“Sona: agricoltura d’eccellenza”. Il punto di Venturelli, presidente del Consorzio di Bonifica Adige Garda

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Incontriamo Angelo VenturelliPresidente del Consorzio di Bonifica Adige Garda – presso la sua abitazione in località San Rocco a San Giorgio in Salici. La serata è fredda e per arrivare alla sua abitazione attraversiamo in un silenzio irreale la bellissima zona in cui risiede, tra dolci pendii e campagne ben tenute.

Partiamo con una breve presentazione per i nostri lettori? “Sono nato nel 1952 – inizia Venturelli – a circa tre chilometri da questa casa, in Corte Paradiso. Dopo quattro anni mi sono trasferito in località Forni, sempre a San Giorgio, dove sono rimasto fino al 1984 quando mi sono sposato”. Ci dicono di una laurea in veterinaria. “Mi sono laureato a Parma nel 1981 ma la passione per la campagna mi ha legato all’azienda famigliare che conduco con i miei fratelli ed un nipote. Alleviamo vitelloni da carne, produciamo dai nostri vigneti il Bianco di Custoza e il Bardolino e coltiviamo i kiwi”.

A San Giorgio lei è noto per aver dedicato, oltre alla famiglia ed al lavoro, molto tempo alle attività pubbliche. “Si, ho sempre ritenuto l’impegno pubblico doveroso per un cittadino. Sia nella parrocchia di San Giorgio, alla quale sono molto legato, sia nell’attività politica. Dal 1985 al 1990 ho ricoperto il ruolo di Assessore con delega all’ecologia, alle attività produttive e all’agricoltura nell’Amministrazione del Sindaco Boscaini”.

Ed ora questa attività di Presidente del Consorzio di Bonifica Adige Garda. “Sono stato eletto come Presidente nel gennaio del 2005, anche se va detto che sono Consigliere del Consorzio fin dal 1985 e che dal 2000 al 2004 ho ricoperto il ruolo di Vicepresidente”. Ci può tratteggiare l’importanza di un Consorzio di Bonifica per il nostro Comune? “Il nostro territorio ha da sempre sofferto la siccità. L’avvento dell’irrigazione del Consorzio si attua in varie fasi, negli anni ’50 nelle aree più basse come Lugagnano, Guastalla con l’irrigazione a scorrimento a gravità naturale, poi nelle aree mediocollinari con il sollevamento di Palazzolo e negli anni ’70 con l’irrigazione a pioggia a San Giorgio e nella parte alta di Palazzolo. Per le zone pianeggianti ha significato poter garantire coltivazioni di pregio come le pesche e il kiwi, per le zone collinari ha significato portare l’acqua e quindi valorizzare terreni prima difficilmente coltivabili. Le racconto un aneddoto?”. Prego. “Prima che arrivasse l’irrigazione del Consorzio a San Giorgio si coltivava solo un po’ di frumento, qualche filare di vite e la medica. Della medica però si facevano solo due sfalci dei tre o quattro che possiamo fare oggi, perché il secondo, quello di mezza estate, si utilizzava per ricavare il seme della pianta in quanto nel cuore della stagione estiva era l’unica pianta a sopravvivere e pertanto si aveva il seme puro, non contaminato. Questo per darvi l’idea della situazione”.

E poi?“Poi con l’irrigazione è cambiato tutto. A San Giorgio ad esempio è arrivato il mais e si è sviluppata notevolmente la viticoltura a Lugagnano, come detto, sono arrivate le pesche e il kiwi. L’attività del Consorzio poi si esplica nella fondamentale tutela del territorio, attraverso la manutenzione delle opere consortili e dei corsi d’acqua. Durante l’estate gli operatori sono presi dal servizio di irrigazione ma comunque una squadra si dedica costantemente alla manutenzione. Poi nella stagione invernale è tutto il personale di zona a occuparsi di manutenzione e tutela del territorio. Non va poi dimenticata l’importantissima attività di miglioramento e trasformazione degli impianti”.

“E’ doveroso che io citi ad esempio l’imponente lavoro di trasformazione degli impianti da scorrimento a pioggia che stiamo mettendo in atto in varie zone del nostro comprensorio. Una scelta nel segno del miglioramento del servizio e del risparmio dell’acqua, un bene sempre più prezioso come è dimostrato anche dalle emergenze idriche delle ultime estati”.

Ci dice qualcosa dell’ente di cui è Presidente e di alcuni articoli apparsi sui giornali in merito all’unione tra i Consorzi veronesi? “Il Consorzio di Bonifica Adige Garda opera nella zona ovest di Verona, da Valeggio sul Mincio a Caprino Veronese. Con i due Consorzi limitrofi, Agro Veronese Tartaro Tione e Valligrandi e Medio Veronese, è stato effettivamente costituito l’Ufficio Consorziale Unico il cui scopo è quello di potenziare la capacità di operare sul territorio, di offrire servizi sempre più qualificati ottenendo nel contempo economie di scala dall’unificazione delle strutture. Tra l’altro va segnalato che con questa iniziativa abbiamo anticipato la nuova legge regionale di riordino della materia della bonifica nel Veneto e che è orientata appunto verso l’accorpamento dei Consorzi esistenti. Stiamo anche progettando la nuova sede dei Consorzi di Bonifica Riuniti di Verona, che sorgerà nei pressi del Casello di Verona Sud”.

Per chiudere, che giudizio si sente di dare oggi – dal suo punto di osservazione di Presidente di un ente a servizio del territorio – dell’agricoltura nel nostro Comune? “La nostra è senza dubbio un’agricoltura d’eccellenza. Sia come tecnica culturale, che come livello dei prodotti che come certificazione di qualità. Prodotti, ad esempio, come le pesche i kiwi ed il vino ci pongono all’avanguardia sotto tutti i punti di vista. La qualità dell’agricoltura di Sonae qui Venturelli si infervoranon teme confronti, quello che purtroppo invece subiamo è l’offerta della grande distribuzione che punta esclusivamente sul prezzo e poco sulla qualità. Posso fare un paradosso?” Dica. “Sarebbe una bella cosa che nei supermercati fosse indicato a caratteri cubitali il luogo di origine dei prodotti, per certificarne la qualità. Ed invece spesso questi dati sono stampati a caratteri invisibili. E’ questa la grande lotta per la certificazione della filiera dei prodotti per cui si batte anche la Coldiretti. Bisognerebbe che anche il consumatore si rendesse conto di questa realtà e premiasse i prodotti locali”.

Non rischia questa di essere una battaglia di retroguardia? “No, non viviamo fuori dal mondo e ci rendiamo perfettamente conto di come si sta evolvendo l’agricoltura globale. Ad esempio forse pochi sanno che il Kenia, grazie agli Olandesi, è ormai diventato uno dei più grandi produttori di fiori del mondo. Quello che chiediamo è solo di poter competere ad armi pari, tramite una giusta valorizzazione della qualità”.