Il corteo funebre entra nel cimitero di Sona, raggiunge il punto in cui dovrebbe concludersi l’ultimo viaggio di Domenico Fornasiero e lì si ferma. Non c’è nessuno ad attendere la bara. Soprattutto, non c’è la fossa.
È accaduto venerdì pomeriggio, in quello che avrebbe dovuto essere il momento più raccolto e definitivo di una giornata già dolorosa per una famiglia. La salma, dopo la benedizione, non ha potuto essere sepolta ed è stata quindi sistemata per la notte nella chiesetta del camposanto. La tumulazione è avvenuta soltanto la mattina successiva.
A raccontare quanto successo è stato il signor Menegardo, titolare dell’agenzia di onoranze funebri di via Marconi, a Sona. “Arrivati là, non c’era nessuno”, spiega, “nemmeno la buca in cui calare la bara”.
Un disguido tanto semplice nella sua origine quanto pesante nelle sue conseguenze. Le verifiche svolte dopo l’accaduto avrebbero infatti escluso responsabilità del Comune di Sona: la documentazione risultava correttamente predisposta. L’errore sarebbe stato invece della cooperativa incaricata delle operazioni cimiteriali, che aveva organizzato la sepoltura nel cimitero di Lugagnano anziché in quello del capoluogo.
Un equivoco probabilmente nato dal fatto che Domenico Fornasiero viveva a Lugagnano e proprio lì era stato celebrato il funerale. Ma la volontà dei familiari era un’altra: la sepoltura doveva avvenire a Sona.
Quando l’agenzia funebre ha segnalato quanto stava accadendo, alcuni incaricati della cooperativa hanno raggiunto il cimitero di Sona, dove la famiglia e il corteo erano ancora presenti, per spiegare l’errore e chiedere scusa.
Tra i familiari lo sconcerto è stato inevitabile. Mariarosa Bottini, cognata del defunto, racconta di non essersi inizialmente resa conto di quanto stava succedendo. “Io all’inizio non me n’ero neanche accorta”, ricorda. “Quando ce l’hanno fatto notare non riuscivo a crederci. Sono rimasta senza parole. È stato un colpo durissimo, queste cose non devono succedere”.
Poi sono arrivate le spiegazioni. “Quando sono arrivati”, prosegue Mariarosa Bottini, “ci hanno spiegato che è stato un errore e si sono scusati tanto. Ieri mattina, poi, hanno ribadito il loro dispiacere per l’accaduto”.
La cooperativa non si è fermata alle scuse. La famiglia è stata infatti sollevata dal pagamento delle spese, una scelta interpretata dagli stessi parenti come una forma concreta di riparazione per quanto avvenuto. “È stato un modo per risarcirci del danno provocato”, spiega ancora Bottini. “È vero che hanno sbagliato, ma hanno anche riparato”.
Anche per don Roberto, parroco di Lugagnano, quella davanti al cimitero di Sona è stata una scena fuori dall’ordinario. “Una cosa del genere non mi era mai capitata”, ha spiegato, precisando di non aver voluto formulare giudizi senza conoscere le ragioni dell’accaduto. Quando ha lasciato il camposanto, dopo aver impartito la benedizione alla salma, i familiari stavano ancora aspettando l’arrivo dei responsabili della cooperativa per capire cosa fosse successo.
L’EDITORIALE DEL BACOSona: Suona la campanella tra volti nuovi e l’entusiasmo di sempreÈ stato un pomeriggio sospeso, con la bara arrivata alla destinazione prevista ma impossibilitata a compiere l’ultimo passaggio. Un errore organizzativo che, inevitabilmente, ha aggiunto tensione e incredulità a ore già segnate dal lutto.
Eppure sono proprio i familiari di Domenico Fornasiero, superato il primo durissimo momento, a voler chiudere la vicenda senza trasformarla in una polemica.
Orlando Fornasiero, fratello del defunto, lo dice con grande chiarezza: “Da parte mia non c’è alcun risentimento nei confronti dei ragazzi della cooperativa, è stato un disguido, non vale la pena sollevare una questione sull’accaduto. Mi hanno chiesto scusa in mille modi. A noi basta questo, ci siamo già chiariti”.
Resta una storia difficile da immaginare fino a quando non accade: un corteo funebre arrivato al camposanto, una famiglia pronta all’ultimo saluto e una fossa che nessuno aveva scavato. Ma resta anche la decisione dei parenti di fermarsi alle spiegazioni e alle scuse ricevute, riconoscendo nell’accaduto un errore accidentale e considerando sufficiente il gesto con cui la cooperativa ha rinunciato alle spese.
La mattina successiva Domenico Fornasiero è stato infine sepolto nel cimitero di Sona, come desideravano i suoi cari. Ed è soprattutto questo, dopo un pomeriggio che nessuno di loro avrebbe voluto vivere, ciò che la famiglia vuole rimanga.
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