Sona-Mondo, andata e ritorno. Xenia, da Sona promoter dell’EHL Hospitality Business School di Losanna

Prosegue il nostro appuntamento di approfondimento della conoscenza di giovani del nostro territorio che stanno facendo esperienze all’estero.

In questa puntata la protagonista è Xenia Marchesini (nella foto, con il fidanzato Felix), una giovane di Sona che ha fatto della Svizzera la sua seconda patria. Una terra vicina a noi che è riconosciuta per la sua peculiare organizzazione e stile di vita.

Iniziamo con una breve presentazione del tuo percorso di studi dalle scuole superiori?
Ho 26 anni e sono cresciuta a Sona. Già prima di conseguire il diploma di scuola superiore presso l’istituto Tecnico Commerciale Lorgna Pindemonte a Verona progettavo di intraprendere gli studi universitari in Svizzera presso l’EHL Hospitality Business School, riconosciuta a livello mondiale come la migliore università di management legata al business dell’ospitalità. Ogni anno attrae migliaia di studenti di tutto il mondo e per me, riuscire a frequentarlo, sarebbe stato un sogno da realizzare con determinazione.

La dimensione dell’esperienza all’estero nasce all’interno della tua famiglia. Ci spieghi da dove ha origine?
Sono cresciuta in una famiglia cosmopolita e poliglotta con parenti e amici in giro per il mondo. Mia mamma è svizzera, peruviana e italiana. Mio padre italiano e svizzero. Loro ci hanno sempre insegnato che la diversità è ricchezza e che vivere in un Paese diverso dal proprio, entrare in relazione con persone con abitudini e lingue diverse ti porta a essere curioso, a cogliere e valorizzare le differenze ed allo stesso tempo imparare gli uni dagli altri. È con questo spirito che sia io che i miei fratelli già durante le superiori abbiamo fatto un’esperienza di un anno di studio all’estero: Carlos in India, io e Pablo in Austria.

Perché hai scelto di andare a studiare in Svizzera?
Premetto che la Svizzera è un po’ la mia seconda casa. Una parte della famiglia da parte di mia mamma risiede a Ginevra ed a Lugano. Da ragazzina d’estate passavo qualche settimana di vacanze da loro o in giro per la Svizzera nei campi vacanza organizzati per gli Svizzeri all’estero. Tutt’ora vado a trovare mia nonna, zii e cugini a Ginevra, un’altra delle città svizzere che adoro. La Svizzera è conosciuta in tutto il mondo per le sue eccellenti università nel campo del management dell’ospitalità e quella che ho scelto e frequentato io è in testa alla classifica mondiale. L’approccio di EHL è quello del “learning-by-doing”. Alla fine del percorso universitario si è preparati e pronti per il mondo del lavoro. I programmi di studio ti permettono di acquisire competenze molto varie e trasversali e forniscono un equilibrio unico tra teoria ed esperienza pratica. Io, per esempio, ho fatto due tirocini, ognuno di sei mesi in due alberghi 5 stelle, uno in Germania a livello operazionale, front Office, e l’altro in Perù a livello manageriale, marketing & sales.

Conclusi gli studi quali opportunità di lavoro hai incontrato?
Con una laurea in International Hospitality Management dell’EHL e la conoscenza di cinque lingue, grazie alla natura della mia famiglia, italiano, inglese, spagnolo, tedesco, francese, gli sbocchi professionali sono solitamente infiniti sia nell’industria alberghiera che nell’industria dei servizi. Però essendomi laureata a luglio 2020 in uno dei settori economici più colpiti dalla crisi per motivi legati alla pandemia del Coronavirus, non è stato facile trovare lavoro subito. Io mi ritengo molto fortunata perché nel giro di pochissimi mesi il Gruppo EHL mi ha offerto una posizione come international recruitment officer all’interno del team di sales & marketing. Avendo fatto il mio percorso di studio sia nel Campus di Passugg che nel Campus di Losanna avevo il profilo ideale per promuovere i due Campus di EHL in Svizzera e attrarre nuovi studenti. I paesi che copro sono principalmente la Spagna, il Portogallo, la Francia. Da alcuni mesi seguo anche la rete di agenti di EHL in Asia che si occupano di promuovere il Campus di Passugg in quell’area geografica. Il ruolo che ricopro è molto gratificante perché posso condividere con gli studenti interessati le mie esperienze personali come Alumna EHL e spiegare loro perché i percorsi educativi di EHL rimangono una scelta interessante di studio come lo è stato per me. È un lavoro che mi si addice molto in quanto è molto vario, dinamico e pieno di sfide. In più ho la fortuna di entrare in contatto con tantissime persone di culture e lingue diverse e di mantenere viva la mia passione per i viaggi.

Entrando più nella dimensione sociale di questa tua esperienza, come si vive in Svizzera?
Quando si dice che la Svizzera è uno dei migliori paesi per vivere è vero! Infatti nelle classifiche mondiali la Svizzera si piazza al primo posto come qualità della vita. Io vivo a Losanna, vicino a Ginevra, nella regione francofona per cui si parla il francese. È una città bellissima e a misura d’uomo situata in riva al lago Lemano e circondata da colline con vigneti e con vista sulle Alpi. Mi piace molto vivere in questa città perché, oltre che ordinata e sicura, è molto vivace e offre tanti luoghi di ritrovo e di svago per i giovani e anche tante attività culturali. Per quanto riguarda il cibo si trova assolutamente tutto quello che si trova in Italia e anche nel resto del mondo. Quando si va al ristorante si ha l’imbarazzo della scelta, compreso ristoranti di cucina italiana degni di questo nome. Essendo situata tra lago e montagna le occasioni di passare il proprio tempo libero in mezzo alla natura non mancano mai. Qui l’auto non è indispensabile perché tutti i mezzi trasporti pubblici sono molto efficienti e ti permettono di raggiungere anche tante destinazioni fuori porta. L’unico punto dolente è che la vita è molto cara ma è pur vero che gli stipendi sono relazionati al costo della vita. Uno dei vantaggi di vivere in Svizzera è la sua posizione strategica in quanto è al centro dell’Europa. In poche ore raggiungi i paesi confinanti: Italia, Francia, Austria, Germania. Inoltre, mi colpisce che in un Paese così piccolo ci sia una coesistenza di culture e mentalità diverse dovute alla presenza di quattro lingue nazionali: tedesco, francese, italiano e romancio. Questa peculiarità della Svizzera mi è sempre piaciuta perché in un certo senso c’è gran parte dell’Europa rappresentata. A livello professionale è molto gratificante vivere in un paese dove si dà valore alla meritocrazia, ma bisogna essere all’altezza perché il mercato del lavoro, pur avendo il vantaggio di essere molto dinamico, è competitivo e richiede che si abbia un’ottima preparazione e delle competenze che ti permettano di raggiungere i risultati prefissati.

Come vedi il tuo futuro quindi? In Svizzera o in Italia?
L’Italia rimane il paese dove tornerò sempre perché sono molto legata ai miei e poi ho ancora tante meravigliose città, luoghi e ristoranti da scoprire. Penso che il Paese dove costruirò il mio futuro e metterò radici sarà la Francia e precisamente in Alsazia, famosa per i suoi grandi vini e la sua cucina. Io e il mio ragazzo, un francese dell’Alsazia che ha studiato con me a EHL, abbiamo dei bellissimi progetti di vita e lavoro insieme ma è ancora presto per svelare i nostri segreti. Comunque sia, il mondo è tutto da scoprire e le opportunità che possono capitare in futuro in giro per il mondo sono infinite.

Concludiamo con un messaggio a quei giovani che devono fare scelte di studio e di vita ed hanno bisogno di un consiglio. Che cosa ti senti di dire loro?
Un’esperienza di studio o di vita all’estero è estremamente importante per ampliare i propri orizzonti e uscire dalla propria “comfort zone”. Questa esperienza ti arricchisce tantissimo: ti permette di aprire gli occhi ed avere uno sguardo diverso cogliendo il meglio da ciascun Paese, ti insegna ad adattarti ed integrarti in un ambiente completamente diverso dal tuo mettendoti alla prova, ti stimola ad imparare altre lingue e conoscere gente nuova, e ultimo ma non meno importante, ti dà più libertà di scelta sia a livello personale che professionale. Bisogna però partire con lo spirito giusto: per esempio mettere da parte le vecchie abitudini e non frequentare solo italiani.

Enrico Olioso
Nato a Bussolengo il 16 agosto 1964, risiede dall’età di 5 anni a Sona (i primi 5 anni a Lugagnano). Sposato con due figli. Attivo nel mondo del volontariato fin dall’adolescenza, ha fatto anche esperienza di cooperazione sociale. È presidente dell’associazione Cav. Romani, socio Avis dal 1984 e di Pro Loco Sona dal 2012. Fa parte della redazione di Sona del Baco da Seta dal 2002. È tra gli ideatori del progetto Associazioni di Sona in rete attivato nel settembre 2014 e del progetto Giovani ed Associazioni attivato nel 2020.