Sona. Il consiglio comunale respinge la mozione per dedicare una via a Berlusconi, ma la discussione è tutta politica

Che in questo nuovo consiglio comunale di Sona, dove sono ricomparsi i partiti, si sarebbe ben più che in passato tornati a parlare di politica era cosa evidente a tutti. Ma che questo capitasse subito, già il 26 giugno nella prima seduta dopo quella inaugurale, non era prevedibile.

Ma il fuoco alle polveri è arrivato da un argomento perfetto per fare da innesco: la mozione del consigliere comunale di minoranza Carlo Antonio Mazzola di dedicare una via o un luogo pubblico a Silvio Berlusconi, sia per quanto compiuto come presidente del consiglio sia nel suo ruolo di imprenditore.

Una figura centrale e divisiva nella storia italiana degli ultimi quarant’anni, un partito, Forza Italia, che si trova al governo di Sona all’interno di una compagine civica molto eterogenea, una parte del centrodestra nazionale rappresentata in minoranza: non mancava nulla perché la discussione andasse oltre lo stretto tema della mozione. Come è stato.

Ad aprire il dibattito in consiglio è il proponente, Carlo Antonio Mazzola (nella foto di Mario Pachera). Che dopo aver letto la sua mozione, esordisce spiegando di essere consapevole che “vi è una legge del 1925 che prevede di attendere dieci anni dalla morte per poter dedicare una via a qualcuno. Ma esiste la possibilità che il Ministero degli Interni conceda delle deroghe a questo limite ed infatti in questi giorni molti Comuni in Italia si stanno attivando proprio per dedicare delle aree pubbliche a Berlusconi, si sta pensando ad esempio all’aeroporto di Linate. Ci sono anche dei precedenti importanti di questa forma di deroga, come la via che fu dedicata a Milano a Mike Buongiorno a soli cinque anni dalla sua morte”.

“Per ovviare comunque a questo impedimento – prosegue il consigliere di Rinascita per Sona – ho anche pensato ad un’altra possibilità: conoscendo la passione di Berlusconi anche per il verde potremmo dedicargli un parco, ovviando così al limite dei dieci anni. Però dovrebbe essere un parco di un certo rilievo, e magari in quel parco si potrebbe indicare con delle targhette il nome di ogni pianta”.

“Poi – indica Mazzola portando la discussione al livello politico – capisco che ci siano delle legittime posizioni contrarie a questa dedica, come quella espressa a livello nazionale dall’Onorevole Rosi Bindi. Io però ritengo che Silvio Berlusconi abbia portato benessere all’Italia. Come ci ha insegnato Ugo Foscolo ne Dei Sepolcri, la memoria può ispirare altre persone a portare il proprio contributo nell’ambito privato, famigliare o lavorativo, ed in quello pubblico. Come Manzoni scrisse nell’ode Il Cinque maggio, parlando di Napoleone ‘Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza: nui chiniam la fronte al Massimo Fattor, che volle in lui del creator suo spirito più vasta orma stampar’. Può piacere o meno – conclude Mazzola – ma Berlusconi ha lasciato un’impronta molto forte ed il suo insegnamento, anche come imprenditore, merita di essere portato avanti”.

Dopo di lui a prendere la parola è la consigliera di maggioranza Ilaria Montagano, che propone però una lettura completamente differente della vicenda. “La questione è di genere: a Sona abbiamo circa 400 vie e quelle dedicate alle donne sono solamente undici, e si tratta soprattutto di sante. Questa disparità si vede anche nelle titolazioni delle sale civiche, quasi a farci credere che noi donne non contiamo nulla, che non siamo fonte di ispirazione. Durante questa amministrazione lavoreremo sul concetto di parità uomo-donna anche nel campo della toponomastica, perché è importante sentirsi rappresentate”.

A dare la pozione ufficiale della maggioranza è quindi il sindaco Gianfranco Dalla Valentina. “La valutazione che facciamo noi è solamente formale. Vi è l’aspetto burocratico del limite dei dieci anni, e non ci sentiamo di chiedere deroghe perché nella storia della prima repubblica ci sono tante figure che meriterebbero di avere una vita dedicata a Sona, come Spadolini, Almirante, Berlinguer ed Andreotti. A Sona abbiamo pochissime vie titolate a politici: De Gasperi, Pertini e Turati. Quindi sarebbero tantissimi i politici che hanno influito nella nostra storia come Berlusconi che potrebbero essere ricordati con una via. Ed anche se parliamo di imprenditori ve ne sono tantissimi non citati nella nostra toponomastica, come Mattei, Olivetti, Ferrero. Personalmente la scelta di titolare un luogo pubblico la farei sempre legandola al nostro territorio, alle persone importanti per la nostra comunità. Per questo motivo dispiace ma dobbiamo votare contro la mozione”.

Intervento puntuto quello dell’ex sindaco, ed ora consigliere di minoranza, Gianluigi Mazzi. Che prima bacchetta la consigliera Montagano sulla questione di genere, indicando che “i dati della consigliera non sono corretti. Abbiamo iniziato un percorso qualche anno fa con l’assessore Cimichella dedicando una stanza a Prima Guglielmi e, più di recente, a Marisa Bellisario e Tina Anselmi. Ed altre. Se si dicono dati in consiglio vanno detti corretti altrimenti si sta zitti”, per poi passare al tema centrale. “Quella che votiamo oggidichiara Mazziè una questione totalmente politica. Mi riferisco al presidente del consiglio Pesce, che anni fa portava in consiglio interpellanze Berslusconiane. La stessa maggioranza e lo stesso sindaco li abbiamo visti con la bandiera di Forza Italia in campagna elettorale, quindi non nascondiamoci dietro la questione di genere o i dieci anni, questa è solo una scelta politica. Serve essere coraggiosi dicendo ci piace o non ci piace. Come a me hanno rinfacciato di essere un comunista quando ho dedicato una via a De Andrè. Quindi se non riteniamo Berlusconi idoneo va detto esplicitamente. E, per chi ha usato il suo nome politicamente, troverei imbarazzante votare contro”.

A lui ribatte subito proprio il presidente del consiglio comunale Edgardo Pesce. “Confermo che durante la legislatura del sindaco Bonometti da assessore ero iscritto a Forza Italia ma non ho mai fatto interventi o altro ponendo il berlusconismo al centro dell’azione del Comune. Al centro della mia azione amministrativa vi era solo il bene dei cittadini di Sona”.

Registrando lo strano silenzio del leader della minoranza Corrado Busatta (come, sui banchi opposti, quello evidentemente imbarazzato dell’assessore Maurizio Moletta, che di Forza Italia è l’esponente di riferimento), altra voce dai banchi dell’opposizione è quella del consigliere Nicolò Ferrari. “Mi associo nel dire che questa è una votazione politica. E quindi fatico a comprendere le posizioni di chi in maggioranza in campagna elettorale ha sventolato orgogliosamente la bandiera di Forza Italia ed ora vota contro. Per Sona Domani il voto è sicuramente favorevole”.

Sempre dalla minoranza a prendere poi la parola è la consigliera Antonella Dal Forno. “Non vi è dubbio che Berlusconi sia stato un personaggio eccezionale, nel senso che ha reso l’eccezione la regola del sé e del suo agire nel contesto politico. Quindi, secondo me, si può anche considerare l’ipotesi di dedicargli un luogo pubblico, ma rispettando la legge che prevede i dieci anni di attesa durante i quali si auspica che lo sguardo maturo della storia spiegherà le pieghe e le piaghe di questo mediatico personaggio politico dai molti interessi. Io quindi affiderei ai posteri l’ardua sentenza”.

Per chiudere, a riprendere la parola è colui che ha dato vita al dibattito, Carlo Antonio Mazzola che, verificata la mancata disponibilità della maggioranza, aggiunge che “comunque, si potrebbe oggi decidere solo un impegno a tener viva la memoria di Berlusconi, poi si potrà fare con i tempi che la giunta riterrà, anche magari dando vita ad una commissione che analizzi la questione”.

“Quindi – conclude con veemenza Mazzola, battendo pure con vigore la mano sul banco – se uno la pensa come Rosi Bindi voti contro, però se siete del centro destra abbiate almeno la decenza di togliere il simbolo di Forza Italia. Questa maggioranza ha vinto per 140 voti, quanti sono quelli di Forza Italia e chi li ha portati se non quel signore che oggi è mancato? E questa maggioranza che gli deve la vittoria ha pure il coraggio di votare contro?”.

Si arriva al voto, che vede favorevoli Carlo Antonio Mazzola, Nicolò Ferrari e Luca Vantini. Astenuti Gianluigi Mazzi e Corrado Busatta, contraria tutta la maggioranza e, dalla minoranza, la consigliera Dal Forno. Mozione respinta, ma questione politica apertissima.

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.