Sona nel Regno Lombardo Veneto e la questione degli alloggiamenti militari tra San Giorgio in Salici e Lugagnano

Il gruppo dei ricercatori storici del Baco sta estrapolando dai 43 faldoni dell’archivio storico del Comune notizie relative al periodo del Regno Lombardo Veneta. Un ricerca finalizzata alla pubblicazione di un nuovo volume storico targato Baco. La ricerca sta fornendo informazioni talvolta inaspettate.

La ragione è dovuta al fatto che il Regno Lombardo Veneto, riproduceva nell’organizzazione delle strutture amministrative, in quelle militari e della giustizia quelle dell’Impero Austro-Ungarico, molto diverse da quelle del Regno Sabaudo, descritte nei tre volumi che il Baco ha già pubblicato relativi ai periodi 1866-1951.

Le informazioni sulle manovre militari organizzate nell’agosto del 1851 sul territorio del Comune, che forniscono anche uno scorcio sulla frazione di Lugagnano, un “piccolo agglomerato di case” che nel 1817 ospitava 446 abitanti e 438 nel 1845, e che venne coinvolta in quell’evento, hanno destato la nostra curiosità.

In una nota il Commissario Distrettuale – organismo di Polizia provinciale – chiese alla Deputazione Comunale, leggi Giunta Comunale, il 16 maggio 1851 se Lugagnano era stata compresa nella distribuzione degli alloggi militari per le manovre di agosto e “in caso negativo se in quella frazione si potessero alloggiare soldati e cavalli ed in qual numero”. Nella risposta del 18 giugno, la Deputazione Comunale spiegò, con un gergo e parole assai strane, cos’era la frazione in quegli anni e perchè non poteva ricevere animali e cavalli.

Gli amministratori del Comune scrissero: “In risposta alla Commissariale Ordinanza 16.5 and. N. 4477 questa Deputazione si fa debito di sollecitamente rispondere che la frazione Lugagnano non venne a quest’ora compresa nella distribuzione degli alloggi fatta dal sig. Imperial Tenente Roch. Nel centro dell’abitato di quella frazione non potrebbesi alloggiare che un minimo numero di cavalli e soldati perché si tratterebbe esser quella di recente fabbricata ed ingrandita di mano in mano che il bisogno della crescente popolazione la richiedeva per cui non si conterebbe una casa colonica vuota. La campagna annessa non detiene che cinque contrade delle quali due andranno cedute a San Massimo e queste distanti dal centro verso un miglio e mezzo, mentre si tratta di una distanza dal capoluogo comunale da 3 miglia ai 4 ½ per cui nelle tutte comprese località a tutta somma non per esistente comodo, ma necessità potrebbesi collocare dai 45 ai 50 cavalli e dai 150 ai 200 soldati. Oltre a quanto si è appoggiatamente dimostrato fu anche preventivamente noto che per supplire ad istantanei e variati bisogni della truppa in caso di alloggi viene necessaria la locale istituzione di un assistente”.

La prima descrizione in grassetto conferma quanto scrissero nel volume Fregole de storia, Gasparato Massimo e Mazzi Gianluigi, nel 1997: “Lugagnano è un paese che si è fatto da solo”.

La seconda relativa alle cinque contrade segnalate potrebbero essere quelle di Messedaglia, Beccarie, Mancalacqua, Salvi e Sant’Agata. Queste ultime due in effetti passarono a S. Massimo, a quei tempi Comune autonomo, poi inglobato in quello di Verona negli anni ’30 del secolo scorso.

La questione alloggiamenti militari, a seguito di questa risposta, non venne ritenuta però chiusa, se in data 20 giugno 1851 il Comune inviò una nuova nota al Commissario Distrettuale, prospettando una possibile soluzione relativamente agli alloggi militari.

Non a Lugagnano, ma a San Giorgio in Salici era stato trovato il modo di alloggiare un intero Battaglione.

Il Comune comunicò al Commissariato Distrettuale di Verona, che “si prestò alla venuta dell’Imperial Tenente dello Stato Maggiore sig. Roch nei giorni 3 e 7 andante a determinare colle basi della forza e località prefissata, l’alloggio e quello pure ratificato localmente, del battaglione – de Wocher – per il dì 16 agosto fino al 31 detto come trova usato in altri consimili straordinari così trova non solo conveniente ma giusto che all’Agente Comunale (leggi Segretario Comunale) che operò questo straordinario servigio debitamente certificato sub A, sia liquidata la competenza dimostrata nella Specifica sub B”.

Il Battaglione di Fanteria Gustavo de Wocher era composto da militari Boemi ed aveva preso parte alla battaglia di Custoza del 23-25 luglio 1848.

La proposta fu accolta ed all’Agente Comunale per l’attività svolta fu liquidata la seguente: “Specifica sub B. Delle competenze devolventesi al sottoscritto Agente comunale per lo straordinario impiego e percorrenza di via della giornata del 7 giugno corr. alla predisposizione e revisione locale col I. Tenente Roch dell’alloggio di un Battaglione del reggimento Wocher nella frazione di San Giorgio in Salici e contrade di San Rocco e Guastalla ed attigue in relazione all’ossequiato delegato rescritto 2.6 and. N. 12566 – 2038 rimesso col commissariale n. 426,
– dieta del giorno 7 giugno L. 3,45
– viaggio dal capoluogo alla frazione e divergenze fra andata e ritorno miglia italiane 20 che  a centesimi 34 al miglio danno L. 6,80
Totale L. 10,25”.

Nella foto sopra, 1847 licenza di commercio per una “bettola” a San Giorgio in Salici.