Sona-Mondo, andata e ritorno. Chiara, la globetrotter di Lugagnano: dall’Austria fino all’Expo di Dubai

Proponiamo una nuova puntata di questa rubrica che racconta l’esperienza internazionale dei nostri giovani favorendo così nei nostri lettori la conoscenza delle opportunità che colgono nel loro percorso di studio e crescita professionale. Questa volta siamo andati a conoscere l’esperienza multipla di Chiara Vacchini di Lugagnano, una vera appassionata delle esperienze internazionali.

Iniziamo Chiara con descrivere il contesto delle tue esperienze all’estero. È vero che hai fatto tre esperienze?
Confermo, le mie esperienze all’estero sono state tre. La prima si è svolta in Austria in quarta superiore nel 2017-2018, la seconda in Germania con l’Erasmus universitario nel 2021 e la terza in occasione dell’Expo di Dubai qualche mese fa.

Ci parli della prima esperienza, quella fatta in Austria alle superiori?
Ho iniziato quasi per caso quando in terza superiore ho vinto una borsa di studio per fare il quarto anno all’estero. Quello è stato il punto di svolta che ha cambiato il mio modo di vedere le cose ed il mondo. Di fatto mi ha aperto le porte del mondo al di fuori dell’Italia. Ho deciso di fare l’esperienza dell’anno di studio all’estero nel periodo settembre 2017-luglio 2018 perché sono sempre stata una ragazza curiosa e mi piaceva l’idea di conoscere e vivere in un’altra cultura. Ho scelto l’Austria perché è patria di due delle mie più grandi passioni: la musica e la montagna. Fin da bambina, ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto andare a vivere in questo paese. Sono partita senza sapere bene cosa mi aspettava, senza sapere il tedesco che poi ho imparato sul posto, con tanta curiosità, voglia di adattarmi e di conoscere. Non è stata tutta rose e fiori, perché non è facile adattarsi ad un’altra cultura, altro stile di vita e ad un’altra famiglia. La famiglia ospitante è diventata proprio la mia seconda famiglia e quello che ho imparato in questa esperienza è andato ben oltre la lingua. Le relazioni che ho creato hanno reso tutto speciale e fanno sì che l’Austria sia sempre anche un po’ casa mia. Sono cresciuta moltissimo, maturata, anche perché comunque lontana dalla mia famiglia ed i miei amici per dieci mesi.

Ci racconti ora dell’esperienza dell’Erasmus in Germania?
Con l’esperienza dell’anno all’estero mi sono resa conto dell’immenso valore che avevo ricevuto ed ho iniziato quindi l’università tentando la borsa di studio Erasmus. Il secondo semestre del mio secondo anno, aprile-settembre 2021, sono quindi partita per il nord della Germania. Questa esperienza mi ha dato modo di migliorare ancora di più il tedesco e di conoscere anche la cultura tedesca del nord. Ho avuto l’opportunità di sperimentare un differente sistema universitario, un metodo di studio e insegnamento molto diverso e interessante. Ho avuto modo anche di vivere da sola per la prima volta ed anche questo mi ha fatto scoprire tante cose e mi ha fatto maturare. La città dov’ero non era particolarmente bella, perché città industriale del nord della Ruhr, però, proprio per la sua posizione strategica, mi ha dato la possibilità di viaggiare tantissimo all’interno della Germania e, soprattutto, in tutti i paesi confinanti: Lussemburgo, Belgio, Olanda, Francia. Una delle cose più belle sono state le relazioni che si sono create: ho conosciuto tantissimi ragazzi, soprattutto studenti internazionali provenienti da tutto il mondo. Le lezioni erano online e la situazione Covid non era ancora del tutto risolta, ma il fatto di vivere assieme in due studentati molto vicini, ci ha fatti diventare come una famiglia! Tutti le avventure e piccole cose della vita che abbiamo vissuto assieme e anche le conversazioni, gli scambi di opinione e di culture mi hanno arricchito tantissimo.

E della terza esperienza, vissuta poco a Dubai, ci racconti come sei riuscita a realizzarla?
E’ stata veramente un’esperienza importante e di valore. Dal 24 di gennaio al 18 febbraio di quest’anno sono stata rappresentante del Vaticano all’Expo di Dubai. Una cosa che mai mi sarei aspettata di vivere in vita mia. Tutto è nato perché la Santa Sede ha focalizzato il tema della fratellanza e su come lo scambio di conoscenze tra culture diverse possa arricchire ed essere determinante sia per noi, come persone, ma anche come società. L’impronta data, inoltre, è stata decisamente molto vicina al mondo francescano tanto gradito al Papa il quale ha voluto anche una rappresentanza giovanile vicina al mondo francescano. Grazie alla mia esperienza vissuta nel mondo francescano giovanile, i frati ni hanno contattata, ho fatto delle selezioni e sono quindi partita per Dubai. Sono tornata da poco e quindi devo ancora elaborare tante cose, ma mi rendo già conto di quanto questa esperienza mi abbia dato. È stata la prima volta che sono uscita dall’Europa e conoscere la cultura araba è stato molto interessante. Dubai è una città incredibile: moderna e molto occidentale nell’architettura in alcuni punti e vera città araba in altri. Dubai è anche una città di immigrazione e quindi anche città aperta e di coesione culturale. L’essere ed il vivere l’Expo è stato incredibile! C’era tutto il mondo rappresentato in uno spazio. In maniera decisamente utopica si è visto come è possibile vivere tutti assieme in pace: Un sacco di persone molto aperte, disposte al confronto, volenterose di raccontarti la loro cultura e di condividere pensieri e punti di vista. Sono nate tantissime conversazioni anche molto profonde, su argomenti anche molto delicati e di attualità. Essendo il padiglione della Santa Sede anche lo scambio a livello di religione è stato molto bello! Tantissime religioni diverse con punti di vista diversi ma tutti molto rispettosi e curiosi di conoscere ognuno la cultura e la religione dell’altro. È stata un’esperienza incredibile di mondo, di fratellanza, sul vivere assieme, su come è vero che alla fine siamo tutti fratelli.

Chiara Vacchini (la prima da destra seduta) all’Expo di Dubai. Sopra, Chiara festeggia il suo compleanno durante l’Erasmus universitario in Germania.

Dopo tutte queste esperienze speciali all’estero, come vedi il tuo futuro?
Il mio futuro come lo vedo, bella domanda… Molto probabilmente farò una magistrale sempre sul tema dei diritti umani, al mondo internazionale e soprattutto al discorso dell’integrazione. In un futuro lontano mi piacerebbe lavorare con l’immigrazione e l’integrazione, magari seguendo dei progetti specifici. Per quanto riguarda le esperienze all’estero, proverò a fare un altro Erasmus oltre ad altre esperienze simili. Se il futuro più lontano lo vedo in Italia oppure all’estero non lo so ancora, però non escludo nessuna delle due opzioni.

Per concludere, cosa suggeriresti ai giovani che non hanno le idee chiare rispetto allo sperimentare la vita in un contesto lontano da casa?
Di non farsi spaventare dall’incertezza, dalla diversità e dalla difficoltà di un’esperienza all’estero. Di sicuro non è tutto rose e fiori e ci vuole un po’ di impegno per adattarsi ad un’altra cultura e stile di vita, però ne vale assolutamente la pena! Quello che si riceve da un’esperienza all’estero e dall’ incontro con altre culture è di sicuro molto di più di quanto noi possiamo dare e più di quanto possiamo immaginare. Si ha la possibilità di crescere e maturare molto a livello personale e di aprire i propri orizzonti oltre ad avere una sensibilità nuova. Non c’è cosa più bella di immergersi in una cultura diversa ed entrare in relazione con le persone per imparare e comprendere un po’ di più una cultura anche molto diversa dalla nostra.

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Nato a Bussolengo il 16 agosto 1964, risiede dall’età di 5 anni a Sona (i primi 5 anni a Lugagnano). Sposato con due figli. Attivo nel mondo del volontariato fin dall’adolescenza, ha fatto anche esperienza di cooperazione sociale. È presidente dell’associazione Cav. Romani, socio Avis dal 1984 e di Pro Loco Sona dal 2012. Fa parte della redazione di Sona del Baco da Seta dal 2002. È tra gli ideatori del progetto Associazioni di Sona in rete attivato nel settembre 2014 e del progetto Giovani ed Associazioni attivato nel 2020.