Sona, traffico e controlli: 423 soste vietate, 1.709 semafori rossi. L’assessore Moletta presenta il report in consiglio comunale

La sala del consiglio comunale di Sona, martedì 28 aprile, ha avuto un momento in cui le parole sono diventate cifre, e le cifre hanno cominciato a raccontare una storia concreta: quella di una Polizia locale che a Sona non vive solo di pattuglie e paletta, ma di una presenza quotidiana fatta di strada, persone, pratiche, urgenze piccole e grandi.

Alla seduta l’assessore Maurizio Moletta (nella foto di Mario Pachera) ha portato un report promesso mesi fa: un bilancio dell’attività svolta nel 2025 e un assaggio dei primi tre mesi del 2026. Numeri, sì, ma soprattutto il disegno di come funziona davvero un servizio che spesso si vede solo quando arriva la multa.

Nel 2025, ha spiegato Moletta, l’azione del Comando non si è limitata al controllo ma ha avuto come bussola “prevenzione, presenza costante e attenzione ai cittadini”, con l’obiettivo di spingere comportamenti corretti e una convivenza più ordinata. Poi i dati, uno dopo l’altro, come una lunga scansione di giornate di lavoro: 423 sanzioni amministrative per divieto di sosta, interventi che — nelle parole dell’assessore — servono a tenere in equilibrio gli spazi pubblici. Ma il cuore dell’attività su strada emerge soprattutto nel resto: 6.705 verbali per altre infrazioni al codice della strada, segno di una vigilanza continua.

Dentro quel totale ci sono episodi e tendenze che pesano. Moletta ha citato 102 casi di mancata revisione del veicolo, un rischio diretto per la sicurezza di chi guida e di chi attraversa. Nove veicoli sequestrati perché senza copertura assicurativa, un tipo di controllo che tutela tutti gli utenti della strada. E poi le situazioni che raccontano quanto basti poco per far saltare le regole: un veicolo che non si è fermato all’ALT degli agenti, un altro che circolava nonostante fosse già posto sotto sequestro. Piccoli frammenti di cronaca quotidiana che, messi in fila, spiegano perché un controllo non è mai “solo un controllo”.

Ci sono anche i dati che parlano di nuove abitudini e nuove fragilità: tre violazioni per mancato utilizzo del casco su monopattino, un segnale che richiama la necessità di sensibilizzazione, soprattutto tra i più giovani, in un territorio dove la mobilità cambia più in fretta delle abitudini. E poi le infrazioni più “massive”, quelle che riempiono le statistiche e spesso anche le lamentele: 1.709 passaggi con il semaforo rosso, 3.638 violazioni per eccesso di velocità, 1.136 per mancata comunicazione dei dati del conducente. Numeri che, letti fuori dalla carta, significano frenate improvvise, incroci rischiosi, strade dove il limite viene percepito come un consiglio e non come una regola.

Ma il report non è rimasto confinato al codice della strada. Moletta ha insistito sull’altra metà del lavoro: il controllo del territorio, il decoro urbano, e la collaborazione con le altre forze dell’ordine, anche in attività di polizia giudiziaria grazie al sistema di videosorveglianza. E poi c’è la parte più silenziosa, quella che non finisce sui social e non produce discussioni al bar: l’aspetto umano e sociale. Gli operatori, ha ricordato, intervengono spesso a supporto delle persone più fragili, in situazioni che richiedono equilibrio e responsabilità.

Il lavoro entra anche nelle scuole: il progetto di educazione stradale, avviato a partire dal 2024, è stato svolto in tutti i plessi del territorio. Un investimento che non si misura in verbali, ma in comportamenti: attraversamenti più prudenti, biciclette più visibili, attenzione che si costruisce quando si è piccoli e resta quando si diventa automobilisti.

Poi c’è la macchina amministrativa, quella che quasi nessuno immagina quando vede una pattuglia. Nel 2025 sono state gestite 31 richieste di risarcimento danni per cause come buche stradali o rami caduti, e rilevati 10 sinistri: pratiche che richiedono precisione tecnica, tempi rapidi e la capacità di dialogare con cittadini, assicurazioni e uffici del Comune. Sul fronte dei servizi ai cittadini, sono stati rilasciati 127 permessi per persone con disabilità, oltre a 21 autorizzazioni legate a passi carrai, installazione di specchi e pareri tecnici.

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E ancora: 102 ordinanze emesse, con una mappa che dice molto di come si muove il territorio: 58 per lavori, cinque per problematiche di inquinamento, 10 relative alla viabilità, 29 per manifestazioni e 20 per pubblici. La Polizia locale ha poi presenziato in 62 manifestazioni, garantendo sicurezza e gestione in iniziative culturali, sportive e sociali: il genere di presenza che si nota davvero solo quando manca.

Una sezione meno conosciuta, ma “estremamente complessa” – come spiega Moletta -, riguarda la veterinaria e la tutela animale. Nel 2025 sono state trattate 53 pratiche, tra colonie feline, animali d’affezione, pascoli vaganti, attività connesse alla caccia e gestione di emergenze sanitarie, in contatto con il servizio veterinario dell’ULSS Scaligera. Dentro un Comune, anche questo è ordine pubblico: un animale vagante, una criticità sanitaria o ambientale diventano rapidamente un problema collettivo.

Il report entra perfino nelle attività economiche e negli spettacoli: 33 pratiche amministrative su piattaforme elevatrici, ascensori, serbatoi e depositi di carburanti, spettacoli viaggianti e fuochi d’artificio, oltre a licenze NCC e titoli di pubblica sicurezza. E poi il lavoro di “ponte” tra enti e cittadini: 880 verifiche di residenza, 14 accertamenti su richiesta della questura, circa 100 pratiche sulla pubblicità, 43 notifiche per conto della Procura della Repubblica. E un servizio tanto discreto quanto significativo: la gestione della viabilità in occasione di 118 funerali, svolta — è stato sottolineato — con rispetto e attenzione, in momenti delicati per le famiglie e per la comunità.

Il 2026, almeno nei primi tre mesi, sembra accelerare. Moletta ha parlato di un aumento delle violazioni e di un’attività di pattuglia più capillare. I numeri fanno impressione perché arrivano subito: 268 violazioni per divieto di sosta, già oltre il 60% del totale 2025, e 1.267 verbali per altre infrazioni. Spiccano 623 passaggi col semaforo rosso, 287 contestazioni per mancata comunicazione dei dati del conducente, 45 per mancata revisione, sei per assenza di assicurazione, tre casi di circolazione senza patente, due legati a patente estera non convertita, tre violazioni per casco non utilizzato su monopattini elettrici, e 26 infrazioni di varia natura.

Anche fuori strada il trimestre conferma la mole: nove richieste di risarcimento, sette sinistri, 20 permessi disabili, 18 ordinanze, sette autorizzazioni e pareri tecnici, 16 manifestazioni, 20 pratiche veterinarie, 15 pratiche pubblicitarie, 120 residenze verificate, due accertamenti per la questura, 18 pratiche di polizia giudiziaria su richiesta della Procura, 35 presenze ai funerali per la viabilità.

Ed è qui che Moletta ha voluto spostare il baricentro della discussione. Perché un verbale non è una riga di carta, ma l’inizio di una catena amministrativa: notifiche, istruttorie, comunicazioni, risposte ai cittadini anche telefoniche, gestione dei ricorsi, rapporti con prefettura e altri enti, scadenze di legge. Un “back office” che non si vede, ma decide se l’ente funziona oppure si inceppa. Più controlli significano più lavoro amministrativo, e quel lavoro deve stare in piedi senza sacrificare il resto: apertura quotidiana degli uffici, disponibilità al pubblico, gestione puntuale delle pratiche.

Nel finale, l’assessore ha ricordato anche un dato che aiuta a leggere tutto il quadro: nel 2025 l’organico era previsto a 10, ma per la maggior parte dell’anno gli agenti effettivi sono stati otto, con nuovi ingressi arrivati in agosto e la vicecomandante Michela entrata in servizio in autunno. Una fotografia che rende più chiaro perché quei numeri non raccontino solo “quante multe”, ma quanta struttura serve per reggere insieme strada, scuole, emergenze, burocrazia e presenza quotidiana.

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Erica Ederle
Giornalista pubblicista, vivo di parole, immagini e connessioni: la comunicazione è il mio habitat naturale, in tutte le sue forme — dalla carta ai social, dalle storie sussurrate a quelle che fanno rumore. Sono una sognatrice concreta, una che cambia prospettiva per capire meglio il mondo (e anche sé stessa). Mi muovo tra storie, trend e narrazioni digitali con curiosità e spirito critico, sempre pronta a rimettermi in gioco. Mi occupo dei canali social del Baco da Seta, dove unisco strategia e creatività ma, soprattutto, autenticità. Perché comunicare per me è anche ascoltare, interpretare e poi trovare il filo giusto per raccontare.