La nuova Piazza Roma non è ancora un cantiere, ma attorno al suo futuro si è già alzata la discussione delle grandi scelte di paese. Non quella che sporca le scarpe, ma quella più sottile, politica e concreta, che accompagna ogni intervento destinato a cambiare il volto di un luogo familiare. Perché a Sona la piazza non è solo uno spazio urbano: è il punto in cui si incrociano il municipio, la chiesa, i negozi, i residenti, le auto, le abitudini quotidiane e l’idea stessa di centro.
Dopo la presentazione pubblica del progetto, avvenuta mercoledì 17 giugno nella Sala Consiliare del Comune di Sona, arriva la presa di posizione dei consiglieri comunali di minoranza della civica Scelta PerSona: Corrado Busatta, Antonella Dal Forno e Gianluigi Mazzi (nella foto di Mario Pachera). Un intervento che non boccia la riqualificazione, anzi parte da un riconoscimento netto: la piazza va finalmente realizzata. Ma proprio perché l’opera è attesa da anni, sostengono i tre consiglieri, il progetto merita una discussione più larga, meno schiacciata sulla comunicazione e più attenta agli effetti reali.
Il primo nodo è economico. La minoranza contesta il modo in cui l’amministrazione guidata dal sindaco Gianfranco Dalla Valentina sta presentando il confronto tra il nuovo progetto e quello predisposto dalla precedente Amministrazione. Il punto non è solo il totale dell’investimento, ma il modo in cui viene raccontato. Secondo Scelta PerSona, parlare di cifre al netto dell’IVA rischia di dare ai cittadini una percezione incompleta, perché il Comune quell’IVA la sostiene davvero e quelle risorse escono comunque dalle casse pubbliche.
Il riferimento è al quadro economico illustrato nella serata: 785mila euro di lavori per la piazza, dentro un intervento complessivo indicato attorno a 1 milione di euro, con circa 385mila euro di contributo pubblico. A parte, il parcheggio di via del Sole, stimato in ulteriori 270mila euro. Altro passaggio contestato riguarda il finanziamento: per i consiglieri, quelle risorse erano già disponibili durante il mandato precedente e il tema vero, più che l’arrivo del contributo, sarebbe il ritardo nell’avvio dei lavori.
Il secondo terreno di confronto è quello dei parcheggi, da sempre la parte più sensibile della partita. Oggi in Piazza Roma ci sono 46 posti auto. Il nuovo progetto prevede di arrivare a 50 posti complessivi a fine lavori, tra i 29 nelle immediate vicinanze della piazza e i 21 nell’area di via del Sole. Il progetto precedente, invece, riduceva la sosta in piazza a 19 posti, ma secondo la minoranza inseriva questa scelta dentro un disegno diverso: prima la creazione dei parcheggi perimetrali, poi l’intervento sul cuore del paese.
Qui sta la differenza di metodo, secondo la minoranza. L’amministrazione attuale sceglie di partire dalla piazza, provando a tenere insieme riqualificazione e presenza delle auto. Per Scelta PerSona è una scelta legittima, ma carica di conseguenze pratiche. Durante il cantiere, sostengono i consiglieri, i disagi saranno inevitabilmente maggiori. E sul risultato finale resta una domanda pesante: Piazza Roma diventerà davvero una piazza o resterà, nella sostanza, un parcheggio più ordinato, con qualche elemento nuovo attorno?
È il cuore politico e urbanistico del ragionamento. La minoranza teme che il tentativo di contenere i costi e conservare molti stalli finisca per indebolire l’ambizione dello spazio pubblico. Una piazza, dicono in sostanza i consiglieri, deve poter accogliere persone, soste, incontri, ombra, camminamenti, non soltanto auto disposte meglio. Da qui la richiesta di procedere rapidamente con i parcheggi perimetrali, così da liberare progressivamente Piazza Roma dal ruolo quasi esclusivo di area di sosta.
C’è poi il tema della viabilità, e in particolare di via dei Gesuiti. Durante la presentazione, a una domanda dal pubblico, sarebbe stato risposto che l’intervento riguarda Piazza Roma e non quella strada. Per la minoranza è una risposta troppo stretta. Se la circolazione cambia nel centro del capoluogo, una parte del traffico finirà inevitabilmente per interessare anche via dei Gesuiti. E quella non è una strada qualunque: è stretta, a senso unico, con case affacciate sulla carreggiata e senza percorsi pedonali protetti adeguati.
Nel progetto precedente, ricordano Busatta, Dal Forno e Mazzi, erano previste opere di messa in sicurezza specifiche, anche sulla base delle richieste dei frontisti. Lasciare quel tratto fuori dal ragionamento, secondo la minoranza, significa affrontare la nuova mobilità del centro senza sciogliere uno dei suoi punti più delicati: la sicurezza di chi vive lungo la strada e di chi la percorre a piedi.
Un’altra osservazione riguarda il verde. Nel progetto precedente, sostiene Scelta PerSona, alberature e zone d’ombra avevano un peso maggiore. Non è un dettaglio ornamentale. In estati sempre più calde, con temperature che rendono le piazze di pietra difficili da vivere nelle ore centrali, gli alberi diventano infrastruttura urbana, non decorazione. Una panchina al sole resta vuota. Un percorso senza ombra scoraggia anziani, bambini, famiglie, clienti dei negozi. Una piazza bella ma rovente rischia di essere attraversata in fretta, non abitata.
L’EDITORIALE DEL BACOBrian May dice basta ai tour. Ma la magia dei Queen non va in pensioneDa quanto illustrato, la minoranza ritiene che il nuovo disegno preveda meno verde rispetto all’impostazione originaria. La richiesta, in questo caso, non è di fermare il progetto, ma di migliorarlo prima che la trasformazione diventi definitiva. Perché una piazza deve funzionare anche a luglio, non soltanto nelle tavole progettuali.
C’è infine la fontana monumentale, uno degli elementi più riconoscibili dello spazio. I consiglieri accolgono positivamente l’idea di eliminare la struttura in cemento sul retro, considerata un’aggiunta pesante dal punto di vista estetico. Ma chiedono che la fontana resti davvero una fontana, con l’acqua che torna a scorrere. Non solo monumento restaurato, dunque, ma presenza viva al centro della piazza, capace di restituire memoria e identità a un luogo che molti cittadini ricordano proprio così.
La chiusura del documento è politica. Scelta PerSona ricorda che durante la campagna elettorale l’attuale amministrazione aveva raccolto anche il consenso di cittadini contrari al progetto allora esistente. La domanda posta oggi è se quelle persone siano state coinvolte, ascoltate e se si riconoscano nella nuova impostazione. È un interrogativo che va oltre il caso specifico: riguarda il rapporto tra promesse, decisioni e partecipazione.
© 2026 Riproduzione riservata
Segui il Baco
Scegli il canale che preferisci per ricevere e trovare più facilmente le notizie del territorio.
