Sona. Dopo Berlusconi la minoranza propone l’intitolazione di una via a Nilde Iotti (aprendo un caso politico)

Che succede? Nel nostro territorio si respira già l’atmosfera del Natale: le frazioni del nostro Comune sono avvolte dal caldo abbraccio delle luminarie e costellate da bellissimi presepi; già da parecchi giorni i calendari istituzionali e parrocchiali sono ricchi di eventi aperti a tutta la comunità fino a oltre le prossime due settimane; le associazioni e il volontariato continuano a dare linfa alla solidarietà. Cittadini e istituzioni si stanno attivando al meglio, dunque, al fine di valorizzare questo periodo dell’anno.

D’altro canto, la politica sonese corre su un binario parallelo: certo, ci sono attenzione e sensibilità, proposizione e presenza, ma tutto soprattutto in veste istituzionale. Quindi, che succede alla politica del nostro Comune? Annotare questa domanda sul taccuino con il Natale alle porte può sembrare un esercizio masochista, in realtà si rivela un gioco divertente e interessante. E di cosa parliamo? Delle mozioni, cribbio, un ingrediente senza il quale la narrazione politica non può risultare croccante.

L’ultimo giro di giostra prima di andare a mangiare il panettone è la mozione presentata dai gruppi di minoranza Scelta per Sona (rappresentato da Gianluigi Mazzi, Corrado Busatta e Antonella Dal Forno) e Rinascita per Sona di Carlo Mazzola, che il Baco ha recentemente intervistato.

Il tipo di proposta della mozione non è nuovo: sembra si sia preso gusto, infatti, a proporre alla maggioranza l’intitolazione di vie del nostro Comune alla memoria di persone e politici della storia del nostro Paese. Sulla scia della mozione presentata dallo stesso Mazzola per intitolare un luogo d’interesse a Berlusconi (poi bocciata dalla  maggioranza), i quattro Consiglieri uniscono le forze e propongono alla maggioranza di dedicare una via a Nilde Iotti, una partigiana della resistenza e un’attivista di primo piano nello sviluppo e nella diffusione in Italia dello storico Partito Comunista, nonché prima donna a rivestire la terza carica più alta dello Stato, la Presidenza della Camera dei Deputati.

Benché questa proposta sia stata messa nera su bianco da quattro componenti della minoranza (Ferrari di Sona Domani e Vantini di Fratelli d’Italia non sono al momento intervenuti sull’argomento), l’iniziativa deriva, in realtà, dai banchi della maggioranza: lo scorso 26 giugno, infatti, tra le argomentazioni che hanno spinto la maggioranza del sindaco Dalla Valentina a bocciare la mozione su Berlusconi, c’erano quelle del consigliere Ilaria Montagano della lista “Monia Cimichella Sindaco”, che avanzava, attraverso il suo voto contrario, una controproposta di genere, indicando vari nomi di donne che hanno contraddistinto la cultura, la società e la politica del nostro Paese. Tra questi nomi, appunto, anche quello di Nilde Iotti.

Ed è proprio da quell’intervento del consigliere Montagano che i quattro consiglieri di minoranza specificano nella premessa della loro mozione che si tratta di una proposta “condivisa dall’intera maggioranza senza che nessuno abbia sentito la necessità di precisare che si trattava di un’opinione personale” e confidano “con certezza che la coerenza sia una caratteristica indiscutibile anche dell’odierna maggioranza che sostiene Sindaco e Giunta”.

Come scritto nella mozione, la proposta dei quattro Consiglieri vuole dimostrare uno spirito di collaborazione e costruire un clima costruttivo tra maggioranza e opposizione, sostenendo la parità di genere e concordando nel “dare lustro alla memoria di una donna meritevole”.

Per la maggioranza, costretta a votare la mozione in un prossimo Consiglio comunale, si apre un dilemma, simile a quelli che nella letteratura economica rientrano nella cosiddetta “teoria dei giochi”, ossia quella specifica disciplina che studia modelli di interazione strategica tra agenti razionali. E qui l’interazione non è solo logica, amministrativa o di buonsenso, ma anche (e soprattutto) politica.

Votare a favore della mozione implicherebbe, da una parte, confermare i (sacrosanti) princìpi civici, istituzionali e della parità di genere, dall’altra, avviare una procedura per intitolare una via non solo a una grande donna, ma anche a una storica comunista. Un dettaglio (politico) che, per una maggioranza con Lega e Forza Italia al suo interno che giusto una manciata di mesi fa ha respinto la proposta di dedicare a Sona un luogo d’interesse a Berlusconi, è un ossimoro per definizione.

Bocciare la mozione, d’altro canto, significherebbe non solo evidenziare una mancanza di coerenza e unità all’interno del proprio gruppo, ma anche dare un messaggio contrario (e pericoloso) alla parità di genere, pur di salvaguardare la propria immagine (e quindi l’apparenza) politica.

Politica a parte, approvare questa mozione significa manifestare un gesto concreto verso non solo la parità di genere, ma anche di dare spazio, per usare le parole del sindaco Gianfranco Dalla Valentina pronunciate sempre in quel famoso consiglio del 26 giugno, a una delle “tante figure importanti che hanno inciso profondamente sulla storia politica della nostra Repubblica”.

Certo è che, volenti o nolenti, la sottotrama politica rimane, sebbene tra i nomi delle grandi donne citati dalla stessa Montagano ci fossero, ad esempio, anche quelli di Artemisia Gentileschi e Franca Viola, donne di gran lunga meno coinvolte nella politica, ma in grado di lasciare un segno altrettanto significativo nella storia del nostro Paese.

Gianmaria Busatta
Nato nel 1994 e originario di Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di servizi. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.