Non basterà aspettare che una panchina venga danneggiata, che una rissa esploda o che una fragilità diventi emergenza. A Sommacampagna il tentativo è quello di arrivare prima, entrando nei luoghi frequentati dai ragazzi, ascoltando ciò che spesso resta fuori dagli uffici e affidando agli stessi giovani una parte concreta del lavoro.
Si chiama RiGenerazioni il nuovo progetto avviato dal Comune attraverso l’assessorato alle Politiche Giovanili, in collaborazione con i Centri Giovanili don Mazzi. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il welfare di comunità e prevenire disagio, dipendenze, vandalismo e comportamenti a rischio attraverso due strumenti molto diversi ma destinati a camminare insieme: una piattaforma digitale costruita dai giovani e un’attività educativa svolta direttamente nelle strade e nei punti di ritrovo del territorio.
Il progetto parte da un’idea precisa: intervenire soltanto quando il problema è già visibile significa spesso arrivare tardi. Per questo la prevenzione viene spostata dentro la vita quotidiana del paese, coinvolgendo istituzioni, famiglie, associazioni, servizi, commercianti e cittadini. Una rete larga, chiamata non soltanto a osservare, ma anche a riconoscere i segnali più deboli e a costruire occasioni di relazione prima che isolamento e disagio si trasformino in qualcosa di più grave.
Il quadro richiamato alla base dell’iniziativa è pesante. Secondo il rapporto ESPAD 2024, quasi il 40% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha partecipato a zuffe o risse nel corso del 2023, sette punti percentuali in più rispetto al 2019. Il monitoraggio della piattaforma ELISA del Ministero dell’Istruzione e del Merito segnala inoltre che oltre un quarto degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado è stato vittima di bullismo, anche per ragioni legate all’orientamento sessuale, alla disabilità o al background migratorio.
Numeri nazionali, dunque, che a Sommacampagna diventano il punto di partenza per un intervento locale. La prima gamba di RiGenerazioni sarà un sito internet nuovo di zecca, pensato non come una semplice vetrina istituzionale, ma come un racconto del territorio costruito da un gruppo di giovani selezionati e formati appositamente.
Saranno loro a realizzare video-interviste a cittadini, volontari, professionisti, commercianti, amministratori, rappresentanti delle associazioni e delle realtà religiose. Il portale raccoglierà anche le schede delle organizzazioni formali e informali presenti nel Comune, componendo una sorta di mappa viva delle energie, dei servizi e delle opportunità disponibili.
Dietro le interviste e i contenuti digitali ci sarà però un secondo lavoro, meno visibile e forse ancora più delicato: leggere i bisogni socio-educativi del territorio. Ogni voce raccolta, ogni esperienza raccontata e ogni realtà censita dovrebbe contribuire a restituire un’immagine più nitida di ciò che manca, di ciò che funziona e dei punti nei quali la rete rischia di strapparsi.
La seconda direttrice porterà invece gli operatori direttamente nei luoghi frequentati dai ragazzi. L’educativa di strada significa incontrare adolescenti e giovani senza attendere che siano loro a bussare alla porta di un servizio. Significa sedersi nei luoghi di aggregazione, osservare, parlare, costruire fiducia e provare a riconoscere bisogni che spesso non vengono espressi apertamente.
Il coinvolgimento degli stessi ragazzi servirà anche a intercettare le situazioni più delicate e a immaginare, insieme alle associazioni e ai servizi, nuove occasioni di aggregazione. Non soltanto eventi da inserire in calendario, dunque, ma percorsi capaci di creare legami positivi e di ridurre il rischio che noia, solitudine o mancanza di punti di riferimento prendano altre strade.
“Crediamo che investire sui giovani significhi investire sul futuro della nostra comunità. Con RiGenerazioni scegliamo di non limitarci a intervenire quando emergono situazioni di difficoltà, ma di costruire occasioni di ascolto, partecipazione e crescita condivisa”, afferma Silvana Zampieri, assessora alle Politiche Giovanili del Comune di Sommacampagna (nella foto).
L’EDITORIALE DEL BACOL’amore esiste perché qualcuno domanda “Stai bene?”L’intenzione è valorizzare le energie già presenti e costruire una rete educativa più stretta tra istituzioni, famiglie, associazioni e cittadini. Un passaggio importante, perché il progetto non considera i giovani soltanto come destinatari di un intervento, ma li chiama a diventare parte attiva dell’analisi e della risposta.
Giovanni Mazzi, presidente dei Centri Giovanili don Mazzi – sacerdote simbolo della capacità relazione e recupero dei giorni, scomparso venerdì a 96 anni – sottolinea infatti che l’obiettivo è coordinare e rafforzare ciò che esiste già, facendo emergere con maggiore chiarezza i bisogni dei ragazzi e generando nuove energie. “Proveremo così a ridurre il rischio di disagio giovanile, che dopo la pandemia è esploso ovunque, soprattutto attraverso la partecipazione attiva dei giovani stessi”, afferma.
La prima fase avrà una durata di sei mesi. Saranno selezionati giovani tra i 17 e i 25 anni, che verranno formati nelle tecniche di giornalismo digitale e nell’organizzazione di eventi. Per le attività svolte riceveranno un compenso. Non si tratterà quindi di una partecipazione soltanto simbolica: ai ragazzi verranno affidati compiti, competenze e responsabilità precise.
Il facilitatore dei Centri Giovanili don Mazzi, Federico Zenari, spiega che il primo passo sarà entrare in contatto con adolescenti e giovani per costruire nuove iniziative insieme a loro e al servizio educativo comunale. Parallelamente, l’analisi del territorio dovrà permettere alle associazioni di condividere la responsabilità educativa e di creare reti di sostegno per i ragazzi più fragili o a rischio di esclusione sociale.
“Cercheremo prima di tutto di entrare in contatto con adolescenti e giovani, per costruire insieme a loro e al servizio educativo comunale nuove iniziative”, osserva Zenari.
La sfida vera arriverà dopo l’avvio. Un portale può essere costruito, alcune interviste possono essere registrate e gli operatori possono frequentare piazze e luoghi di incontro. La misura del progetto, però, sarà nella capacità di trasformare ciò che verrà ascoltato in risposte concrete e continuative.
Perché il disagio giovanile raramente si presenta con un cartello appeso al collo. Più spesso si nasconde dietro un’assenza, un gesto ripetuto, una rabbia che sembra improvvisa o una presenza silenziosa ai margini del gruppo. RiGenerazioni prova a partire proprio da lì: da ciò che ancora non è emergenza, ma chiede già di essere visto.
Per informazioni e candidature è possibile contattare i Centri Giovanili don Mazzi all’indirizzo info@centrigiovanilidonmazzi.it o al numero 392 3672701. Il servizio educativo del Comune risponde agli indirizzi chiara.beschin@comune.sommacampagna.vr.it e serena.luccato@comune.sommacampagna.vr.it, oppure ai numeri 045 8971359 e 045 8971388.
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