Sona, da martedì si può tornare a innaffiare i giardini e lavare l’auto: sospesi i divieti sull’acqua

Da domani, martedì 18 agosto, a Sona cambia di nuovo tutto. I divieti sull’utilizzo dell’acqua potabile introdotti appena cinque giorni fa dal Comune vengono sospesi. Quindi da domani non vi sono più limiti nell’utilizzo dell’acqua anche per innaffiare il giardino o per lavare l’auto.

E questo non perché l’emergenza sia rientrata, non perché l’acqua abbia improvvisamente smesso di essere un problema, ma perché secondo l’amministrazione sonese una stretta applicata in modo diverso da Comune a Comune rischia di perdere efficacia e, soprattutto, di trasformarsi in una disparità difficile da spiegare ai cittadini.

Il sindaco Gianfranco Dalla Valentina (nella foto di Mario Pachera) ha firmato oggi una nuova ordinanza che sospende per dieci giorni, oppure fino all’adozione di una linea comune sul territorio provinciale, il divieto introdotto con l’ordinanza numero 73 del 12 agosto, che sarebbe rimasto in vigore fino al 31 agosto. Il provvedimento entra in vigore domani.

È il passaggio più netto, fino a questo momento, di una vicenda che nel giro di una settimana ha trasformato una crisi idrica in un problema anche istituzionale. Perché il livello di severità resta “alto”, la necessità di risparmiare acqua non viene messa in discussione e lo stesso Comune continua a invitare la popolazione a limitarne l’utilizzo ai fabbisogni necessari e a evitare ogni spreco. A fermarsi, temporaneamente, è invece lo strumento con il quale Sona aveva tradotto quella necessità in divieti concreti.

Per capire il significato della scelta bisogna tornare al 10 agosto, quando l’ATO Veronese aveva comunicato ai Comuni il raggiungimento del livello di severità idrica “alto”. Il Codice di autodisciplina del Consiglio di Bacino prevede, a seconda della gravità della situazione, una progressiva riduzione del 25, 50 e 75 per cento degli utilizzi dell’acqua della rete acquedottistica destinati alle attività comunali. In quel quadro venivano indicate limitazioni per verde ornamentale, impianti sportivi, lavaggio delle strade e mezzi comunali.

Sona aveva scelto una linea molto rigida. Con l’ordinanza del 12 agosto, Dalla Valentina aveva vietato l’utilizzo dell’acqua potabile per irrigare giardini e prati ornamentali, per lavare corti e piazzali e per il lavaggio privato dei veicoli, lasciando fuori dal provvedimento i normali utilizzi domestici, zootecnici e industriali.

Il problema è esploso quando, guardando appena oltre i confini comunali, è apparso evidente che la stessa emergenza veniva affrontata con regole differenti. A Bussolengo era stata adottata una stretta simile a quella sonese. A Verona, invece, l’ordinanza comunale aveva lasciato aperta una finestra notturna, dalle 22 alle 6, per irrigare orti e aree verdi adottando misure di contenimento dei consumi.

Così, per uno stesso livello di allerta e nello stesso territorio provinciale, ciò che a Sona era completamente vietato poteva diventare consentito qualche chilometro più in là semplicemente aspettando la notte.

Non perderti questa rubrica del Baco
La sbandata controllata

Da qui la presa di posizione congiunta di Sona e Bussolengo. Il 13 agosto i due Comuni avevano scritto all’ATO chiedendo chiarimenti interpretativi. La risposta è arrivata il giorno successivo e, anziché ridimensionare la linea adottata dai due sindaci, ne ha sostanzialmente confermato l’impianto: divieto di prelievo dalla rete idrica per gli usi non domestici e, in particolare, per l’irrigazione di giardini e prati; per gli orti, divieto dalle 10 alle 19. L’ATO ha inoltre indicato la possibilità di derogare allo stop per gli impianti sportivi sede di allenamenti e attività, raccomandando l’irrigazione notturna e un utilizzo razionale dell’acqua, indicazione estesa anche al verde ornamentale comunale.

Ed è proprio qui che la vicenda si è avvitata. Perché se la linea rigorosa adottata da Sona trova conferma nelle indicazioni dell’ente che governa il servizio idrico, resta il problema di una provincia nella quale le ordinanze comunali possono produrre effetti molto diversi. Il nuovo provvedimento di Dalla Valentina mette nero su bianco proprio questo punto: le azioni intraprese da un singolo Comune perdono efficacia se non vengono applicate con modalità analoghe su un territorio più ampio, mentre su una questione sovracomunale non dovrebbe esistere una disparità di trattamento tra cittadini di Comuni confinanti.

È la traduzione amministrativa di quanto Sona e Bussolengo avevano già sostenuto nei giorni scorsi: “Non riteniamo coerente affrontare l’emergenza semplicemente spostando l’orario nel quale è possibile utilizzare l’acqua per irrigare: spostare il momento del prelievo non significa ridurre il consumo della risorsa idrica”.

Una posizione che contiene il cuore del problema. Se l’obiettivo è diminuire davvero il consumo, consentire di bagnare i prati alle 23 invece che alle 18 può spostare il picco dei prelievi, ma non necessariamente ridurre la quantità complessiva di acqua utilizzata. Se invece il principio è quello di vietare alcuni utilizzi non essenziali, allora per Sona quella scelta dovrebbe valere allo stesso modo almeno su scala provinciale.

Dentro questo confronto si è inserita anche la politica sonese. Tre giorni fa i gruppi consiliari di minoranza Rinascita per Sona e Sona Domani hanno presentato un’interpellanza urgente chiedendo alla giunta di modificare l’ordinanza e consentire l’irrigazione dei giardini nelle ore notturne, cercando un equilibrio tra tutela della risorsa ed esigenze dei cittadini. Una proposta che, almeno per il momento, viene superata dalla sospensione complessiva del divieto.

Da domani, quindi, il quadro cambia. Il Comune sospende per dieci giorni il divieto stabilito dall’ordinanza 73, salvo che prima arrivi quella linea comune provinciale che Sona sta chiedendo. Il documento non cancella però la gravità della situazione e invita esplicitamente i cittadini a continuare a utilizzare l’acqua in maniera razionale, limitandone il consumo e contrastando gli sprechi.

Non è, quindi, una retromarcia sulla necessità di risparmiare acqua. È una retromarcia sul modo in cui quel risparmio viene imposto quando, attraversando pochi chilometri di strada, cambiano divieti, orari e possibilità. La siccità resta. La severità idrica resta alta. E resta soprattutto una domanda che da Sona e Bussolengo viene ormai posta apertamente agli enti chiamati a coordinare il territorio: se l’acqua non conosce confini comunali, perché dovrebbe conoscerli l’emergenza?

© 2026 Riproduzione riservata

IL BACO OGNI GIORNO

Segui il Baco

Scegli il canale che preferisci per ricevere e trovare più facilmente le notizie del territorio.

Erica Ederle
Giornalista pubblicista, vivo di parole, immagini e connessioni: la comunicazione è il mio habitat naturale, in tutte le sue forme — dalla carta ai social, dalle storie sussurrate a quelle che fanno rumore. Sono una sognatrice concreta, una che cambia prospettiva per capire meglio il mondo (e anche sé stessa). Mi muovo tra storie, trend e narrazioni digitali con curiosità e spirito critico, sempre pronta a rimettermi in gioco. Mi occupo dei canali social del Baco da Seta, dove unisco strategia e creatività ma, soprattutto, autenticità. Perché comunicare per me è anche ascoltare, interpretare e poi trovare il filo giusto per raccontare.