Sommacampagna dice no all’ampliamento di Cava Ceolara: voto unanime in consiglio

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Un no unanime all’ampliamento di Cava Ceolara, accompagnato dalla richiesta alla Regione Veneto di non considerare isolatamente il progetto ma di valutarlo insieme alle altre due nuove operazioni estrattive che interessano la stessa zona. È uno dei passaggi più rilevanti della seduta del consiglio comunale di Sommacampagna di giovedì 24 settembre, che ha visto maggioranza e minoranza convergere sulla posizione da assumere nel procedimento regionale.

Al centro del punto numero 6 dell’ordine del giorno c’era il progetto per l’ampliamento della cava di sabbia e ghiaia denominata Ceolara, nel territorio di Sommacampagna. La pratica è inserita nel procedimento per il Provvedimento autorizzatorio unico regionale, il PAUR, con codice 18/26.

Il progetto prevede l’approfondimento e un ampliamento della superficie del lotto 1, di proprietà privata. La superficie di scavo passerebbe da 335.571 a 340.825 metri quadrati, con un incremento di 5.254 metri quadrati, mentre il nuovo volume di materiale estraibile indicato è pari a 469.400 metri cubi. A questo si aggiungono circa 18mila metri cubi di ghiaia residua presenti nel lotto 2.

La posizione portata dall’Amministrazione in consiglio con l’assessora Chiara Turazzini (nella foto) è stata netta: parere negativo al progetto. Nel corso della presentazione l’assessora ha sottolineato come le ragioni riguardino diversi aspetti, dalle questioni autorizzative alla mancata valutazione complessiva degli effetti sul territorio, fino alle conseguenze sulla viabilità comunale generate dal passaggio dei mezzi pesanti.

La questione, però, va oltre la sola Cava Ceolara. Nella stessa area sono infatti in corso altri due procedimenti regionali. Il primo riguarda Ceolara 2, progetto per l’apertura di una cava di sabbia e ghiaia in ampliamento alla Ceolara, nel Comune di Sommacampagna e con Sona indicato come Comune interessato. Il secondo è quello della Cava Rodigina, che prevede l’apertura di una cava in ampliamento alla già esistente Cava Corte Betlemme. Quest’ultimo progetto interessa, oltre a Sommacampagna, anche i territori di Sona, Verona e San Giovanni Lupatoto.

Ed è proprio la somma dei tre interventi a preoccupare il Comune. Durante il consiglio è stato spiegato che, complessivamente, i progetti arriverebbero a interessare circa 67 ettari di territorio, in un’area già fortemente segnata dall’attività estrattiva. Il sito istituzionale del Comune ricorda infatti che tra le cave attive sul territorio figurano già Cava SEV-Ceolara e Cava Corte Betlemme, oltre a Pezzette 2 e Casetta.

Da qui una delle richieste centrali contenute nel documento approvato dal consiglio: la Regione dovrebbe effettuare un’unica valutazione degli effetti cumulativi dei tre progetti, considerando insieme l’impatto ambientale, paesaggistico e soprattutto quello generato dal traffico pesante. Una posizione che l’Amministrazione ha spiegato di sostenere da tempo: valutare separatamente interventi confinanti rischierebbe infatti di non restituire l’effettiva pressione complessiva sul territorio.

Particolare attenzione è stata dedicata alla viabilità. Il Comune chiede che venga individuato un solo percorso di ingresso e uscita per i mezzi della cava e che venga verificata l’idoneità del sovrappasso dell’autostrada A4, sia sotto il profilo strutturale sia rispetto alle caratteristiche previste dal Codice della strada. Lo stesso percorso dovrebbe essere valutato considerando contemporaneamente il traffico potenzialmente prodotto da tutti e tre i progetti.

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Tra le altre condizioni poste dal Comune c’è la richiesta di prevedere, nel caso in cui l’ampliamento venisse comunque autorizzato dalla Regione, interventi annuali di riasfaltatura della viabilità utilizzata dai mezzi pesanti, oppure la monetizzazione dell’importo equivalente. Viene inoltre chiesta la conferma delle prescrizioni ambientali già previste e l’installazione, a spese della società, di sistemi che consentano al Comune di monitorare le attività svolte nella cava anche sui terreni di proprietà comunale.

Sul documento è intervenuta anche la minoranza con un emendamento presentato dal consigliere Giandomenico Allegri. La proposta chiede alla Regione, nell’eventualità di un’autorizzazione, di imporre sui mezzi utilizzati per il trasporto del materiale sistemi di geolocalizzazione satellitare, rendendo disponibili alla Polizia locale i dati necessari a verificare il rispetto dei percorsi autorizzati.

“Riteniamo che sia dovere del consiglio comunale formulare alla Regione tutte le osservazioni, integrazioni o prescrizioni ritenute utili affinché, qualora il procedimento autorizzativo dovesse comunque concludersi favorevolmente, siano previste le massime garanzie possibili per la tutela del territorio e della cittadinanza”, ha spiegato Allegri, ribadendo che la proposta non rappresentava in alcun modo un’apertura al progetto estrattivo.

Il principio è quello di poter controllare concretamente dove transitano i camion. “Questo costituirebbe uno strumento di verifica del rispetto del percorso, un efficace deterrente nei confronti di eventuali transiti impropri, un concreto supporto alle attività di controllo e una maggiore tutela dei residenti”, ha aggiunto Allegri.

Sul piano tecnico è arrivato il parere favorevole dell’architetto Paolo Sartori, responsabile del Servizio Edilizia privata e Urbanistica del Comune. L’emendamento della minoranza è stato quindi accolto dalla maggioranza, che lo ha considerato un’ulteriore garanzia per il territorio.

Il confronto ha riportato in primo piano anche la dimensione fisica delle trasformazioni previste. In aula è stata mostrata una mappa con la sovrapposizione delle diverse richieste di ampliamento, dalla quale emerge la vicinanza tra Ceolara, Ceolara 2, Corte Betlemme e la futura Cava Rodigina. Proprio questa contiguità è uno degli elementi sui quali il Comune fonda la richiesta di una valutazione ambientale complessiva e non frammentata.

La procedura, del resto, è ancora aperta. La Regione Veneto indica per il progetto Ceolara 18/26 il termine del 2 ottobre per la presentazione delle osservazioni e classifica il procedimento come “in itinere”. Anche il Comune ha pubblicato il 3 settembre l’avviso relativo all’avvio del procedimento PAUR, precisando che l’autorità competente alla decisione finale è la Regione Veneto.

Un altro passaggio arriverà già martedì 29 settembre, quando è previsto un sopralluogo della Commissione VIA della Regione. Nel corso della seduta è stato annunciato che sarà presente anche il comandante della Polizia locale per illustrare direttamente le criticità legate alla viabilità e al passaggio dei mezzi pesanti.

Alla fine il segnale politico uscito dall’aula è stato senza divisioni. Prima è stato approvato all’unanimità l’emendamento tecnico presentato dalla maggioranza, quindi, sempre all’unanimità, quello proposto da Allegri sul controllo satellitare dei camion. Infine il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la delibera emendata, esprimendo così formalmente il proprio parere negativo all’ampliamento di Cava Ceolara e chiedendo maggiori garanzie qualora la Regione decidesse comunque di autorizzare l’intervento.

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