Sona piange Andrea De Donno, morto oggi a 22 anni in un incidente sulla Strada Regionale 11

Yellow Verona Emergency medical helicopter in flight against a blue sky, emergency markings visible.

Una moto sull’asfalto, un’auto ferma dopo l’impatto, i soccorsi arrivati in pochi minuti e una strada trasformata all’improvviso nel luogo di una tragedia. La strada regionale 11, nel tratto vicino all’incrocio con via Bussolengo, oggi attorno alle 12.30 è diventata il punto doloroso in cui si è spezzata la vita di Andrea De Donno, 22 anni, residente a Sona.

È lui la vittima del violentissimo incidente avvenuto lungo l’arteria che collega Peschiera a Verona, una strada trafficata, veloce, percorsa ogni giorno da auto, mezzi di lavoro e motociclisti e che vede purtroppo il verificarsi di troppi incidenti. Andrea De Donno, giovane sonese e diplomato geometra, viaggiava in sella alla sua moto in direzione della città quando, secondo una prima ricostruzione ancora da verificare nei dettagli, il mezzo si sarebbe scontrato con la parte posteriore di un’auto che lo precedeva.

L’impatto è stato devastante. Il ragazzo è stato sbalzato a terra e per lui non c’è stato nulla da fare. I traumi riportati nello scontro sono stati troppo gravi. Sul posto sono arrivati i soccorritori inviati dal Suem 118, intervenuti con elicottero e ambulanza, ma ogni tentativo si è fermato davanti alla gravità della situazione.

La dinamica dell’incidente resta affidata agli accertamenti. Saranno i rilievi a chiarire con precisione la sequenza dei momenti che hanno preceduto lo schianto: la posizione dei mezzi, la velocità, le distanze, il punto esatto dell’urto. Per ora resta il dato più duro, quello che arriva prima di ogni spiegazione: un ragazzo di 22 anni, partito da casa e mai più tornato, ha perso la vita sull’asfalto.

La notizia colpisce in modo particolare Sona, dove Andrea De Donno viveva, assieme al fratello, alla mamma e al papà Luca che è sovrintendente della polizia stradale Verona. In un paese, una morte così giovane non resta mai soltanto una riga di cronaca. Entra nelle case, attraversa le compagnie con messaggi dolorosi che si rincorrono sugli smartphone, arriva alle famiglie, agli amici, a chi lo conosceva e anche a chi ne sentirà parlare solo dopo, con quel senso di incredulità che accompagna le tragedie improvvise.

Il diploma di geometra, i progetti ancora davanti, la quotidianità di un ragazzo di Sona: tutto si ferma nel punto esatto in cui la strada ha smesso di essere un collegamento tra luoghi ed è diventata una ferita. Una ferita che oggi riguarda una comunità intera.

Andrea De Donno

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