Sona, palestre scolastiche più care dal primo settembre: nuove tariffe e garanzie d’uso

La porta della palestra si chiude con il solito tonfo secco, quello che rimbalza tra le pareti e annuncia l’inizio dell’allenamento. Ma da 1 settembre quel suono, a Sona, avrà un prezzo aggiornato. La Giunta comunale ha approvato l’adeguamento delle tariffe e delle garanzie d’uso per l’utilizzo delle palestre scolastiche fuori dall’orario di scuola, quelle stesse strutture che, ogni pomeriggio e sera, diventano casa di squadre giovanili, gruppi sportivi, associazioni.

La decisione è contenuta nella deliberazione n. 46 del 7 maggio, votata all’unanimità. Il senso dell’operazione, tradotto dal linguaggio degli atti, è semplice: il Comune vuole riallineare quello che incassa con quello che spende. Nel testo si parla di “maggiore congruità” rispetto ai costi effettivamente sostenuti per manutenzione e utenze, e di un rapporto più equilibrato tra entrate e spese, oltre alla “corretta valorizzazione” delle risorse pubbliche impiegate. In altre parole: luci, riscaldamento, pulizie, ripristini e cura degli spazi pesano, e il tariffario deve reggere l’urto.

Non è un ritocco su una pagina bianca. Il provvedimento richiama il regolamento comunale sulla gestione degli impianti sportivi (approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 21 del 30 aprile e modificato con n. 6 del 4 febbraio) e ricorda che tariffe e garanzie per le palestre scolastiche erano state fissate con deliberazione di Giunta n. 80 del 5 maggio 2015. Ora, dopo anni di prezzi sostanzialmente fermi e costi cresciuti, il Comune riscrive lo schema.

Il cuore del provvedimento è l’“Allegato A”, che distingue tra utilizzo ordinario e straordinario, e soprattutto tra chi è “di casa” e chi arriva da fuori. Nel tariffario, infatti, pesa la definizione di società comunali: sono quelle con sede legale nel Comune di Sona e con almeno il 60% degli atleti residenti a Sona. È qui che passa la linea: non un dettaglio burocratico, ma la chiave che decide quanto si paga.

Per l’uso ordinario, le cifre variano in base a età e continuità dell’attività. Le società comunali con attività continuativa per under 18 e over 60 pagano 3 euro/ora; le società comunali over 18 in attività continuativa arrivano a 15 euro/ora. Se l’attività è occasionale, la stessa fascia “comunale” sale a 50 euro/ora.

Poi c’è la zona grigia dei gruppi non perfettamente “in regola” con quella soglia del 60%: il tariffario prevede importi specifici per le società non comunali che hanno oltre il 60% di atleti residenti, oppure per le società comunali che scendono sotto quel 60%. In quel caso, le tariffe indicate sono 15 euro/ora per l’attività continuativa under 18 e over 60 e 20 euro/ora per l’attività continuativa over 18; per l’occasionale, 50 euro/ora.

Quando invece la società è non comunale e non rientra nelle condizioni più “vicine” al territorio, i prezzi crescono: 25,00 euro/ora per under 18 e over 60 in attività continuativa, 35,00 euro/ora per over 18 continuativa, fino a 80,00 euro/ora per l’attività occasionale.

Per l’uso straordinario il documento cambia passo e introduce, oltre alla tariffa, anche importi di garanzia assicurativa esplicitati nello schema. Qui le voci sono legate a mezza giornata o giornata intera e alla natura sportiva o non sportiva dell’evento. L’“utilizzo sportivo mezza giornata” prevede una garanzia di 250,00 euro e una tariffa di 150,00 euro; per la “giornata intera” garanzia 500,00 euro e tariffa 300,00 euro. Sul versante non sportivo, la mezza giornata indica garanzia 750,00 euro e tariffa 250,00 euro; la giornata intera garanzia 1000,00 euro e tariffa 500,00 euro.

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Sulla colonna “garanzia assicurativa” dell’uso ordinario, nello schema allegato non compaiono importi: un dettaglio che, letto così com’è, lascia intendere che la garanzia sia trattata diversamente rispetto allo straordinario oppure che sia regolata da condizioni non riportate in queste pagine. L’atto, però, è netto su un punto: le nuove tariffe entrano in vigore dal 1 settembre e saranno divulgate tramite il sito istituzionale del Comune.

È una scelta che tocca il nervo vivo dello sport di paese, quello che vive di iscrizioni, volontari e palestre “prestate” dalle scuole al territorio. E racconta una priorità: tenere in piedi strutture pubbliche sempre più costose da mantenere, chiedendo agli utilizzatori un contributo più aderente alla realtà. La partita, ora, si sposta sul campo: quanto riusciranno associazioni e società ad assorbire l’aumento senza scaricarlo tutto sulle famiglie e sugli iscritti.

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Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.