Sona si riprende il vecchio centralino di via Pergolesi, a servizio della scuola

Aerial view of a hillside neighborhood with a red circle around a small house along Via Roma.

Tra la scuola elementare di Sona e la stradina di via Pergolesi, nascosto in mezzo alla vegetazione, c’è un piccolo fabbricato che sembra quasi sparito dal paesaggio, indicato nella foto. Un edificio basso, nato per servire la telefonia di un’altra epoca, quando portare il telefono nelle case era una conquista tecnologica capace di dettare priorità e cambiare l’uso degli spazi pubblici. Oggi quel manufatto non serve più alla funzione per cui era stato costruito. E il Comune ha deciso di riportarlo dentro il proprio patrimonio.

Il consiglio comunale di Sona, nella seduta del 29 giugno, ha approvato all’unanimità il punto numero 4: l’acquisizione al patrimonio comunale dell’immobile di proprietà della società Fibercop, sito in via Pergolesi. A esporre la delibera è stato il sindaco Gianfranco Dalla Valentina, che ha ricostruito una vicenda lunga quasi sessant’anni, partendo da una mappa e da un luogo preciso: l’area alle spalle della scuola elementare.

La storia comincia nel 1966, quando il terreno era di proprietà del Comune di Sona. In quel periodo, per un’esigenza della SIP, allora gestore del servizio telefonico, il Comune cedette una superficie di 163 metri quadrati per realizzare un piccolo fabbricato destinato a centralino telefonico. L’edificio misura circa 70 metri quadrati. L’anno successivo, nel 1967, venne costituita anche una servitù di passaggio attraverso la proprietà comunale, necessaria per raggiungere la struttura.

Il sindaco ha spiegato il senso di quella scelta guardandola dentro il contesto del tempo: “La tecnologia in quegli anni prevaleva su qualsiasi altro interesse e quindi anche lì si cedette una parte della superficie di quello che era il patrimonio comunale per realizzare questa struttura necessaria per dotare i cittadini di Sona, evidentemente, del telefono”. Una scelta comprensibile allora, ma che oggi lascia sul tavolo un immobile dismesso, incastrato in un’area pubblica e raggiungibile passando proprio dagli spazi del Comune.

Con il passare degli anni, il fabbricato ha perso la propria funzione originaria ed è finito nella proprietà di Fibercop. Ora la società intende alienarlo. Per il Comune, la posizione rende l’acquisizione particolarmente interessante: l’immobile si trova in un’area urbanisticamente destinata a servizi, attrezzature pubbliche e di pubblico interesse, con possibili funzioni legate all’istruzione, all’interesse comune, a parchi, giochi, parcheggi o altri utilizzi collettivi.

Il prezzo fissato è di 22.500 euro. Dalla Valentina ha chiarito che non si tratta di una cifra scelta in modo arbitrario, ma del risultato di valutazioni e incontri con la società proprietaria: “Ovviamente non è che le cifre ce le inventiamo e che decidiamo di sparare il primo numero che ci sogniamo di notte. È stata fatta un’attenta valutazione, è stata fatta tutta una fase di incontri con Fibercop e potrebbe essere una soluzione da un punto di vista economico che va bene ad entrambe le parti”.

La prima destinazione immaginata dall’amministrazione è semplice e concreta: usare il fabbricato come magazzino a servizio della scuola, liberando spazi oggi occupati all’interno dell’edificio scolastico e favorendo così le attività didattiche. Il sindaco, però, ha lasciato aperto anche un ragionamento più ampio. In futuro, l’immobile potrebbe essere destinato ad associazioni, a funzioni di pubblico interesse o persino, se il Comune lo riterrà opportuno, a un uso legato all’emergenza abitativa. I 70 metri quadrati disponibili, ha osservato, potrebbero ospitare anche un piccolo nucleo familiare.

La scelta si lega anche a una prospettiva più lunga sulla scuola di Sona. Il Comune ha già acquisito un terreno in fondo a via Pozza delle Lastre per la futura scuola e, quando quel percorso entrerà nel vivo, anche l’area di via Pergolesi potrebbe essere ripensata. Per ora, però, il primo obiettivo resta riportare il fabbricato nel patrimonio pubblico e renderlo utile alla scuola. “Prima che vada al privato è meglio che l’acquistiamo noi, che resti o che torni, meglio, perché era nostro quel terreno lì, è stato ceduto ed ora è giusto che torni alla proprietà comunale”, ha detto il sindaco.

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Il consigliere di minoranza Gianluigi Mazzi, della lista civica Scelta per Sona, ha annunciato il voto favorevole, ma ha posto alcune domande puntuali. Ha chiesto se fosse già stata individuata una destinazione, se l’immobile potesse essere utilizzato per finalità sociali o abitative, quali fossero le eventuali spese ulteriori e se il prezzo di 22.500 euro derivasse da un accordo già definito o da una perizia. Ha inoltre evidenziato il valore politico dell’acquisizione: riportare a uso pubblico uno spazio prima che possa finire sul mercato privato.

Sul tema dei costi aggiuntivi, il sindaco ha spiegato che oltre al prezzo d’acquisto andranno considerate le imposte e le normali spese legate alla compravendita. Quanto alla presenza di Eternit, il passaggio riguarda piccoli elementi, in particolare tubi passacavi indicati nella relazione. Non si tratterebbe quindi, secondo quanto riferito in aula, di una criticità tale da far lievitare in modo pesante la spesa. “Sono dei piccoli pezzi, costi assolutamente contenuti”, ha chiarito Dalla Valentina, parlando della futura bonifica.

Un altro elemento concreto è lo stato dell’area. Il fabbricato non sarebbe in cattive condizioni: è in muratura, in mattoni, e si presenta come un acquisto interessante. Ma attorno serve intervenire. Il terreno è invaso dalla vegetazione e l’amministrazione intende entrare, ripulire e rimettere ordine, anche a beneficio della scuola e della stessa via Pergolesi. È uno di quei casi in cui l’acquisizione non riguarda soltanto quattro muri, ma anche la possibilità di togliere abbandono da un punto sensibile del paese.

La consigliera Antonella Dal Forno, della lista Scelta per Sona, ha chiesto quando l’immobile potrà essere effettivamente utilizzato dalla scuola e se siano già state previste risorse per la pulizia e la sistemazione. Il sindaco ha risposto che non è stata ancora stanziata una cifra specifica per quel fabbricato, perché prima serviva il voto del consiglio comunale. Le somme potranno essere recuperate dal capitolo delle acquisizioni patrimoniali e da quello delle manutenzioni straordinarie. Sui tempi, però, Dalla Valentina è stato prudente: “Se la domanda è sarà pronta a settembre, non credo. Secondo me andiamo a fine anno per una cosa come questa, non prima”.

Il consigliere di maggioranza Enrico Cordioli ha letto la delibera come un’opportunità importante per il territorio. Il valore non sta soltanto nel prezzo, giudicato consono, ma nella posizione dell’immobile: un fabbricato dismesso, vicino alla scuola, nel cuore della frazione di Sona, destinabile a servizi o comunque a funzioni di interesse collettivo. Cordioli ha però aggiunto una riflessione critica: certe occasioni andrebbero intercettate prima. “L’unico mio auspicio è che in futuro riusciamo a essere un po’ più lungimiranti per cogliere prima queste opportunità e in realtà non per inseguirle”, ha detto, richiamando la necessità di monitorare e valorizzare con maggiore tempestività il patrimonio comunale.

A chiudere gli interventi è stato il consigliere Mattia Leoni, della lista Sona Domani, entrato in aula durante la trattazione del punto. Anche il suo intervento è stato favorevole, con attenzione particolare alla stima del valore d’acquisto e ai possibili costi legati alla presenza di Eternit. Le risposte del sindaco, ha spiegato, sono state esaustive. “Condivido la linea di patrimonializzare un Comune e un ente pubblico e con esigenze sempre più stringenti di spazi ha necessità di mettere a valore gli immobili che acquista”, ha dichiarato.

Il voto finale è stato unanime. Il piccolo ex centralino di via Pergolesi tornerà quindi, se l’iter si chiuderà come previsto, dentro il patrimonio del Comune di Sona. Non è una grande opera, non è un edificio simbolico, non è un cantiere destinato a cambiare il profilo del paese. Ma è una scelta che dice qualcosa sul modo in cui un’amministrazione guarda ai propri spazi: non lasciare che un bene incastonato in un’area pubblica finisca altrove, recuperare ciò che un tempo era stato ceduto per necessità, rimettere ordine dove oggi c’è abbandono.

In un territorio dove gli spazi pubblici sono sempre più preziosi, anche un fabbricato di 70 metri quadrati può diventare una risorsa. Per la scuola, per le associazioni, per un servizio futuro o semplicemente per restituire dignità a un angolo dimenticato di via Pergolesi. La decisione, ora, passa dalla carta agli atti, dalle intenzioni alla compravendita, e poi alla pulizia, alla manutenzione, all’uso concreto. È lì che si misurerà davvero il valore di questo piccolo ritorno a casa.

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Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.