“Sona ha pagato moltissimo la crisi”. Giordano Simeoni di Palazzolo, Direttore Divisione Banca Popolare Verona

Incontriamo Giordano Simeoni, Direttore Divisione Banca Popolare di Verona, nella bella sede della Banca in piazza Nogara, a Verona. Entrando nell’edificio vediamo alcuni giapponesi che fotografano l’edificio, un’opera architettonica di assoluto valore firmata dal grande Carlo Scarpa.

Simeoni, residente a Palazzolo, ci accoglie con un’energica stretta di mano nel suo ufficio che si affaccia sulla piazza. Basta poco per stimolare la sua passione e la sua voglia di raccontare cosa sia stata e cosa sia la Banca Popolare di Verona nel nostro Comune.

La Banca Mutua Popolare di Verona nasce nell’anno successivo all’annessione del Veneto all’Italia, il 21 giugno 1867 e cambia denominazione in Banca Popolare di Verona nell’esercizio 1977.

“Il nostro impegno nel Comune di Sona ha inizio prima a Lugagnano – esordisce Simeoni – nella sede dove adesso è presente la filiale, dove il 19 settembre del 1962 apriamo un recapito con la presenza di un operatore, e qualche anno dopo al Bosco di Sona, sempre con un recapito. Entrambi i recapiti dipendevano dalla filiale di Bussolengo. Poi Lugagnano, alla fine degli anni sessanta, diventa una vera e propria filiale con tre dipendenti e Direttore Ezio Gasparato. Io in quegli anni lavoravo a Bussolengo”.

“In quel periodo – prosegue il Direttore Divisione della Banca Popolare – l’esigenza di aprire a Lugagnano era dovuta alla presenza sia di SIPA Pollo Arena, con i molti dipendenti che erano nostri correntisti, sia per la presenza di tante piccole realtà economiche appena nate e alcune già pronte a crescere. Negli anni ottanta la filiale di Lugagnano conta già otto operatori, stiamo crescendo e dividiamo il territorio con la Cassa di Risparmio”.

“Sono anni importanti, di crescita, e noi supportiamo le aziende del territorio che con il nostro aiuto possono investire e guardare avanti con prospettive sempre in rialzo. Finanziamo le attività economiche, penso soprattutto ai tanti calzaturifici presenti sul territorio di Sona, ma siamo vicini anche a tantissimi privati, a tante famiglie che credono nel futuro e lavorando il sabato e la domenica, come si faceva allora, riescono, con i nostri mutui, a costruirsi la casa. Siamo stati centrali nella crescita della comunità del Comune di Sona. Il Direttore della Banca era veramente parte importante del tessuto sociale, più di oggi, erano anni diversi nei quali anche il trovarsi al bar era motivo per incontrare il territorio, per trovare nuovi clienti per la banca. Ecco – commenta Simeoni – forse i nostri Direttori dovrebbero tornare ad essere ancora così presenti nella comunità. Ma andiamo avanti. Dopo il Bosco di Sona abbiamo aperto una filiale anche a Palazzolo, a Sona e presso la Grande Mela. Siamo arrivati ad avere cinque sportelli sul territorio di Sona e la nostra cinquantennale presenza sul territorio, ci ha consentito anche di gestire, da tempo, la tesoreria del Comune”.

E ora cosa è cambiato? “Con l’avvento della vigilanza BCE e con i fermi paletti imposti all’operare delle banche, capitalizzazione in primis, il sistema ha dovuto per forza modificare alcune strategie ed è diventato predominante il rispetto attento delle nuove regole. Questo non ci ha però impedito di mantenere al centro del nostro interesse le famiglie e le piccole e medie imprese  da sempre i nostri interlocutori privilegiati. La logica del servizio al terriotorio è da sempre la nostra missione, un principio che fa parte del nostro DNA. Una filosofia che in passato ci ha portato ad aprire qualche filiale senza badare da subito al ritorno economico, ma pensando di metterci a disposizione per stimolare un processo di crescita che nel medio termine ci avrebbe dato ragione”.

“Noi siamo e rimaniamo banca popolare. Anche dopo che il TAR, a giorni, deciderà sulla legittimità del decreto che impone alle Popolari la trasformazione in Spa a soci diffusi – prosegue Simeoni – se saremo obbligati a procedere al cambiamento formale, noi dal punto di vista sostanziale resteremo   legati al territorio dove operiamo. La nostra forza è e rimarrà sempre quella di essere ben inseriti, di conoscere a fondo e saper valutare la realtà economica e sociale, andando oltre i freddi numeri e report asettici, ma parlando e conoscendo le persone e le aziende. Non tutte le banche hanno queste caratteristiche, anzi, qualcuna trovatasi in  difficoltà ha dovuto rivedere i propri programmi”.

“Una capacità che non abbiamo perso – ci spiega Simeoni – è quella di saper affiancare gli imprenditori perché conosciamo loro, le loro imprese ed i loro progetti. E anche nelle difficoltà, che certo non mancano, restiamo a fianco dei nostri clienti fino a quando veramente è possibile, proprio per questa interdipendenza che ci lega a loro. Anche in questi anni, nella crisi e al mutare delle politiche bancarie europee, non abbiamo quindi assolutamente perso la nostra vocazione al servizio”.

Lo scorso aprile a Lugagnano avete inaugurato il rifacimento completo della filiale. “Vero, ero presente assieme alla Direttrice Anna Sautto e abbiamo voluto invitare anche il primo Direttore di quello sportello, Ezio Gasparato. Un giusto riconoscimento per lui e anche per dare tangibile il segno di quanto sia importante per noi la tradizione ed il radicamento locale”.

Da Direttore di Banca, ma anche da cittadino del nostro Comune, che valutazione da della situazione economica attuale del nostro territorio? “Il Comune di Sona ha pagato moltissimo la crisi di questi anni. Deve essere ben chiaro a tutti che quello che è stato non sarà più. Il modello di imprenditore degli anni pre-crisi, con quella struttura non è più attuale. Serve ora un cambio di pelle, una nuova visione del fare impresa sul territorio. Vedo che a Sona qualcosa si sta risvegliando, vedo imprese che stanno raccogliendo la sfida di cambiare, di evolvere. Serve fiducia e capacità di guardare oltre”.

“Un modello possibile è quello di nuove forme di cooperazione, di aggregazione. Mi riferisco al modello delle Reti d’Impresa che noi come Popolare stiamo favorendo in alcuni comparti anche vicini a noi, come quello del marmo, dove è fondamentale che piccole imprese si mettano assieme per condividere servizi, ad esempio per favorire l’export, pur mantenendo la loro identità di impresa singola. Quella della filiera tra le imprese è una delle strade più interessanti che l’attuale quadro economico suggerisce, e noi come banca siamo sempre disponibili a favorire queste aggregazioni. Sono iniziative che ormai sperimentiamo tutti i giorni, e ad ogni livello, con collaborazioni diversificate come quella, ad esempio, con l’Università di Verona. Perché noi i piedi li vogliamo tenere sempre ben piantanti nel territorio – termina Simeoni -: non va mai dimenticato che la Banca Popolare ha sicuramente grandi clienti, come la FIAT, ma che il 95% dei nostri clienti rimangono le piccole e medie imprese. Il 95%, sono loro la nostra forza ed i nostri primi interlocutori”.

(Intervista realizzata con la collaborazione di Alfredo Cottini)

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