Il rubinetto di casa continuerà ad aprirsi come sempre. Ma, da giovedì 13 agosto, a Sona quell’acqua dovrà essere trattata con una cautela diversa. Niente prati ornamentali innaffiati sotto il sole, niente getti d’acqua sui piazzali, niente automobili lavate nel cortile di casa. Anche le fontane decorative del Comune dovranno fermarsi.
La siccità entra così direttamente nelle abitudini quotidiane del territorio. Il sindaco Gianfranco Dalla Valentina ha firmato il 12 agosto l’ordinanza numero 73, che introduce fino al 31 agosto una serie di limitazioni all’utilizzo dell’acqua su tutto il territorio comunale. La scadenza, peraltro, potrebbe essere prorogata se la situazione non dovesse migliorare. Alla base della decisione c’è il raggiungimento del livello di severità idrica “alto”, comunicato al Comune il 10 agosto dall’ATO Veronese.
Il problema, quindi, non è teorico. Nell’ordinanza si parla di una situazione aggravata dal lungo periodo di siccità estiva e della necessità di proteggere innanzitutto l’approvvigionamento destinato agli usi potabili e igienico-sanitari. Quando l’acqua comincia a scarseggiare, la linea diventa inevitabilmente quella di distinguere ciò che è indispensabile da ciò che può aspettare.
Per questo dal 13 agosto sarà vietato utilizzare acqua per irrigare o innaffiare giardini e prati a scopo ornamentale. Fa eccezione il caso in cui sia possibile dimostrare agli organi di vigilanza l’utilizzo di sistemi di recupero delle acque meteoriche. Vietato anche lavare corti, piazzali e altre aree scoperte, così come effettuare il lavaggio privato dei veicoli a motore. Restano esclusi dal divieto gli autolavaggi. Concesso anche irrigare gli orti.
Una particolare cautela riguarda le piscine private: il loro riempimento e il rinnovo, anche parziale, dell’acqua dovranno essere ridotti al minimo possibile, compatibilmente con le norme sanitarie previste per l’acqua destinata ad attività sportive e ricreative.
L’acqua prelevata dalla rete pubblica resta invece utilizzabile per i normali consumi domestici, zootecnici e industriali, oltre che per le attività regolarmente autorizzate nelle quali l’impiego dell’acqua sia necessario.
La stretta non riguarda soltanto i privati. Il Comune e i soggetti che gestiscono servizi pubblici per suo conto devono sospendere l’innaffiamento del verde ornamentale comunale, degli altri spazi verdi e degli impianti sportivi, oltre al lavaggio delle strade e dei mezzi comunali. Si fermano anche le fontane decorative, comprese quelle dotate di sistemi di ricircolo, e l’irrigazione delle aiuole ornamentali date in concessione. Anche nelle piscine comunali l’integrazione o il ricambio dell’acqua dovranno essere contenuti al minimo consentito dalle norme sanitarie.
Sona, del resto, non è un’isola dentro questa estate asciutta. Ordinanze analoghe sono state adottate in questi giorni a Verona e Bussolengo e la stessa strada è stata imboccata da numerosi altri Comuni della provincia, con modalità e fasce orarie non sempre identiche ma con lo stesso obiettivo: tagliare gli utilizzi non indispensabili per lasciare acqua disponibile dove serve davvero. A Verona le limitazioni sono state introdotte fino al 31 agosto, mentre a Bussolengo un’ordinanza dell’11 agosto vieta tra l’altro il lavaggio di cortili e veicoli privati, il riempimento di piscine senza riciclo e l’irrigazione di giardini e prati. Provvedimenti sono in vigore, tra gli altri, anche a Castelnuovo del Garda e San Giovanni Lupatoto.
La Regione Veneto, già a luglio, aveva indicato proprio irrigazione di orti e giardini, lavaggio di piazzali e automobili e riempimento di piscine e fontane ornamentali tra gli utilizzi sui quali intervenire in caso di carenza della risorsa.
A Sona l’ordinanza non si limita comunque a chiedere attenzione. Sono previste sanzioni amministrative da 25 a 500 euro per chi viola i divieti. Polizia Locale e forze dell’ordine sono incaricate di vigilare sul loro rispetto.
IL PUNTO DEL DIRETTOREPalazzolo e quelle radici che possono ancora tenerci insiemeDietro quei divieti, però, c’è soprattutto un messaggio molto semplice e altrettanto concreto. In queste settimane l’acqua che finisce su un prato, scorre per pulire un cortile o riempie una piscina non è più soltanto un consumo privato. Dentro una fase di severità idrica alta diventa una parte di una risorsa collettiva che deve essere preservata. E così, almeno fino alla fine di agosto, anche i piccoli gesti domestici finiscono dentro la fotografia più grande di un’estate nella quale l’acqua non può più essere considerata scontata.
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