Tra il parcheggio delle Poste, l’imbocco di via Carlo Alberto, il monumento ai Fanti e l’ingresso di Villa Saccomani c’è un piccolo fazzoletto di Sommacampagna sul quale, ogni mattina, convergono automobili, pedoni e tensioni. È uno spazio stretto, incastrato alle porte del centro storico, ma attorno alla rotatoria sperimentale comparsa in quell’incrocio si è ormai aperto un confronto molto più largo: sicurezza stradale, tutela del paesaggio, accessibilità e futuro della viabilità del quartiere Monte Molin.
Il tema è arrivato nell’aula del consiglio comunale del 30 luglio, con un’interrogazione presentata dalla consigliera Eleonora Principe. Dall’altra parte hanno risposto l’assessore ai lavori pubblici Davide Giacopuzzi (nella foto) e il sindaco Fabrizio Bertolaso. Il confronto ha fatto emergere un dato centrale: la rotatoria definitiva, almeno per il momento, non esiste ancora sulla carta. Quella visibile lungo la strada è una sistemazione provvisoria, realizzata per verificare sul campo il comportamento del traffico.
L’interrogazione prende le mosse dalla determina numero 424 del 29 giugno 2026, relativa a un accordo quadro per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria. Tra gli interventi indicati compaiono la modifica di alcuni tratti stradali, la sistemazione dei marciapiedi, un attraversamento pedonale rialzato nei pressi del monumento e la realizzazione di una piccola rotatoria con inserti in autobloccanti nell’area vicina alle Poste.
Per la consigliera Principe, però, non si tratta di un incrocio qualsiasi. L’intervento cadrebbe a ridosso del centro storico e dell’accesso monumentale di Villa Saccomani, in un punto sottoposto a tutela paesaggistica e attraversato da uno dei percorsi pedonali più riconoscibili del capoluogo: quello che collega il cuore del paese al cimitero.
La preoccupazione portata in aula riguarda innanzitutto l’immagine futura di quello scorcio. Cordoli, spartitraffico, cartelli e pavimentazioni potrebbero, secondo l’interrogazione, trasformare un passaggio storico in uno snodo stradale pesante e poco coerente con il contesto. Il timore espresso è che l’ingresso della villa perda forza e dignità, schiacciato dalla nuova organizzazione della carreggiata.
C’è poi la questione dell’attraversamento pedonale. Quello attuale collega il parcheggio di piazza del Donatore al marciapiede diretto verso il cimitero. L’ipotesi descritta negli atti prevede di spostarlo più a valle, vicino al monumento ai Fanti.
Secondo Principe, questa soluzione interromperebbe la continuità del percorso e porterebbe le persone verso marciapiedi stretti e difficili da utilizzare con carrozzine, passeggini o per chi ha una mobilità ridotta. A ciò si aggiunge un possibile effetto molto concreto: chi percorre da anni quella strada potrebbe continuare ad attraversare nel punto abituale, trovandosi però davanti alla rotatoria e senza un passaggio protetto.
La terza questione riguarda Monte Molin, quartiere popoloso che, dopo le modifiche introdotte in via Ospedaletto, dispone di più strade per entrare ma di un’unica direttrice principale per uscire verso il centro. Nelle ore più trafficate, ha sostenuto la consigliera, le automobili si concentrano lungo via Carlo Alberto e davanti alle Poste, con attese e incolonnamenti soprattutto al mattino.
Da qui la richiesta di conoscere eventuali simulazioni del traffico e di valutare anche un’inversione del senso di marcia in via Ospedaletto, in modo da offrire al quartiere una seconda possibilità di uscita.
La risposta dell’Amministrazione parte dalla natura sperimentale dell’opera. Giacopuzzi ha spiegato che la rotatoria è stata predisposta come test viabilistico e che non è stato ancora redatto il progetto esecutivo. Per questo, secondo l’assessore, non è possibile considerare già inadeguati i futuri marciapiedi né stabilire in via definitiva come saranno disegnati attraversamenti, pavimentazioni e arredo urbano. “Non essendoci ancora un progetto esecutivo dell’intervento, non possiamo affermare che i marciapiedi che verranno poi progettati siano inadeguati”, ha sostenuto l’assessore.
L’EDITORIALE DEL BACOSona: Suona la campanella tra volti nuovi e l’entusiasmo di sempreLa finalità dichiarata è duplice: facilitare l’uscita delle automobili da Monte Molin e rallentare i veicoli provenienti da via Guastalla, che prima raggiungevano l’incrocio lungo un tratto rettilineo e potevano arrivare a velocità sostenuta.
L’Amministrazione ha portato in aula anche i dati raccolti dalla Polizia municipale. Da quando la rotatoria sperimentale è stata collocata, nel giugno 2025, non sarebbero stati registrati incidenti significativi. Prima della modifica, invece, nell’incrocio regolato da due stop si erano verificati più sinistri.
Sul fronte paesaggistico il passaggio è ancora tutto da costruire. Il progetto non è stato sottoposto alla Soprintendenza perché, ha chiarito Giacopuzzi, il livello esecutivo non è ancora stato materialmente elaborato. Soltanto quando saranno definiti disegno, misure e materiali sarà possibile raccogliere i pareri degli enti competenti.
L’assessore ha comunque ricordato che gli autobloccanti citati nell’accordo quadro sono già stati utilizzati in piazza della Repubblica con l’approvazione della Soprintendenza. Questo, però, non equivale ancora a un via libera per l’area di Villa Saccomani: il nuovo intervento dovrà essere esaminato nel suo contesto specifico.
Proprio sull’assenza del progetto si è accesa una seconda parte del confronto. Principe ha chiesto come sia stato possibile inserire nell’accordo quadro una cifra stimata e descrivere opere abbastanza precise senza avere già elaborato il progetto.
La risposta di Giacopuzzi è stata che l’accordo contiene valutazioni sommarie utili a definire l’ordine di grandezza dei diversi lavori. Il computo metrico dettagliato e il costo effettivo della singola opera arriveranno soltanto con il progetto esecutivo. Gli interventi contenuti nell’accordo possono inoltre essere modulati e definiti successivamente attraverso gli atti degli uffici.
Il sindaco Bertolaso ha richiamato una prassi simile a quella utilizzata nella programmazione delle opere pubbliche: prima vengono formulate stime sulla base di parametri tecnici, poi la progettazione porta alla quantificazione reale. Una spiegazione che non ha chiuso completamente il confronto, perché la consigliera ha sottolineato la differenza tra uno stanziamento inserito nel bilancio e un accordo quadro già affidato a un’impresa.
La discussione si è quindi spostata nuovamente sul traffico. Il sindaco ha riferito che la Commissione Viabilità aveva affrontato l’argomento proprio poche ore prima, anche alla luce delle segnalazioni arrivate dai cittadini.
Secondo i monitoraggi richiamati dall’Amministrazione, nei primi giorni senza rotatoria l’incrocio tendeva a bloccarsi. Con l’anello sperimentale, invece, l’incolonnamento mattutino sarebbe stato in gran parte assorbito, dando precedenza alle automobili in uscita da Monte Molin rispetto a quelle provenienti da via Guastalla.
La nuova circolazione avrebbe inoltre spostato una parte del traffico verso via Cantarane, alleggerendo via Pigno e via Crosara, considerate particolarmente delicate negli orari di ingresso alle scuole. La Polizia municipale avrebbe valutato positivamente questo effetto, proprio perché riduce la pressione lungo l’attraversamento utilizzato dagli studenti.
L’Amministrazione non intende comunque rendere definitiva la soluzione prima di aver osservato nuovamente il traffico con la riapertura delle scuole. Il test dovrà quindi proseguire per verificare se i risultati registrati nel precedente anno scolastico saranno confermati.
Più fredda la risposta sulla possibilità di modificare il senso unico di via Ospedaletto. Per il sindaco, il ritorno al doppio senso non sarebbe compatibile con l’allargamento della piazza e presenterebbe problemi di sicurezza davanti ai locali pubblici. Anche l’ipotesi di invertire il senso di percorrenza non avrebbe finora mostrato vantaggi sufficienti rispetto all’assetto attuale.
Resta aperto, invece, il nodo della curva tra strada San Giorgio e via Cantarane. In quel punto la visibilità è ridotta e chi svolta rischia di allargarsi verso la corsia opposta. Bertolaso ha riconosciuto il problema e spiegato che il Comune sta studiando una possibile soluzione, pur non avendo ancora una proposta concreta da presentare.
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