Non sarà una ricorrenza da consumare in fretta, tra una cerimonia e un calendario da rispettare. A Sona e nelle sue frazioni il 25 aprile torna a riempire piazze, monumenti e sagrati di un rito civile che tiene insieme memoria, lutto e identità collettiva.
Le celebrazioni per l’81° anniversario della Liberazione si snoderanno nell’arco dell’intera giornata, con appuntamenti diffusi sul territorio e una scansione precisa: alzabandiera, deposizione delle corone d’alloro, messe, interventi istituzionali e momenti conviviali affidati alle associazioni d’arma e combattentistiche.
Il cuore della ricorrenza resta quello di sempre: ricordare la fine dell’occupazione nazifascista e l’approdo dell’Italia alla libertà dopo la tragedia della Seconda guerra mondiale. Ma nel messaggio legato alla giornata c’è anche un secondo piano, più largo e politico nel senso più alto del termine: la Liberazione viene indicata come il passaggio che aprì la strada alla nascita della Repubblica Italiana, proclamata il 2 giugno.
Un legame che, in questo anniversario, viene richiamato con forza insieme a un altro tema che attraversa il testo: la fragilità della democrazia in un tempo segnato ancora da guerre, devastazioni e popoli sotto le bombe.
A Sona il programma partirà alle ore 9.30 in Baita, con l’ammassamento, il rinfresco e l’alzabandiera. Alle ore 10.35 è prevista la partenza verso Piazza Vittoria, dove alle ore 10.45 sarà deposta la corona al monumento ai caduti. Alle ore 11 si terrà la Santa Messa, mentre alle ore 12.30 la mattinata si chiuderà con il pranzo nel salone parrocchiale.
A Palazzolo la cerimonia inizierà alle ore 9.45 in Piazza Vittorio Veneto con l’alzabandiera. Dieci minuti più tardi è prevista la posa della corona al Monumento degli Alpini. Alle ore 10.15 si svolgerà la Santa Messa e, al termine, sarà proposta “la preghiera dell’Alpino”. Il programma riprenderà alle ore 11.15 con la posa della corona al Monumento ai Caduti, accompagnata da “la Preghiera del Combattente” e dall’intervento di un rappresentante delle istituzioni. Anche qui la giornata si concluderà a tavola, alle ore 12.30, con il pranzo alla Baita Alpini Palazzolo.
A Lugagnano l’appuntamento è fissato alle ore 11 con l’alzabandiera e l’inno nazionale. Seguiranno la deposizione della corona d’alloro al Monumento ai Caduti, il discorso delle autorità e quello del presidente della sezione fanti di Lugagnano. La mattinata terminerà con un aperitivo nella sede di via Kennedy, offerto dalla sezione locale dell’Associazione Nazionale del Fante.
Nel pomeriggio toccherà a San Giorgio in Salici, dove la celebrazione avrà un tono particolarmente raccolto e simbolico. Il ritrovo è previsto alle ore 17.40 in via Palladio, davanti al cippo dedicato agli ex internati. Alle ore 17.50 si terranno l’alzabandiera e la deposizione della corona d’alloro, poi il corteo proseguirà verso il monumento ai caduti in piazza per una nuova cerimonia dell’alzabandiera. Alle ore 18.30 sarà celebrata la Santa Messa in memoria dei caduti di tutte le guerre. Al termine, l’Associazione culturale Gruppo storico d’arma offrirà un rinfresco conviviale.
L’invito è quello di non vivere il 25 aprile come un’abitudine stanca o una formalità istituzionale, ma come un’occasione per misurare il valore concreto della libertà e della pace. È qui che la memoria smette di essere una parola astratta e torna a poggiare su luoghi precisi, su cippi, monumenti, bandiere issate lentamente, corone adagiate davanti ai nomi dei caduti.
C’è anche un filo emotivo che attraversa l’intero programma: il pensiero rivolto ai popoli travolti dai conflitti contemporanei e a chi ancora oggi conosce la prigionia della guerra. È un richiamo forte, che lega il passato al presente senza confondere i piani, ma ricordando che la Liberazione non appartiene soltanto ai libri di storia. Vive nelle piazze dei paesi, nel silenzio dei monumenti, nella partecipazione delle associazioni, nella presenza delle istituzioni e nella scelta, ogni anno rinnovata, di dare tempo e spazio a una memoria che chiede di essere capita prima ancora che celebrata.
L’EDITORIALE DEL BACOTutti abbiamo bisogno di una tazzaA Sona, Palazzolo, Lugagnano e San Giorgio in Salici, il 25 aprile avrà dunque il passo delle comunità che si fermano, si ritrovano e guardano indietro per capire meglio il presente. Senza retorica inutile, ma con la consapevolezza che certe date continuano a pesare. E che il modo in cui le si attraversa dice ancora molto della tenuta civile di un territorio.
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