Sona: Presentato il restauro della chiesa di San Salvatore, un gioiello del 13esimo secolo che torna a mostrare tutto il suo splendore

E’ finalmente tornato a splendere uno dei tanti preziosi siti storici di cui Sona è orgogliosa e che senza dubbio ci fa comprendere la maestosità del nostro territorio.

La chiesa di San Salvatore, inizialmente chiesa principale del paese di Sona, situata all’interno del cimitero del capoluogo e di proprietà del Comune, è stata finalmente recuperata e messa in sicurezza con interventi di natura strutturale ma soprattutto di pulizia e restauro interno, che hanno fatto sì che potesse emergere un tesoro autentico di notevole rilevanza.

Le azioni di ripristino, come già annunciato dal Baco qualche tempo fa, riguardavano appunto il tetto che versava in condizioni disastrose e pericolanti, le pareti anch’esse rinforzate e deumidificate e gli affreschi (tecnica risalente a questo preciso periodo storico, il 1330) sono stati finalmente riportati alla luce con grandiosa maestria.

Mercoledì 18 maggio Sona ha dunque ricevuto in dono dal passato un patrimonio di assoluto fascino, un’opera d’arte forse poco conosciuta ai più ma che è stata restituita dunque alla popolazione a seguito di un lavoro di ripristino strutturale esterno ed interno, e quindi la Chiesa di San Salva’ (come viene denominata dai locali) si è vestita a festa per esibire il proprio incanto.

Risalente al 13esimo secolo, questo gioiello sonese per anni ha subito l’angheria del tempo e finalmente nel 2019 l’amministrazione comunale ha concretamente agito per riportarla ai fasti di un periodo storico importante, operando con accortezza e precisione.

Alla presenza del soprintendente alle belle arti di Verona Vincenzo Tine’, del professor Sala, dell’architetto Giacomelli, referente del progetto, del sindaco Gianluigi Mazzi, del vicesindaco Gianfranco Dalla Valentina, dell’assessore Roberto Merzi e del consigliere Antonella Dal Forno, del parroco di Sona don Giorgio Zampini e di molte personalità, anche dei Comuni limitrofi, si è tenuta la presentazione ufficiale di questo gioiello nascosto.

Un plauso va indubbiamente a favore e merito della restauratrice Flavia Maria Benato che con cura e dedizione magistrale ha riportato alla luce capolavori medievali ricchi di significato.

Le parole introduttive del Sindaco sono state un momento di riflessione “in questo momento, con questo intervento, stiamo portando a valore una chiesetta che ne ha avuto sicuramente altrettanto a livello cristiano e che ci auguriamo possa aggiungere nel futuro prossimo un potenziamento del nostro territorio in ambito sia culturale che turistico”.

Mazzi ha poi proseguito ponendo l’accento su un aspetto importante: “sappiamo di essere ad un terzo dell’opera, c’è ancora molto da fare e abbiamo bisogno dell’aiuto concreto di tutti per continuare questa importante azione conservativa di una serie di beni che i nostri avi ci hanno lasciato in eredità e di cui dobbiamo averne cura preservandone le virtù da trasmettere poi alle generazioni future, nella sempre costante ottica di rivalutazione della nostra terra”.

La dottoressa Benato ed il professor Sala hanno raccontato con grande precisione ed empatia le pagine di questa affascinante testimonianza storica, ovvero la chiesa ed i racconti evocati attraverso le rappresentazioni pittoriche, e che porta con se’ spaccati di vicende dai contorni ben definiti che racchiudono un periodo denso di vicende di notevole portata. E’ giunto il momento di andare alla ricerca del bello che con grande fortuna abbiamo qui, a portata di mano, nella nostra splendida Sona e possiamo dare inizio a questa nostra danza artistica appagando i nostri occhi con le meraviglie di San Salvatore.

Sul prossimo numero della nostra rivista pubblicheremo un paio servizio su questo recupero, con un’analisi degli interventi effettuati.

Le foto sono di Mario Pachera.