Un milione e duecentomila euro cambia il peso di una discussione. Non è più soltanto una cifra dentro un assestamento di bilancio, una riga tra manutenzioni, strade, scuole e impianti. Diventa una scelta politica, un’idea di paese, una domanda sul futuro di Lugagnano.
Nel consiglio comunale di Sona del 29 luglio, il punto dedicato all’assestamento generale del bilancio di previsione ha acceso un confronto lungo e serrato soprattutto attorno allo stanziamento destinato alla struttura oggi utilizzata per il tennis, il calcetto e numerose iniziative della comunità.
La variazione complessiva utilizza poco meno di 2 milioni di euro di avanzo di amministrazione, con 785mila euro di avanzo destinato e circa 1 milione e 209mila euro di avanzo libero. Il sindaco Gianfranco Dalla Valentina ha voluto chiarire subito che non tutto l’avanzo può essere speso liberamente, perché una parte resta vincolata a precise destinazioni o accantonata per questioni ancora aperte.
“Quando uno dice avanzo, non è tutto avanzo che si può spendere. Bisogna guardare la parte di avanzo libero, che è quella disponibile per gli investimenti”, ha spiegato il sindaco, ricordando anche i fondi tenuti fermi per il contenzioso legato alla casa di riposo.
Dentro la variazione entrano numerosi interventi. Ci sono 250mila euro per le strade comunali, compreso il collegamento della pista ciclabile di via Molinara Nuova; 134mila euro per il parco e la guglia di Villa Romani, colpiti dalla tromba d’aria del 10 giugno; 110mila euro per gli impianti sportivi comunali; 100mila euro per il piazzale di Corte Fedrigo; 80mila euro per l’acquisizione di un’area privata a San Rocco; fondi per ascensori, scuole primarie, telecamere, parchi e per il ripristino della cabina del gas danneggiata dal maltempo.
Ma il centro politico della serata è diventato lo stanziamento da 1 milione e 200mila euro per la struttura polifunzionale di Lugagnano (nella foto, durante un evento).
Il sindaco ha descritto un impianto ormai bisognoso di interventi profondi. La struttura in ferro e telo si starebbe deteriorando, richiede manutenzioni frequenti e costose e necessita di controlli sulla parte portante. È uno spazio utilizzato per lo sport, ma anche per il carnevale, gli appuntamenti della Fibrosi Cistica, la banda, il calcio, il volley e altri momenti collettivi.
“È una struttura che viene utilizzata parecchio, non soltanto per l’attività sportiva, ma per tutta la vita della comunità”, ha spiegato Dalla Valentina.
L’ipotesi indicata dall’amministrazione è quella di valutare una soluzione più solida, anche con parti in muratura, una copertura stabile e un intervento sull’insonorizzazione, proprio per ridurre i disagi segnalati dai residenti. È qui che si è aperta la frattura con la minoranza.
Il consigliere di Scelta per Sona Corrado Busatta ha posto anzitutto una questione politica: durante la campagna elettorale, ha osservato, il tema centrale per gli spazi associativi e per gli eventi era stato individuato nella Casa di Alice, mentre il progetto da 1,2 milioni sulla struttura sportiva non sarebbe stato presentato agli elettori in questi termini. “Troviamo questa cosa legata al milione e duecentomila euro per il palatennis o la tensostruttura, e non è una cosa da poco. Sento parlare anche di muratura. Quello che andiamo a dire durante la campagna elettorale deve avere un peso”, ha affermato.
L’EDITORIALE DEL BACOL’amore esiste perché qualcuno domanda “Stai bene?”Il timore espresso da Busatta è che una struttura oggi prevalentemente sportiva possa cambiare natura, lasciando progressivamente più spazio agli eventi e meno allo sport. E soprattutto che venga realizzata nel posto sbagliato, in un’area residenziale dove le lamentele per il rumore sono già numerose. “Non dico che non sia un’esigenza del territorio, perché lo è. Per me è sbagliato il posto. Inviterei a ripensarci oppure a dare spiegazioni diverse, perché così com’è la vedo come una cosa da non fare”, ha concluso.
Sulla stessa linea il consigliere Gianluigi Mazzi, sempre di Scelta per Sona, che ha insistito sul peso dell’investimento e sulla necessità di definire subito la funzione futura dell’impianto. “Un milione e duecentomila euro è un costo importante. Ci chiediamo se valga la pena spenderli lì, in una zona dove sono tantissime le lamentele”, ha detto.
La domanda posta dalla minoranza è netta: la struttura resterà sportiva, con gli eventi come attività complementare, oppure diventerà soprattutto una sala polifunzionale? E ancora: chi sarà chiamato a gestirla?
“Non deve essere un centro polifunzionale di esclusività di qualcuno, deve essere veramente di tutti. Lo sport rimane? E chi sarà poi a gestirlo?”, ha chiesto Mazzi, invitando giunta e maggioranza a verificare se quella sia davvero la collocazione migliore per un investimento di questa dimensione.
La risposta del sindaco è partita proprio dalla Casa di Alice. Secondo Dalla Valentina, prima di poter recuperare quegli spazi sarebbe necessario trovare una sistemazione alle associazioni che oggi li occupano, in particolare Dono e Fibrosi Cistica. I numeri esposti in aula sono pesanti. Tra le due realtà, ha spiegato, servirebbero circa 1.700 o 1.800 metri quadrati. Costruire una nuova struttura capace di accoglierle potrebbe richiedere quasi 3 milioni di euro, considerando opere, impianti, Iva e progettazione.
“Per cominciare a ragionare sulla Casa di Alice bisogna mettere da parte 2 milioni e 800mila euro, forse 3 milioni, solo per spostare Dono e Fibrosi Cistica”, ha spiegato il sindaco. Dalla Valentina ha assicurato che l’amministrazione sta comunque lavorando sul tema e che proprio nei giorni precedenti vi era stato un incontro con l’associazione Dono, alla presenza degli assessori Vicentini e Bellotti. “Non è che si può andare lì e dire a un’associazione di spostarsi. Noi crediamo fermamente nel valore di tutte le associazioni, dalla prima all’ultima”, ha aggiunto.
Sul rumore, il sindaco ha poi precisato che le lamentele ricevute dal Comune non riguarderebbero soprattutto gli eventi, ma l’attività sportiva quotidiana, in particolare il tennis e il calcetto. Ha riferito anche dell’esistenza di una diffida legale presentata da un cittadino. “Le lamentele arrivano sullo sport, sul tennis e sul calcetto. Io rimango abbastanza basito, però questo è il dato. Non trovo invece grosse lamentele sugli eventi”, ha affermato.
La struttura, ha assicurato, non dovrebbe diventare un luogo dedicato alle feste. L’attività principale resterebbe sportiva. Nella convenzione esistente, ha ricordato, l’amministrazione dispone di circa 30 giornate l’anno per iniziative pubbliche e associative: meno del dieci per cento dei giorni complessivi.
“Cinque o sei giorni alla settimana si fa sport. Se un giorno c’è la banda che deve fare un concerto o un’associazione che deve organizzare un incontro, la struttura può essere utilizzata. Non nasce e non è nostra volontà trasformarla in un luogo per le feste”, ha spiegato.
Il sindaco ha ammesso che il progetto non è ancora chiuso e che la cifra inserita in bilancio serve ad avviare un percorso di studio e progettazione. “È un’idea sulla quale stiamo lavorando e che può essere modificata. Non abbiamo né la presunzione né l’arroganza di avere la verità in tasca. Per cominciare a ragionare servono disegni e conti, e per fare disegni e conti bisogna cominciare a finanziare l’opera”, ha spiegato.
Secondo Dalla Valentina, spostare l’intervento in un’altra area significherebbe costruire da zero spogliatoi, cucina, impianti tecnologici e servizi, con il rischio di raddoppiare i costi. Inoltre, a Lugagnano sarebbe difficile individuare una zona davvero lontana dalle abitazioni. “Spostare tutto vuol dire fare spogliatoi nuovi, portare tutta l’impiantistica, realizzare un nuovo fabbricato per la cucina. Significa raddoppiare i costi”, ha ribadito.
Il sindaco ha difeso anche il principio della convivenza tra il diritto alla quiete dei residenti e il diritto allo sport. “Il diritto alla quiete è un diritto, ma altrettanto lo è il diritto allo sport. Dobbiamo far convivere entrambi con buon senso, logica e onestà intellettuale”, ha detto.
La minoranza non ha però arretrato. Busatta ha distinto tra una manutenzione necessaria e la costruzione di una struttura sostanzialmente nuova. “Un conto è fare la manutenzione perché oggi non c’è un’alternativa per gli eventi. Un altro conto è fare muratura e investire una cifra così consistente. Bisogna capire dove vogliamo andare nel futuro”, ha osservato.
Mazzi ha rilanciato l’ipotesi di sistemare l’impianto esistente e destinare il grande investimento a un nuovo spazio, costruito altrove. “Se spendiamo un milione e duecentomila euro, facciamone una nuova. Aggiustiamo quella che c’è e quella nuova la realizziamo da un’altra parte. Lugagnano, con i suoi 9mila abitanti, ha bisogno di spazi nuovi”, ha dichiarato.
Nel finale la discussione si è spostata anche sulla pista ciclabile di via Molinara Nuova. Mazzi ha chiesto uniformità tra i diversi tratti, mentre il sindaco ha chiarito che in una parte dell’area il privato avrebbe soltanto ceduto lo spazio, versando al Comune le somme necessarie, senza realizzare direttamente l’opera. I 250mila euro stanziati serviranno dunque proprio a costruire il collegamento mancante.
La delibera di assestamento è stata infine approvata con i voti favorevoli della maggioranza. Nessun contrario. La minoranza si è astenuta.
Resta aperta la questione politica, prima ancora di quella progettuale. Sul tavolo ci sono 1,2 milioni di euro, una struttura logorata, il bisogno di spazi per una frazione di circa 9mila abitanti, le esigenze dello sport, quelle delle associazioni e la quiete delle case vicine.
Il bilancio ha acceso la miccia. Adesso il confronto dovrà trasformare quella cifra in un progetto preciso, chiarendo forma, destinazione, gestione e limiti di utilizzo. Perché quando una comunità investe una somma simile, non sta soltanto sistemando un edificio: sta decidendo quale spazio vuole costruire per i prossimi anni.
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