La pioggia di primavera, quella che ti batte sulle spalle e ti costringe a cercare riparo senza smettere di guardare, domenica 19 aprile ha fatto da cornice a una scena che a Sona ha il sapore delle cose serie travestite da festa. In piazza il SOS Sona ha celebrato il suo 36º compleanno e, sotto gli scrosci, ha messo in mostra il segno più concreto di un lavoro quotidiano: un nuovo mezzo di Protezione Civile affidato in comodato gratuito dalla Regione Veneto all’associazione. Non un semplice “arrivo”, ma un tassello che entra in un ingranaggio già in corsa, fatto di turni, chiamate, chilometri, notti e domeniche.
La cerimonia è partita con la benedizione del Vicario Generale della Diocesi di Verona mons. Osvaldo Checchini. Poi la parola è passata al sindaco di Sona Gianfranco Dalla Valentina, al consigliere regionale Filippo Rigo, al responsabile provinciale della protezione civile ing. Armando Lorenzini e al presidente del SOS Andrea Baldessarini. Sullo sfondo, una cifra che da sola racconta perché il SOS a Sona non è “una presenza”, ma un pezzo di infrastruttura sociale: oltre 150 volontari operativi, una consistenza rara in provincia.
L’inaugurazione del mezzo è stata anche un modo per mostrare dove sta andando l’associazione. In piazza sono stati presentati il nuovo ponte radio digitale, annunciato come prossimamente operativo, e un drone pensato per le ricerche di persone disperse sul territorio. Non è tecnologia per fare scena: è la traduzione pratica di un’idea semplice, arrivare prima e vedere meglio quando i minuti pesano.
Eppure, per capire davvero cosa significa quel mezzo nuovo, basta guardare i numeri che il SOS Sona ha messo nero su bianco nel bilancio dell’attività: nel 2025 sono state 6.811 le persone soccorse, trasportate o accompagnate dai volontari. I mezzi hanno macinato strada come una seconda pelle del paese: 3.755 viaggi d’emergenza per 118.641 km, poi i Trasporti Sociali con 1.912 uscite e 39.782 km. E ancora: attività esterne, servizi interni, interventi di Protezione Civile, ognuno con i suoi numeri, ognuno con il suo pezzo di quotidiano che si muove.
Dietro quei chilometri, ci sono anche le ore. Nel 2025 i volontari hanno dedicato oltre 22 mila ore alle emergenze sanitarie, più di 4 mila alla Protezione Civile e oltre 2 mila ai trasporti sociali, senza contare formazione e supporto alle attività del territorio. È il tempo, prima ancora dei mezzi, a tenere in piedi tutto. E quel tempo si appoggia su una dotazione che oggi permette all’associazione di reggere l’urto: sei ambulanze, due pulmini e quattro mezzi di protezione civile.
Nelle settimane che hanno preceduto la festa, il SOS ha anche “rimesso mano” alla sua cabina di regia. Il direttivo si è riorganizzato: Alessandro Confente è diventato vicepresidente, Sofia Manzati segretaria, confermati Davide Russo tesoriere e Ettore Spada referente dell’area sanitaria, mentre per la Protezione Civile il nuovo referente è Raimondo Gili. Nel direttivo sono entrati anche tre nuovi volontari, Nicola Cavallini, Stefano Ferrian e Matteo Cordioli, con Alberto Cinquetti presidente onorario. La fotografia è quella di un’associazione che prova a rinnovarsi senza perdere continuità, perché qui il problema non è “esserci”, ma esserci sempre: 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
A margine dell’evento, il sindaco Gianfranco Dalla Valentina parlando con il Baco ha legato la giornata a un ragionamento più ampio, ricordando anche la convenzione per il trasporto sociale tra Comune e SOS, con un contributo annuo di 23mila euro e l’acquisto di un nuovo mezzo: “in un momento storico in cui la nostra società sembra inevitabilmente direzionata verso derive egoistiche, trovare persone che hanno ancora voglia di impegnarsi nel volontariato, da una visione positiva del futuro. Non solo il mezzo e le attrezzature di Protezione Civile, ma anche la convenzione firmata venerdì per il trasporto sociale tra Comune di Sona e SOS Servizio Operativo Sanitario con un contributo annuo di 23mila euro e l’acquisto di un nuovo mezzo, ci ricordano che sul territorio abbiamo associazioni attive come il SOS Sona, propositive, che fanno volontariato vero, a favore degli altri. Un esempio per la comunità e a servizio della comunità”.
Poi, come succede nelle feste vere, la pioggia ha lasciato spazio al lato più popolare della giornata: l’estrazione della lotteria organizzata con i Lions Club di Bussolengo, Pescantina e Sona, con un ricavato destinato a sostenere l’acquisto di nuovi mezzi, e il risotto offerto dai volontari del Circolo Noi della parrocchia di Sona.
Ma il punto, sotto quegli ombrelli, restava uno: il SOS Sona continua a reggersi su persone che scelgono di donare tempo, competenze, presenza. E giornate così servono anche a rimettere quell’invito al centro, senza retorica: avvicinarsi, conoscere, iscriversi, diventare parte della squadra.
La foto del servizio è di Alice Finotti.
IL PUNTO DEL DIRETTOREPalazzolo e quelle radici che possono ancora tenerci insieme© 2026 Riproduzione riservata
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