Sona: moria di kiwi, chiesta la calamità naturale

A causa dell’eccessiva umidità del terreno si è verificata anche nel nostro territorio una vera e propria moria del kiwi.

Questa sindrome, di cui si è cominciato a vedere i nefasti effetti ancora nel 2012, si presenta come una grave compromissione dell’apparato radicale, marcescenza diffusa delle radici di minore diametro e delle radichette necessarie l’assorbimento degli elementi nutritivi.

Per questo motivo il Comune di Sona, assieme ai Comuni di Pastrengo, Sommacampagna, Villafranca, Valeggio, Bussolengo,  Pescantina, Lazise, Mozzecane e Castelnuovo, ha chiesto alla Regione del Veneto il riconoscimento di calamità naturale.

Una condizione, quella di calamità naturale, che se verrà riconosciuta permetterà alle aziende agricole di Sona di accedere a particolari garanzie bancarie per ottenere finanziamenti per il reimpianto delle coltivazioni compromesse.

Le zone di maggiore coltivazione del kiwi che sono risultate le più colpite sono quelle appartenenti alla zona nord ovest ai piedi delle colline moreniche del lago di Garda, come appunto Sona.

È stato constatato che la pianta del kiwi è particolarmente sensibile al ristagno idrico, specie se dovuto a sommersione temporanea, anche di soli cinque giorni, in seguito a forti piogge o alluvioni.

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La Redazione
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