Diving.
Già il nome Gas Diving Bardolino dove Gas sta per Gruppo Amici Subacquei è indicativo di come mi pongo e ci poniamo tra di noi e tutti quelli che vengono da noi, siano clienti o partecipanti a progetti vari. Non facciamo distinzioni.

Michele nasconde sotto un aspetto bonario e godereccio un gran cuore. Non ostenta buoni propositi, non fa proclami, ma con apparente leggerezza si dà da fare, sempre con allegria coinvolgendo tutti quelli che gli sono vicini. La domanda ora è: ce la farà a portare sotto acqua anche me? Lui sorride convinto di sì. Io non credo.

Manuela Taietta
Nata a Verona risiede a Lugagnano dal 1996. Sposata con Alessandro ha due figli, Matteo e Michele. Collabora nella gestione dello Studio Tecnico del marito. Amante della montagna, della vita all'aria aperta e della lettura.