Non è un taglio del nastro, non è un treno che sfreccia. È un passaggio più silenzioso e, proprio per questo, da prendere sul serio: da domenica 25 maggio la nuova AV/AC Brescia-Verona entra in una fase in cui la corrente diventa presenza stabile, invisibile e potenzialmente letale. Il Consorzio Cepav Due, incaricato della realizzazione della tratta, ha comunicato al Comune di Sona che da quella data verranno energizzati in modo permanente gli impianti di trazione elettrica della linea ferroviaria in costruzione, indicati come 3 kV c.a..
La comunicazione riguarda la linea di contatto e gli impianti elettrici collocati all’interno della sede ferroviaria della nuova infrastruttura. Tradotto in parole semplici: non è più “solo” un cantiere con recinzioni e mezzi al lavoro. Da fine maggio, dentro quel corridoio ferroviario ci saranno elementi in tensione che trasformano ogni avvicinamento in un rischio serio.
Per questo il Comune richiama la massima attenzione e ribadisce un punto che, in questo momento, vale più di qualsiasi curiosità: l’accesso alle aree ferroviarie, ai cantieri e alle infrastrutture elettriche è vietato e può comportare gravissimi rischi per l’incolumità personale. Il pericolo non è soltanto entrare “dove non si deve”. È la possibilità di avvicinarsi troppo a ciò che sembra soltanto ferro e cemento: i sostegni della linea, i tralicci, gli impianti tecnologici. Con le linee in tensione, il margine d’errore si azzera.
L’assessore con delega alla TAV, Roberto Merzi, lo dice in modo netto: “Si tratta di una comunicazione doverosa nei confronti della cittadinanza. Invitiamo tutti, soprattutto i più giovani, a mantenere comportamenti prudenti e responsabili evitando qualunque accesso improprio alle aree ferroviarie e ai cantieri”. È un invito che suona come un avvertimento: qui non si parla di regole “per formalità”, ma di sicurezza fisica, immediata.
Il passaggio arriva mentre sul territorio si avverte, a sprazzi, che i lavori stanno cambiando passo. Il Comune ricorda la riapertura di via Casa Stefania (nella foto) come segnale del procedere del cantiere e del fatto che dell’opera “si inizia ad intravedere il termine”. Ma l’avvicinarsi della fine non significa abbassare la guardia, anzi: è proprio nelle fasi di attivazione e messa in servizio che la linea smette di essere soltanto un’opera in costruzione e comincia a comportarsi come un’infrastruttura viva, con i suoi perimetri e i suoi rischi.
Da qui l’impegno dichiarato: il Comune continuerà a diffondere le comunicazioni ufficiali sull’avanzamento della tratta e sulle indicazioni di sicurezza rivolte alla popolazione. Una promessa di informazione, ma anche un modo per fissare un punto: la TAV, a Sona, non è più soltanto “in arrivo”. Dal 25 maggio è anche, concretamente, in tensione.
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