Sona come la Sicilia?

La domanda è volutamente provocatoria ma è necessario porsela alla luce delle recenti elezioni regionali siciliane che – sintetizzando – hanno sottolineato tre fenomeni molto importanti: lo sgretolamento che ormai appare irreversibile del PDL, il risultato lusinghiero ottenuto dal Movimento Cinque Stelle, che diventa addirittura il primo partito dell’isola e, soprattutto, l’astensionismo altissimo. In Sicilia ha votato il 47,42% degli aventi diritto, il dato è in assoluto il più basso della nostra storia repubblicana.

Tre fenomeni che, considerate tutte le dovute e ovvie differenze, riteniamo debbano far riflettere anche a Sona nell’ottica delle prossime elezioni amministrative dell’aprile 2013.

Molto si sta muovendo sul nostro territorio, e ne abbiamo ampiamente già scritto. L’ex Sindaco Bonometti ha varato ufficialmente la sua lista, che per ora appare ancora molto in embrione visti i nomi e l’incertezza sul candidato Sindaco, che comunque sicuramente sarà Bonometti stesso. Il gruppo si è dato comunque già un logo ed ha aperto una pagina facebook

Del ritorno del Maestrale abbiamo detto recentemente. Ma anche qui parliamo assolutamente di un cantiere aperto: le idee ci sono, il gruppo pure, ma ci si sta guardando attorno per capire che direzioni prendere e su quali nomi puntare.

Un movimento che ruota attorno al mondo della scuola sta invece nascendo a Sona capoluogo, con persone fortemente impegnate nel sociale anche se, forse, un po’ digiune di gestione amministrativa e pratica politica (e non è sicuramente detto che quest’ultimo sia un difetto).

Un ragionamento di centro sta nascendo a Lugagnano, con ramificazioni nelle altre frazioni, sotto la spinta propulsiva soprattutto dei due Consiglieri di minoranza Gianluigi Mazzi e Gianmichele Bianco. Si è già tenuto un incontro presso l’Hotel Antico Termine lo scorso 23 ottobre, presenti molte figure forti dell’associazionismo e della società locale, e si è in una fase esplorativa sulle fondamenta di un progetto di buon governo vicino alle concrete esigenze del territorio. 

Sul fronte Lega non è più data come così blindata la possibilità di affiancare una “Lista Tosi”alla lista ufficiale del Sindaco Gualtiero Mazzi. Ma su questa fantomatica “Lista Tosi” abbiamo sentito tante di quelle versioni in questi mesi – spesso divergenti tra di loro – che preferiamo passar oltre e aspettare fatti concreti.

Quel che resta del PDL locale è invece in preda alla confusione totale, con il neo Coordinatore Carmelo Pantano che cerca di fare da collante su cocci che, per certi aspetti, forse non più assemblabili. E con gli Assessori che non sanno a quale porto approdare. Alcuni dati molto vicini alla Lega Nord, come Moletta, alcuni alla affanno ricerca di altre sponde, come Appolloni e Pinotti, altri di cui veramente non si riesce ad intuire il possibile futuro politico, come Caliari. Che ostinatamente resta aggrappato alla sua sedia di Vicesindaco nonostante le ormai quotidiane dimostrazioni di sfiducia che gli propina il Sindaco.

E la Sicilia? La Sicilia c’entra.

Per i tre motivi di cui parlavamo all’inizio. Il PDL rischia anche a Sona l’azzeramento, tanto che circolano voci che il Coordinatore Provinciale Miozzi abbia dato indicazioni secondo le quali a nessuno sarà concesso di usare simboli e loghi del partito.

Il Movimento Cinque Stelle potrebbe radicarsi anche da noi, i primi germogli già si vedono, e quel punto potrebbe costituire la classica variabile impazzita potenzialmente capace di scardinare l’intero sistema.

E, soprattutto, potremmo registrare anche a Sona il – triste ma in parte comprensibile – fenomeno dell’astensionismo di massa. Che, per amore di ragionamento, potrebbe favorire i movimenti più radicati sul territorio come le liste civiche, tradizionalmente votate dalle persone che vivono realmente la comunità in cui abitano. A scapito dei partiti ‘istituzionali’ che, nelle amministrative, spesso vengono votati soprattutto da chi sul territorio si limita a risiederci e che quindi è più facile riconosca sulla scheda elettorale solo simboli e slogan dei partiti nazionali.

Tutto da pesare e da valutare ovviamente. Ma una riflessione il tema lo merita.