Sona, la guglia di Villa Romani respira: via gli alberi, parte il recupero del parco

Tree climber in orange shirt and helmet pruning a tall tree from a circular stone lookout tower.

Per settimane la guglia di Villa Romani è rimasta stretta tra tronchi, rami spezzati e interrogativi. Adesso, attorno alla sua scala di pietra che sale avvolgendosi lungo la torre, il paesaggio comincia lentamente a riaprirsi. Gli alberi pericolanti sono stati rimossi, compresi quelli che incombevano direttamente sulla struttura, e il lavoro si sposta ora dal terreno dell’emergenza a quello del recupero.

Nel parco di Sona capoluogo, gli operatori hanno lavorato anche in quota, assicurati alle funi, per raggiungere i punti più delicati senza sottoporre la guglia ad altre sollecitazioni. Un intervento che richiedeva prudenza: dopo la violenta tromba d’aria del 10 giugno scorso, alcune piante erano cadute attorno alla torre e almeno una aveva colpito la struttura, facendo temere possibili conseguenze sulla sua stabilità. La rimozione non poteva quindi trasformarsi in una seconda ferita.

Superata questa prima fase, il Comune ha indicato gli interventi destinati a rimettere ordine in un angolo del parco rimasto segnato non soltanto dal maltempo, ma anche da problemi precedenti. Verrà sostituita la recinzione che oggi circonda la guglia, una barriera provvisoria e poco armoniosa che delimita l’area senza riuscire a nasconderne l’aspetto trascurato.

Sarà poi sistemata la scala presente nel parco, così da rendere più agevole l’accesso alla zona. Non si tratta della scala elicoidale che corre lungo la torre, ma del percorso che consente di raggiungerla attraversando il giardino. Un passaggio necessario per trasformare uno spazio semplicemente chiuso e sorvegliato in un luogo che possa tornare a essere avvicinato e vissuto.

Il programma comprende anche il ripristino del muro di sostegno, crollato alcuni anni fa e mai ricostruito. È un tassello meno appariscente della guglia, ma decisivo per ricomporre l’insieme: terreno, percorsi, recinzioni e strutture devono tornare a dialogare tra loro, senza lasciare nel verde pezzi interrotti o ferite aperte.

Il punto centrale è proprio questo. La rimozione degli alberi pericolanti ha eliminato il rischio più immediato, ma da sola non sarebbe bastata. Mettere in sicurezza significa impedire che qualcuno si faccia male; recuperare significa restituire dignità, accessibilità e continuità a un luogo pubblico.

Villa Romani non è soltanto una distesa verde attorno a un edificio storico. È uno degli spazi nei quali Sona riconosce una parte della propria immagine. La guglia, con la sua forma slanciata e la scala esterna sospesa nel vuoto, ne è il segno più curioso e riconoscibile. Per questo l’intervento assume un valore che va oltre la manutenzione: ricuce un angolo del paese rimasto troppo a lungo fragile, delimitato e incompleto.

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