Sona: Tenta una truffa in casa di un’anziana fingendosi un Carabiniere

Erano le 8.30 della mattinata di martedì 4 aprile, quando a Sona un sedicente “Carabiniere” si presenta alla porta di casa di una signora anziana in zona San Quirico.

L’uomo porta una mascherina anti-Covid sul volto con lo stemma della gendarmeria. Dopo aver citofonato, il “Carabiniere” racconta alla signora che era stata fatta una verifica riguardo al pagamento effettuato da lei stessa il giorno precedente presso un benzinaio locale, sostenendo che aveva pagato con soldi falsi. A questo punto, l’uomo chiede di effettuare un controllo sui soldi presenti in casa.

Il teatrino è abbastanza convincente da lasciar pensare, in un primo momento, che questo sia un reale controllo: è proprio questo lo scopo collaterale di ogni truffa di questo tipo, che non può permettere di colpevolizzare la buona fede di un qualsiasi malcapitato. Per tale motivo questi truffatori talvolta raggiungono l’obiettivo riuscendo ad essere accolti all’interno delle abitazioni.

Ed è successo anche martedì. Subito dopo essere entrato, il “Carabiniere” inizia a pretendere di dover controllare anche il conto in banca della signora. Fortunatamente, questa ingannevole mise en scène ha avuto vita breve quando la donna, che si era nel frattempo insospettita, prende il telefono per chiamare il figlio. L’uomo, così, si dilegua.

Anche Sona non è esente dal fenomeno delle truffe perpetrate da persone che fingono di essere autorità giudiziarie, tecnici specialisti ma anche uomini o donne vestiti in modo elegante.

Il primo passo per combattere questi raggiri è esserne consapevoli. Il secondo passo è invece riconoscere gli atteggiamenti sospetti: se qualcuno parla troppo sta probabilmente cercando di confondere; se vengono chiesti contanti senza apparente motivo, è un chiaro segno di allarme; il personale di una azienda (luce, gas, telefonia, aziende sanitarie) preannuncia sempre il suo arrivo tramite un avviso nei giorni precedenti.

Ultimo step: chiamare o chiedere aiuto a qualcuno (un parente, un vicino o, ancora meglio, il 112) quando si sospetta una possibile truffa in corso.

Valentina Farina
Classe '95 e originaria di San Giorgio in Salici, è cresciuta con la passione per la scrittura e l'amore per lo sport, soprattutto la pallavolo. Nel 2020 ha conseguito la laurea magistrale in Editoria e giornalismo all’Università di Verona, e dopo aver lavorato diversi anni come bibliotecaria, oggi prosegue, in campo professionale, sulla strada dell'informazione.