Sona e la Rivoluzione Francese dei confini comunali

Durante il dominio della Repubblica Serenissima di Venezia, il nostro territorio comprendeva due Comuni: Palazzolo (frazioni S. Giorgio in Salici e S. Rocco) e Sona. Tutto cambiò con l’arrivo dell’esercito francese al seguito di Napoleone, che nel 1797 volle apportare una modifica: da Palazzolo scorporò S. Giorgio, e lo rese Comune autonomo, venendo incontro alle richieste della popolazione di quest’ultima frazione.

Pertanto, erano presenti ben tre Comuni nel giro di pochi chilometri! L’assetto amministrativo cambiò ulteriormente quando (concluse le esperienze della Repubblica Cisalpina e della Repubblica Italiana) nel 1805 fu istituito da Napoleone il Regno d’Italia, con capitale Milano, e guida affidata al Viceré Eugenio di Beauharnais.

Noi facevamo parte del Dipartimento dell’Adige, corrispondente all’incirca all’attuale Provincia di Verona. In tale ambito i Comuni furono sottoposti a una continua revisione dei confini, anche nel giro di pochi mesi.

Noi descriveremo ciò che successe nel territorio di Sona e dintorni, ma il marasma amministrativo coinvolse anche tutti gli altri. Procediamo in ordine cronologico.

1807

Fu creato il Comune di San Giorgio in Salici, di 2554 abitanti. Frazioni: “S. Rocco, Sona, S. Giustina di Palazuolo”. Facevano invece parte del Comune di Bussolengo le località “Ca’ di Capri, Lugagnan, Messedaglia, Mancalacqua”. Avendo meno di 3000 residenti, fu classificato Comune di terza classe, amministrato da un Consiglio comunale e da una Municipalità (un sindaco e due “anziani”). Ma la soddisfazione di S. Giorgio di essere diventata capoluogo durò poco; già a dicembre di quell’anno si provvide diversamente: essa passò con Sona e Palazzolo entro i confini di Bussolengo che, assieme alle frazioni che già possedeva, diventò un corposo Comune di 5425 abitanti, considerato di seconda classe perché aveva fra i 3000 e i 10000 residenti, guidato da un Consiglio comunale e da una Municipalità (un podestà e quattro “savi”). Nella foto sopra il Reale Decreto del 10 marzo 1807: la freccia indica il “Comune di S. Giorgio in Salsis”.

1808

I sonesi non fecero neppure in tempo ad abituarsi all’idea di essere diventati bussolenghesi, quando di nuovo tutto cambiò. I paesi e le località di “S. Giorgio in Salici, S. Rocco, Sona, S. Giustina di Palazzuolo, Ca’ di Capri, Lugagnano, Massedaglia, Mancalacqua” furono accorpati nel vasto Comune di Verona, di 68811 abitanti, e quindi di prima classe.

1811

Venne ripristinato il Comune di Sona (3023 abitanti), comprendente le seguenti frazioni: “S. Giustina di Palazuolo, S. Giorgio in Salici con S. Rocco, Ca de’ Capri con Lugagnan, Mancalacqua, Messedaglia”.

1813

Contrordine! I confini di Sona dovettero limitarsi al capoluogo e a “S. Giustina di Palazzuolo, S. Giorgio in Salsis con S. Rocco, Messedaglia”, mentre “Ca de’ Capri, Lugagnano, Mancalacqua”, passarono sotto Bussolengo. C’è da domandarsi se tutte queste disposizioni caotiche (coinvolgenti, come abbiamo  detto, anche gli altri Comuni veronesi), pur se pubblicate su documenti ufficiali, siano state veramente messe in atto, o non si sia trattato di intenzioni provvisorie continuamente sottoposte a ripensamenti e revisioni. E’ facile immaginare, infatti, quale dispendio di tempo e denaro comportasse, soprattutto con i mezzi di quell’epoca, il cambio di un municipio o la costruzione di uno nuovo, con relativi traslochi di personale burocratico e registri. E’ probabile, pertanto, che si sia trattato di progetti a mano a mano ridiscussi e rettificati, alla ricerca di un quadro amministrativo definitivo.

1815

In questo fatidico anno ebbe termine, con la caduta di Napoleone, il Regno d’Italia. Diventammo sudditi dell’Impero Austro-Ungarico, che creò il Regno Lombardo Veneto. Per quanto ci riguarda, i nuovi dominatori tracciarono per il Comune di Sona i confini attuali (in pratica, gli stessi stabiliti dai francesi nel 1811, esclusa Ca’ di Capri che andò con Bussolengo): disposizione pubblicata su una gazzetta ufficiale datata 30 novembre 1815, con decorrenza da gennaio 1816. Da allora l’assetto non è più cambiato, fatta eccezione per le nuove aree acquisite nell’ambito dell’unificazione di Lugagnano nel 1975.

Mario Nicoli
Nato a Verona nel 1956, ha lavorato come medico di base. Dal 2003 è redattore del “Baco da seta”, su cui pubblica articoli che trattano quasi sempre di storia del nostro Comune. E’ presidente del “Gruppo di ricerca per lo studio della storia locale di Sona”, che fa parte della Biblioteca comunale di Sona.