Sona, il “buono” non basta: la politica ritrovi il coraggio del confronto

Quale amministratore comunale di lungo corso, consigliere, assessore, sindaco, pur in anni ormai così lontani nel tempo da apparire sbiaditi, ho avuto sempre il desiderio di seguire da vicino le vicende del Comune di Sona. Non sono nato qui, ma qui ho trovato “l’amore con la A maiuscola” ed anche un tessuto civico che mi ha consentito di crescere una famiglia che ho indirizzato ad interagire nei confronti di tutti con tolleranza e socialità solidale.

Anche per queste ragioni ho seguito le vicende civiche, ed ho offerto la mia collaborazione agli amministratori che si sono alternati di volta in volta in carica, anche se di collocazione politica diversa dalla mia, ogni volta che se n’è presentata l’occasione, e che è stata bene accolta.

Da anni ho assistito quindi al concretizzarsi di buone realizzazioni, alcune volte di ottime, come quelle, fra le ultime, della terza farmacia comunale, della nuova area scolastica a Lugagnano, di un museo storico in collaborazione con il gruppo Alpini e purtroppo di altre “punitive” nel confronto di scelte avviate dagli amministratori dei mandati precedenti.

Mi pare quindi mi sia consentito esprimere un parere su ciò che ho visto maturare nei rapporti fra le forze politiche nel consiglio comunale, che ha superato più della metà del mandato.

I pochi che hanno seguito in streaming i consigli comunali degli ultimi mesi – in presenza non partecipa più nessuno – e i tanti di più che ne hanno letto negli articoli che il Baco ha pubblicato di volta in volta, non possono non aver colto che, a fronte di progetti importanti presentati dalla maggioranza, i consiglieri di minoranza, hanno spesso illustrato progetti aggiuntivi, ugualmente interessanti, talvolta complementari; proposte che non sono quasi mai state accolte.

Questa constatazione evidenzia che i due principali gruppi consigliari non hanno trovato tempi e modi per confrontarsi ed integrare le proposte per ottenere il “meglio”, anziché accontentarsi del “buono”.

Questa è una modalità normalmente adottata nelle aule consigliari, e non solo, del nostro Paese. A Sona però questo modo di procedere risulta incomprensibile. Infatti, l’amministrazione in carica da tre anni è nata dalla divisione in due di un gruppo di amministratori, collaudati da più anni di comune condivisione dell’attività amministrativa.

La inattesa divisione manifestatasi in campagna elettorale, favorita forse anche dall’incursione di partiti politici – che non dovrebbero cercare spazi elettorali su temi locali dei quali non hanno né competenze e né, soprattutto conoscenze – non ha portato buoni frutti.

Non perderti questa rubrica del Baco
I Sindaci e la Storia di Sona

Un secondo aspetto dovrebbe inoltre essere valutato. I tentativi realizzati dagli amministratori di colloquiare con i cittadini in assemblee pubbliche ed il fatto che non disponiamo di consulte di frazione, rendono assai arduo cercare il meglio dalla partecipazione dei cittadini. 

Quindi senza l’apporto delle minoranze e con quello, modesto, dei cittadini non diventa impervio il procedere della giunta comunale?

Io ritengo che, con uno sforzo di buona volontà questa situazione dovrebbe e potrebbe essere superata ed il momento è quanto mai opportuno. Molti progetti, in parte allo studio, altri in avvio di realizzazione come la revisione urbanistica e viabilistica a Lugagnano, l’analogo intervento per il centro del capoluogo, oltre all’intervento immobiliare per dotare a Palazzolo di un centro civico e molti altri, rappresentano un momento nel quale molte più idee, molti più pareri, non solo tecnici, possono ottenere il “meglio” rispetto al “buono” del quale ho scritto più sopra.

Non intendo proporre soluzioni per superare questa situazione, soprattutto perché il panorama delle mie conoscenze sull’insieme delle problematiche legate ai problemi segnalati è insufficiente. 

Chi, fra coloro che leggeranno questo articolo ritiene che sia opportuno, nell’interesse della comunità civica sonese intervenire, lo faccia nella speranza che ciò, aggiunti ad altri, promuova meccanismi di partecipazione, così rari ai nostri giorni.

© 2026 Riproduzione riservata

IL BACO OGNI GIORNO

Segui il Baco

Scegli il canale che preferisci per ricevere e trovare più facilmente le notizie del territorio.

Renato Salvetti
Nato a Rovereto (Trento) il 24 maggio 1940, ha conseguito il diploma di ragioneria a Verona. Sposato, con tre figli, ha svolto l’attività di dirigente d’azienda. È stato per quindici anni un amministratore comunale come assessore e sindaco di Sona. È storico delle vicende del Comune ed è autore di pubblicazioni sulla storia recente e dei secoli passati del territorio di Sona e dell’area veronese.