Sono tornati i cinghiali nel Comune di Sona, e non mancano i problemi. Ecco cosa sta succedendo

Si tratta di un animale che era quasi del tutto scomparso dal nostro territorio da tempo, ed invece il cinghiale è tornato ad insediarsi in mezzo a noi, soprattutto nella zona di Rosolotti a San Giorgio in Salici, al confine con il Comune di Valeggio, e sono iniziati i primi problemi. Quello che si registra tra Sona, Valeggio sul Mincio e Sommacampagna, infatti, è un crescere di incidenti stradali causati proprio dai cinghiali, oltre a colture danneggiate e anche alcuni spaventi per qualche escursionista in mezzo ai campi.

Inoltre negli scorsi giorni due animali sono finiti nel canale del Consorzio, uno è morto sul colpo mentre l’altro è stato abbattuto.

“Fino a un anno fa non c’era mai stata alcuna segnalazione della loro presenza tanto è vero che non era neanche inserito nell’elenco degli animali cacciabili – ha spiegato Anna Maggio, comandante della polizia provinciale -. Da quest’anno, invece, riceviamo numerose segnalazioni di utenti della strada che riferiscono di incidenti in cui sono stati coinvolti anche i cinghiali. Oltre a questo, la presenza degli animali è stata confermata anche dai danneggiamenti alle colture che hanno subito alcune aziende o famiglie della zona”.

Un’informativa sul ritorno dei cinghiali a Sona è pervenuta proprio dalla Provincia al Comune di Sona, che ora si sta attivando per il contenimento della loro diffusione.

“Stiamo monitorando la situazione anche sul territorio di Sona, soprattutto nelle zone prossime al Monte Mamaor, e alla Polveriera, ai confine con Custoza e Santa Lucia ai Monti – spiega al Baco il Sindaco Gianluigi Mazzi. – Prima di provvedere con eventuali ordinanze, stiamo raccogliendo le segnalazioni provenienti dal nostro territorio per capire se anche per Sona è il caso di allertare gli Enti preposti ed attivarsi con delle operazioni di contenimento e salvaguardia”.

“Colgo l’occasione prosegue il Sindacoanche per segnalare che il Comune, sempre in accordo con la Provincia e tutti i Comuni coinvolti, si sta interessando e sta affrontando un altro grosso problema di questi ultimi mesi, legato ai danni che le nutrie stanno provocando nelle nostre campagne soprattutto a ridosso dei canali di irrigazione e dove sono presenti argini di contenimento”.

cinghialeSul problema dei cinghiali abbiamo sentito un cacciatore di Lugagnano, Enrico Olivo, che è dotato di patentino idoneo proprio alla caccia di questi animali.

“Ormai la mia passione è risaputa in giro per il nostro Comune grazie ai social network dove vado a pubblicare le mie foto di  giornate di caccia. E alla domanda: ‘dove vai a caccia di cinghiali?’, quando rispondo che, oltre che in Toscana ed in Piemonte, caccio cinghiali anche a Verona spesso – racconta Olivo – tutti restano sconcertati ed increduli! Non parliamo di quando racconto di aver visto cinghiali anche nel nostro Comune!”

“Proprio poco tempo fa – spiega Olivo – dopo una segnalazione di un amico che la sera prima si era trovato tre cinghiali adulti in cortile, decido di fare una perlustrazione a San Giorgio in Salici. Ho visto di persona una femmina adulta con quattro cinghiali piccoli di poco più di un mese. Me ne sono andato subito facendo molta attenzione a non far rumore anche perché erano a 30 metri di distanza da me. E’ giusto sapere, senza voler creare panico, che tra dicembre e gennaio le femmine partoriscono diventando molto pericolose e finché hanno i piccoli indifesi possono caricare anche le persone, provocando danni seri”.

“Perché questi animali sono tornati nel nostro Comune? Non credo che siano cinghiali liberati dall’uomo. Io – prosegue Olivo – ho due convinzioni, poi ognuno può pensarla come crede. La prima è che scendano dalla Lessinia. Già tre anni fa vidi a Pastrengo impronte di cinghiali che costeggiavano il canale Biffis in direzione a ‘valle’. Poi vidi impronte anche a Bussolengo. Calcolando che un cinghiale di notte può fare benissimo dai 30 ai 50 km, non mi stupisco di averli anche qui da noi. Se poi si calcola che in pianura possono trovare con molta facilità il loro nutrimento rispetto a un bosco, allora è probabile che non se ne vadano più. Ricordo anche che, parlandone con altri amici che condividono la mia passione, il nostro pensiero in comune fu proprio quello che entro massimo cinque anni il futuro della caccia sarebbe spostato sul cinghiale qui in pianura. Non ci sbagliavamo, ci stiamo arrivando!”.

“La seconda convinzione spiega ancora Enrico Olivoche riguarda proprio gli avvistamenti di questi giorni, è che quei cinghiali provengano dal monte Mamaor, dove c’è l’ex polveriera, dove fino a poco tempo fa vivevano indisturbati, trovavano da mangiare e potevano procreare benissimo. Si parla di una cinquantina di animali. Ultimamente in quella zona sono stati fatti degli interventi organizzati dalla Provincia di Verona con abbattimenti, che erano assolutamente dovuti, ma che forse hanno causato l’uscita di qualche animale dalla recinzione. Di questo ne sono convinto per il fatto che subito dopo ogni intervento in polveriera, l’ultimo è stato fatto mercoledì 29 febbraio, ci sono stati degli avvistamenti, come ha raccontato anche L’Arena lo scorso 3 marzo. Questo perché la polveriera è circondata da una recinzione metallica, ma che essendo zona militare in disuso presenta parecchi buchi”.

“Il comune di Sona, insieme ad altri Comuniprosegue Olivosi trova nel territorio venatorio denominato Ambito Territoriale di Caccia n. 1 del Garda. Il Presidente tra l’altro residente nel nostro Comune, è già stato messo al corrente di quanto sta accadendo ed è prontissimo a prendere in mano la situazione nel caso c’è ne fosse bisogno. Per ‘prendere in mano la situazione’ si intende organizzare delle battute al cinghiale nel metodo previsto dalla provincia di Verona denominato ‘Girata’. Nel Ambito Territoriale di Caccia n. 1 del Garda ci sono attualmente quattro squadre autorizzate. La ‘Girata’ è un sistema di caccia alla quale partecipano dodici cacciatori in possesso di tesserino per la caccia al cinghiale, conseguito con un corso specifico organizzato dalla Provincia di Verona, un capocaccia con ulteriore corso specifico come conduttore di cane da Limiere, e questo sono io, un cane abilitato Limiere. L’abilitazione del cane si ottiene tramite una prova di lavoro organizzata dall’ENCI sotto osservazione di un giudice. Solo alcune razze di cane possono avere questa abilitazione”.

“Ci tengo a specificare bene questo punto – spiega Olivo – per il semplice motivo che attualmente ci sono molti cacciatori che, avendo saputo dei cinghiali, si vogliono arrangiare nel cacciarli come se fossero lepri, non sapendo che invece possono andare  incontro a sanzioni amministrative o addirittura, in qualche caso, penali. Attualmente nella zona dell’Ambito Territoriale di Caccia n. 1 la caccia al cinghiale è prevista da Quinzano/Avesa fino a Negrar ma nel caso di necessità verrà aggiunto anche il Comune di Sona”.