Il rumore del tornello, l’ultima cassa alle spalle, la porta lì a pochi metri. E poi quella scena che sembra uscita da un fotogramma storto: un uomo che, pur di uscire senza pagare, si accovaccia e prova a passare “gattonando” sotto la barriera metallica. Succede a Sommacampagna, nel pomeriggio del 22 maggio, dentro un supermercato dove l’attenzione dell’antitaccheggio si accende su un cliente che si muove tra gli scaffali con un obiettivo preciso: i superalcolici.
Secondo la ricostruzione, l’addetto alla vigilanza nota l’atteggiamento e lo segue a distanza. L’uomo prende diverse bottiglie, le sistema nel carrello, poi si sposta in una zona più defilata del punto vendita. È lì che, sempre stando a quanto riferito, tenta di occultare parte della merce addosso e il resto dentro una borsa presa dai banchi di vendita. Quando arriva il momento di uscire, invece di dirigersi alle casse, prova la scorciatoia: tornello e pavimento, come se bastasse abbassarsi per sparire.
Ma il trucco dura un istante. Il vigilante interviene e si qualifica, contestando il furto. A quel punto la faccenda cambia ritmo: non è più la storia di una spesa “dimenticata” ma quella di una reazione violenta. L’uomo, pur di tenersi il bottino, ingaggia una colluttazione; serve anche un secondo addetto alla sicurezza per provare a contenerlo. In pochi minuti la richiesta d’aiuto arriva alla Centrale Operativa e sul posto intervengono i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Villafranca di Verona, che bloccano il soggetto e chiudono ogni possibilità di fuga.
Il conto della refurtiva, alla fine, è netto: 12 bottiglie di superalcolici e una busta di snack, per un valore dichiarato di oltre cento euro. La merce viene recuperata e restituita al supermercato. L’uomo viene identificato come un 33enne pakistano, senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine. Per lui scatta l’arresto con l’accusa di rapina impropria, la contestazione che scatta quando al furto si aggiunge violenza o minaccia per assicurarsi la fuga o il possesso della refurtiva.
Nella mattinata del 23 maggio l’arrestato viene portato davanti al giudice del Tribunale di Verona: l’arresto viene convalidato e, dopo la concessione dei termini a difesa, l’udienza viene rinviata a luglio. Nel frattempo viene applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora nella provincia di Verona.
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