È finita sul tavolo della seduta del Consiglio comunale la questione che, in un paese, pesa più di tante altre perché tocca case, botteghe, piazze e abitudini: che cosa si può fare, e come, nel centro storico. Al punto 4 dell’ordine del giorno della seduta del 27 maggio scorso, l’assemblea ha discusso e approvato la presa d’atto del Documento programmatico preliminare per la revisione del Piano del centro storico del capoluogo, avviando la variante al Piano degli Interventi.
L’Amministrazione, con il sindaco Fabrizio Bertolaso (nella foto di Mario Pachera) e l’assessore all’Urbanistica Davide Giacopuzzi, ha messo in chiaro l’impostazione: lo strumento vigente, nato tra 1992 e 1993, oggi è diventato un recinto troppo stretto, poco aderente alle norme attuali e incapace di accompagnare riqualificazioni che restano bloccate.
La linea annunciata è quella di una rivitalizzazione del centro che non passi da nuove espansioni ma dalla possibilità di rimettere mano, in modo più praticabile, al costruito esistente. Giacopuzzi ha spiegato i pilastri tecnici su cui verrà costruita la variante.
Il primo è l’unità minima di intervento: in passato molti lavori si sono arenati perché la disciplina imponeva interventi che coinvolgevano più proprietà. La nuova impostazione mira a sovrapporre l’unità minima alla singola particella catastale, così da consentire ai proprietari di muoversi senza incastri obbligati con altri.
Il secondo pilastro è la revisione dei gradi di protezione. L’idea è ridurre e rendere più flessibile la scala attuale, distinguendo con maggiore precisione gli edifici con vincoli ministeriali, quelli con valore storico-ambientale e quelli privi di caratteristiche storiche. Ed è qui che compare la scelta più delicata: per i fabbricati senza valore, in alcuni casi, si apre alla possibilità di demolizione e ricostruzione, dentro una cornice che dovrà evitare strappi nel profilo del paese.
Terzo tema: i crediti edilizi. L’impostazione dichiarata è un “no” all’importazione di volumi nel centro storico e, al contrario, un incentivo ai crediti “in uscita”: demolire fabbricati fatiscenti nel perimetro storico e ricostruire i volumi nelle zone esterne di espansione. L’effetto cercato è doppio: alleggerire il centro da volumetrie inutili e ricavare spazi per funzioni oggi cruciali come parcheggi e viabilità.
Quarto capitolo: gli incentivi e l’allineamento tecnico alle esigenze di oggi. Si parla di premialità per il recupero dei sottotetti senza farli pesare come nuova cubatura, di possibili agevolazioni sugli oneri di urbanizzazione e di una disciplina più adatta a interventi di adeguamento sismico ed energetico su edifici datati, che con regole obsolete rischiano di diventare impraticabili o troppo costosi.
A dare respiro alla discussione è intervenuto anche il progettista incaricato, l’architetto Gianluca Trolese, che ha definito il centro storico una “bomboniera” e ha indicato una direzione di equilibrio tra residenza, direzionale e commercio di vicinato. Il metodo annunciato passa dallo studio delle mappe storiche, dal catasto napoleonico fino a quelle tra anni Trenta e Quaranta, per distinguere gli edifici di vero pregio storico-culturale da quelli successivi e privi di valore.
Dentro questo ragionamento arriva anche una frase destinata a far discutere: “il centro storico non è nato per le automobili”. La proposta implicita è spostare il peso delle auto fuori dal cuore del paese, appoggiando i parcheggi nella “città contemporanea” immediatamente esterna al perimetro storico.
Il confronto tra consiglieri ha toccato i nervi scoperti della quotidianità. Il consigliere Gianfranco Dal Forno ha portato in aula il tema delle barriere architettoniche, chiedendo attenzione a un centro che, per sua natura, è pieno di dislivelli e ostacoli; sul punto, Trolese ha richiamato strumenti specifici.
L’EDITORIALE DEL BACOL’amore esiste perché qualcuno domanda “Stai bene?”Il consigliere Giandomenico Allegri ha insistito sulla carenza di parcheggi come freno alla vivibilità del centro e ha invitato a riprendere studi sulla mobilità e la sicurezza dei percorsi, con attenzione a scuole e impianti sportivi. Lo stesso Allegri ha anche segnalato un rischio: interventi “a particella” possono snellire, ma senza una visione d’insieme potrebbero indebolire l’uniformità delle facciate. E ha chiesto di valutare la possibilità di realizzare balconi e terrazze, elemento diventato centrale dopo la pandemia per rendere appetibile abitare in centro.
Sul tema identità e commercio, la consigliera Eleonora Principe ha invitato a non snaturare il paese inseguendo modelli da “grande centro commerciale”, puntando invece sul commercio di vicinato e sui giovani imprenditori. Il consigliere Filippo Rigo ha legato la tutela delle botteghe storiche anche alle opportunità turistiche, citando l’arrivo della Ciclabile del Sole. La consigliera Graziella Manzato ha posto domande sul patrimonio pubblico e il sindaco Fabrizio Bertolaso ha indicato un focus sull’edificio di piazza della Repubblica, sede degli uffici tecnici, da riqualificare per valorizzarne impatto e servizi.
Alla fine, riconosciuta la valenza strategica del documento per avviare l’iter urbanistico e la consultazione pubblica, il Consiglio comunale ha approvato la presa d’atto all’unanimità, con 14 voti favorevoli, dichiarandola immediatamente eseguibile per permettere agli uffici di mettersi al lavoro senza ulteriori attese.
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