Sona e Lugagnano, la campanella suona su una scuola nuova: stabilità e comunità alla prova

La campanella di giovedì 10 settembre avrà un suono un po’ diverso, quest’anno, nelle scuole di Sona. Perché dietro il gesto quotidiano di riaprire cancelli, aule e registri c’è qualcosa di più profondo: una scuola che riparte dopo un anno trascorso a cucire insieme due storie e che adesso deve dimostrare di essere diventata davvero una sola comunità.

L’anno scolastico 2026/2027 prende il via in tutto il Veneto il 10 settembre, ma per l’Istituto Comprensivo di Sona la data segna soprattutto l’ingresso in una fase nuova. Dopo il primo, delicato anno seguito all’unificazione degli istituti di Sona e Lugagnano, alla guida c’è dal 1° settembre Giovanni Petterlini, proveniente dall’Istituto Comprensivo di Sant’Ambrogio di Valpolicella.

È forse questa la novità più importante, anche se non è quella che bambini e ragazzi vedranno entrando in classe. Petterlini prende il posto di Michele Bragantini, che lo scorso anno aveva retto l’istituto sonese contemporaneamente a quello di Bussolengo e che ora è passato alla guida dell’Istituto professionale “Giovanni Giorgi” di Verona. La sua era stata una soluzione nata in emergenza, dopo il trasferimento in Campania di Sabrina Di Lauro, inizialmente destinata a dirigere la nuova realtà scolastica.

Il passaggio non è secondario. La scuola unica raccoglie oltre 1.400 alunni, diversi plessi e comunità scolastiche che fino al 2025 avevano vissuto dentro due istituti differenti. Il primo anno è servito inevitabilmente a mettere insieme segreterie, organizzazione, progetti, personale e abitudini. Ma soprattutto a fare una cosa molto meno visibile e molto più difficile: convincere due realtà con storie proprie a riconoscersi dentro una struttura comune senza perdere le rispettive identità.

La vera parola che accompagna quindi questo settembre è stabilità. Non quella astratta delle formule amministrative, ma quella che nella vita di una scuola significa sapere chi prende le decisioni, poter programmare su più anni, costruire rapporti continuativi tra dirigente, insegnanti, personale, famiglie e Comune. Dopo una lunga stagione segnata da cambi e reggenze, l’arrivo di un dirigente titolare offre la possibilità di spostare finalmente il baricentro dalle emergenze alla progettazione.

Ed è proprio qui che comincia la parte più difficile. Perché essere un unico istituto sulla carta è relativamente semplice. Diventarlo nei corridoi, nei collegi docenti, nelle famiglie, nei progetti e persino nella percezione quotidiana di chi frequenta le scuole richiede molto più tempo. Sona e Lugagnano, insieme alle altre frazioni coinvolte, portano dentro il nuovo Comprensivo esperienze, consuetudini e reti di partecipazione costruite negli anni. Tenerle vive evitando che diventino confini interni sarà probabilmente uno dei passaggi decisivi di questo nuovo anno.

E proprio mentre la struttura scolastica cerca il proprio equilibrio, fuori dalle aule la macchina della comunità ha già cominciato a muoversi.

A Lugagnano, stasera martedì 8 settembre alle 20.30, la Sala Civica Cimichella dell’Istituto Anna Frank ospita l’assemblea del Comitato Genitori dedicata al Piedibus 2026/2027. Sul tavolo ci sono percorsi, orari e soprattutto disponibilità degli accompagnatori. Perché il servizio ha una caratteristica tanto semplice quanto decisiva: può funzionare soltanto se, accanto ai bambini che camminano verso scuola, ci sono abbastanza adulti disponibili a regalare una parte del proprio tempo. Il numero degli iscritti e quello dei volontari determineranno quindi concretamente quali percorsi potranno essere attivati.

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Nota a margine della vicedirettrice

Sempre a Lugagnano il rientro a scuola passa anche attraverso un’iniziativa molto più piccola nelle dimensioni, ma significativa nel messaggio. Il Comitato Genitori ha recuperato, lavato e rimesso in circolo i grembiuli dimenticati durante lo scorso anno scolastico. Quelli rimasti senza proprietario vengono messi a disposizione con un’offerta libera, trasformando gli scatoloni degli oggetti smarriti in un’occasione di riuso, risparmio e aiuto alle famiglie.

Anche a Sona, San Giorgio in Salici e Palazzolo il Piedibus torna ad accompagnare l’avvio delle lezioni, insieme alle attività del Comitato Genitori. Dopo l’appuntamento dei Piccoli Madonnari già svolto a Sona, il prossimo incontro è previsto a San Giorgio domenica 20 settembre, dalle 15.30, nel campo parrocchiale dietro la chiesa. Un’iniziativa apparentemente lontana dai banchi, ma che racconta bene quanto la scuola, soprattutto nei paesi, continui a vivere anche fuori dall’edificio scolastico: nelle famiglie, nelle associazioni, nelle piazze e nelle relazioni che si costruiscono attorno ai bambini.

Ci sono poi gli aspetti meno suggestivi ma molto concreti con i quali le famiglie fanno i conti ogni mattina. Per il 2026/2027 il Comune di Sona ha mantenuto la gestione online delle iscrizioni ai servizi di mensa e trasporto scolastico. Una variazione riguarda la linea della scuola primaria Aleardo Aleardi di Sona: il trasporto di ritorno viene effettuato dal lunedì al venerdì soltanto alle 16.

Sul fronte dei costi scolastici è inoltre in partenza il Buono Libri regionale per gli studenti residenti nel Comune: le domande potranno essere presentate dal 14 settembre alle 9 fino al 9 ottobre alle 14, secondo le modalità indicate dal Comune. Anche questo è un pezzo dell’avvio dell’anno scolastico, soprattutto in un periodo nel quale libri, materiali, mensa e trasporti finiscono inevitabilmente dentro il bilancio di una famiglia.

Messe tutte insieme, queste immagini raccontano forse meglio di qualsiasi formula che cosa sia oggi la scuola a Sona. C’è un dirigente appena arrivato chiamato a dare continuità ad una struttura grande e ancora giovane. Ci sono insegnanti e personale che devono far funzionare ogni giorno una macchina complessa. Ci sono genitori che organizzano percorsi a piedi, recuperano grembiuli, preparano iniziative e cercano volontari. C’è il Comune con servizi che incidono direttamente sull’organizzazione quotidiana delle famiglie.

E poi ci sono loro, naturalmente: più di 1.400 bambini e ragazzi che tra pochi giorni entreranno nei diversi plessi senza portarsi sulle spalle il peso di fusioni, reggenze e riorganizzazioni amministrative. Chiederanno alla scuola quello che le si è sempre chiesto: insegnanti presenti, ambienti capaci di accoglierli, relazioni solide, opportunità per crescere.

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Francesca Tenerelli
Nata il 29 gennaio del 1976, parte attiva da sempre nella comunità di Lugagnano, con una breve interruzione per trasferimento a Decimomannu vicino a Cagliari. Ha conseguito la maturità scientifica presso il liceo Galileo Galilei a Verona e attualmente è impiegata in un’Agenzia di Assicurazioni. Sposata e madre di due figli, trova sempre il tempo per dedicarsi alla sua passione, la lettura.