Sona diventerà un centro balneare? Un’inquietante ipotesi per il futuro

Siamo stufi di parlare sempre di storia, secoli passati, epoche trascorse. Per una volta vogliamo parlare di futuro. Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se tutti i ghiacciai del nostro pianeta si sciogliessero? Il livello del mare si alzerebbe di parecchi metri, invadendo molti territori.

L’Olanda, per esempio, sparirebbe. Per limitarci all’Italia, la regione che subirebbe le peggiori conseguenze sarebbe la nostra: come si vede nella suggestiva cartina geografica che pubblichiamo sopra, tutta la pianura padana veneta, a cominciare da Venezia, finirebbe sott’acqua. Il mare arriverà a lambire Verona, che diventerà una città portuale. I turisti ammireranno l’Arena dalle navi da crociera di passaggio, un po’ come avviene oggi a Venezia.

E il Comune di Sona? Si salverà, per un pelo ma si salverà. I nostri discendenti saranno incerti, nei weekend, se andare al lago o al mare, tanto la distanza sarà uguale; le lunghe code in autostrada per raggiungere le spiagge diverranno un lontano ricordo di cui favoleggiavano i trisavoli. Di più: per la loro vicinanza alle coste Sona, San Giorgio, Palazzolo e Lugagnano diventeranno centri balneari, prendendo il posto di Iesolo, Caorle, Eraclea e Lignano, i cui resti sommersi saranno segnalati dagli archeologi subacquei.

Il turismo, il mercato del pesce, i cantieri navali daranno un grande impulso alla nostra economia, chi si arricchirà si costruirà una villa in collina con vista mozzafiato sul mare.

Questo in un possibile futuro. Per il momento godiamoci le nostre colline moreniche così come sono. E se al mattino troviamo un po’ di ghiaccio sulle automobili non lamentiamoci. E se quest’estate ci troveremo imbottigliati in autostrada per raggiungere Iesolo, Caorle, Eraclea o Lignano, non brontoliamo, ma consoliamoci dicendo: “Qua, in fondo, potrebbe anche andare peggio”.

Guarda qui sotto il filmato sulla Terra senza ghiacciai, e prova un brivido a vedere il Veneto inghiottito dalle acque.

Mario Nicoli
Nato a Verona nel 1956, lavora come medico di base. Dal 2003 è redattore del “Baco da seta”, su cui pubblica articoli che trattano quasi sempre di storia del nostro Comune. E’ presidente del “Gruppo di ricerca per lo studio della storia locale di Sona”, che fa parte della Biblioteca comunale di Sona.