Sona, rifiuti e TARI in consiglio comunale: il PEF sale e il Comune prepara le bollette di luglio

Nella seduta del Consiglio comunale di Sona di giovedì 28 maggio l’aula ha trattato due punti che valgono una certezza per tutti: quanto costa il servizio rifiuti e come si traduce nella TARI.

Ad introdurre il tema è stato l’assessore Roberto Merzi che entra subito nel merito, ringraziando l’ufficio tributi e ricordando la pressione dei tempi: “Quest’anno scadeva il PEF che sapete che è biennale e quindi bisognava fare un grandissimo lavoro”.

Il nodo centrale arriva in poche battute: il PEF – il Piano economico finanziario del servizio rifiuti – “ammonta a 1.995.878 euro”. Merzi lo mette a confronto con l’anno precedente: “L’anno scorso il PEF era di 110.000 euro in meno”. E spiega una delle voci che pesano e che, per sua natura, non si scarica in un colpo solo: “Una voce di conguaglio, verrà spalmata su 4 anni, si parla di 671.791 euro. Questo è un conguaglio dei servizi di cui usufruito negli anni 24-25”. L’esito politico, detto senza giri: “Quest’anno l’aumento invece è stato calmierato e al 6,8%”.

Dentro a quel 6,8% c’è però una seconda notizia che l’assessore rivendica come scelta amministrativa e, soprattutto, come operazione di precisione: l’obiettivo di far partire le bollette già “pulite”, comprensive degli sconti per chi ha diritto ai bonus. “Riusciamo ad emettere i ruoli della TARI correttamente comprensivi del bonus per le famiglie con disagio economico”, spiega, collegando il passaggio all’impianto ARERA. Il meccanismo, raccontato in aula, passa da un portale: “ARERA ha istituito un portale sul quale vengono caricate da parte dell’INPS le situazioni di ISEE inferiore a €9.796”. Per Sona, aggiunge, “sono state processate 420 utenze” e l’impatto complessivo è quantificato: “Quasi 17.000”, con una media che Merzi calcola al volo: “Mediamente 40 euro”.

Il dibattito si sposta quando prende la parola il consigliere di Scelta per Sona Gianluigi Mazzi, che sceglie di dichiarare subito l’impostazione del suo intervento: “Vado direttamente sull’aspetto politico”. E cioè: come lo si spiega, e come si prova a ridurre i costi nel tempo. “Dobbiamo spiegare ai cittadini che aumenterà del 6,8%”, dice, e aggancia il tema alla raccolta differenziata: “Siamo al 79% di differenziata”. Da qui la richiesta, già avanzata in passato, di essere più rigidi sulla qualità del conferimento: “I famosi sacchetti non conformi permettono veramente di migliorare la differenziata”. E poi l’elenco delle “migliorie” che lui vorrebbe vedere sul tavolo: “Che sia il secco ridotto, che sia il ripristino delle campane”.

Il sindaco risponde con un tono che riconosce l’utilità dello spunto: “Ci terrei a ringraziare Gianluigi Mazzi per questo intervento che considero assolutamente costruttivo”. Poi aggiunge un pezzo di contesto operativo che dice molto sul momento di transizione del servizio: “È partita Gespa l’acquisizione di Serit”, ma con un problema molto concreto, quasi da cantiere più che da aula: “Trovare personale perché è particolarmente usurante”. E apre uno scenario che, a Sona, riguarda abitudini quotidiane e logistica di quartiere: “Potrebbero essere quelle di riportare le campane per la raccolta del vetro”.

Poi interviene l’assessore Paolo Bellotti, che mette un paletto temporale e prova a rassicurare sul passaggio di gestione: “Confermo che al primo di giugno non avremo più la raccolta da parte di Serit, ma da direttamente da GESPA e in realtà non cambierà nulla”. E aggiunge un altro fronte: capire dove comprimere i costi senza “tagliare a caso”, ragionando sui servizi aumentati: “Per esempio, il trasporto degli ingombranti”.

Mazzi, prima della chiusura, torna su un nervo che in molte comunità è sempre lo stesso: chi non paga e quanto questo pesa su chi paga. “La situazione dei famosi insoluti o dell’evasione, ogni euro non riscosso indirettamente finisce sulle spalle di chi paga regolarmente”.

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Nota a margine della vicedirettrice

A quel punto, il presidente mette ai voti e la fotografia politica è chiara: “Chi è favorevole? La maggioranza. Chi si astiene? La minoranza”. Il punto 7 passa, con “immediata esecutività”.

Il punto 8 è la traduzione del PEF in bolletta: “Approvazione delle tariffe della tassa rifiuti (TARI) anno 2026 con determinazione del numero rate e scadenze di pagamento”. Merzi riparte dai dati pratici: “Le rate sono sempre due”, con date già scolpite: “La prima scadenza 16 luglio e la seconda 16 dicembre”. Poi spiega il criterio di ripartizione: domestiche e non domestiche, quota fissa e variabile, superficie e componenti per le famiglie, coefficienti e categorie per le attività. Dietro, racconta, c’è stato un lavoro di equilibrio: “Due giorni di lavoro di simulazioni”, per distribuire il costo totale tra “utenze domestiche” (1.314.259 euro) e “utenze non domestiche” (681.000 euro). E il dato che molti aspettano è quello più semplice da ricordare: “L’aumento per una famiglia media si colloca intorno ai 9-10 euro”.

Mazzi chiede conto dell’impatto sulle categorie economiche: “C’è qualcuno che risente di una variabile più alta o è stato tutto abbastanza proporzionato?”. Merzi risponde che l’obiettivo era proprio evitare squilibri, e cita una categoria sensibile: “Una su tutte la categoria dei ristoranti”, dove l’aumento poteva pesare un po’ di più, anche se “magari vuol dire 200 euro in più” in un anno, a seconda dei casi.

Favorevole la maggioranza, si astiene la minoranza, immediata esecutività. In sostanza, il Consiglio comunale chiude i due passaggi che rendono possibile emettere i ruoli e mandare le bollette con scadenza 16 luglio: un aumento dichiarato, misure di bonus già integrate e una discussione che, almeno nelle intenzioni dichiarate in aula, prova a spostare l’attenzione dal quanto paghiamo al come riduciamo la quota che buttiamo via, a partire da differenziata, controlli e – forse – ritorno delle campane del vetro.

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Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.