Sommacampagna, caldo oltre i 30 gradi al Girasole: la scuola chiede aria

Il caldo, quando entra in una scuola dell’infanzia, non resta un numero sul termometro. Diventa aria ferma nelle aule, bambini stanchi, educatrici costrette a reggere giornate complicate e famiglie chiamate a riorganizzarsi di colpo. È attorno a questa immagine, concreta e pesante, che nel Consiglio comunale di Sommacampagna del 2 luglio si è acceso il confronto sulla scuola dell’infanzia Girasole di Caselle.

A portare il tema in aula è stata la consigliera Eleonora Principe (nella foto di Mario Pachera), del gruppo consiliare lista civica per Custoza, Caselle e Sommacampagna., con un’interrogazione rivolta al sindaco Fabrizio Bertolaso. Al centro, il comfort termico, la salubrità e la piena fruibilità degli spazi interni ed esterni della scuola durante il periodo estivo.

La questione nasce dalle segnalazioni arrivate da diversi genitori. Nel testo dell’interrogazione si parla di temperature interne che avrebbero superato i 30 gradi, di locali non più adeguati alle attività dei bambini e di una situazione resa più delicata dal fatto che la scuola dell’infanzia prosegue anche nei mesi estivi, proprio per aiutare le famiglie nella conciliazione tra lavoro e cura dei figli.

Il punto più sensibile è stato quello dell’orario. A causa del microclima interno, la scuola avrebbe chiesto ai genitori di anticipare il ritiro dei bambini alle ore 13, invece che alle ore 16. Un taglio di tre ore che, nella vita reale, significa turni da rivedere, nonni da chiamare, permessi da chiedere e giornate familiari da ricomporre nel mezzo dell’emergenza caldo.

Nell’interrogazione, Principe ha chiesto se l’Amministrazione fosse a conoscenza del superamento dei 30 gradi all’interno del plesso e quali interventi urgenti intendesse mettere in campo: sistemi di oscuramento più efficaci, climatizzazione adeguata, cura straordinaria del verde e disinfestazione anti zanzare per rendere utilizzabile anche il giardino.

A rispondere, per la parte legata agli ambienti interni, è stato l’assessore Davide Giacopuzzi. La prima precisazione ha riguardato le schermature. Secondo l’assessore, non è corretto dire che la struttura sia completamente priva di sistemi di oscuramento: “La maggior parte delle aule hanno delle veneziane esterne in alluminio”. Il nodo, però, resta nelle aule più esposte, quelle maggiormente colpite dal sole e con il soffitto piano, dove questi sistemi non bastano o non sono presenti.

Il Comune, ha spiegato Giacopuzzi, è a conoscenza della situazione dal 22 giugno, quando alcune mamme hanno inviato una mail di segnalazione. Il giorno successivo, 23 giugno, il responsabile delle manutenzioni e dei lavori pubblici ha effettuato un sopralluogo alla scuola, verificando la presenza dei ventilatori a soffitto. Ventilatori che, di fronte a giornate di caldo estremo, non sono però in grado di abbassare davvero la temperatura percepita.

Sempre il 23 giugno, l’assessore ha risposto personalmente ai genitori e ha chiesto agli uffici di verificare la possibilità di installare un impianto di condizionamento. Il 30 giugno è stato poi richiesto un preventivo. La soluzione individuata prevede cinque condizionatori: due più potenti al primo piano, nelle sezioni Farfalle e Grilli, dove è stata segnalata la criticità maggiore, e tre al piano terra, nell’aula delle Libellule, in quella delle Api e nello spazio dove i bambini dormono.

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L’Amministrazione sta procedendo, ha aggiunto Giacopuzzi, con gli adempimenti per l’impegno di spesa e l’appalto dei lavori. Un passaggio non solo tecnico, perché segna il riconoscimento di un problema che non può più essere affrontato con soluzioni leggere o provvisorie. Il caldo nelle scuole non è più un fastidio stagionale: sta diventando una voce strutturale della manutenzione pubblica.

Sul fronte delle schermature, il 25 giugno è uscita anche una ditta di tendaggi per verificare la necessità di tende oscuranti. L’assessore ha però chiarito che le tende, da sole, non risolveranno la criticità. Per questo si sta valutando anche l’applicazione di una pellicola esterna sulle vetrate più esposte, nel tentativo di ridurre l’irraggiamento diretto.

Il tema si è poi spostato all’esterno. Il giardino, nelle giornate più calde, potrebbe essere una valvola di sollievo, soprattutto nelle zone d’ombra. Ma secondo l’interrogazione la fruizione sarebbe stata limitata dalla presenza di zanzare e da una manutenzione del verde ritenuta insufficiente. Su questo Giacopuzzi ha ricordato che il 28 maggio è stato effettuato un intervento nell’area dell’asilo: pulizia, piantumazione di una siepe a protezione rispetto alla vicina attività di officina meccanica, sostituzione dei giochi in legno ammalorati e posa di una rete oscurante lungo le recinzioni verso le strade pubbliche.

Per la parte relativa alle zanzare è intervenuta l’assessora Chiara Turazzini. La scuola Girasole, ha spiegato, è inserita nel piano dei trattamenti antilarvali come gli altri istituti scolastici. Un trattamento è stato effettuato il 15 giugno e altri sono calendarizzati secondo il programma trasmesso all’Asl. Al momento, ha detto l’assessore, non risultano segnalazioni di situazioni particolari o gravi.

Turazzini ha precisato anche il percorso previsto in caso di richiesta di trattamento adulticida: prima serve un test che confermi una presenza significativa di zanzare. L’anno scorso, a fronte di una segnalazione, il test non aveva dato un esito tale da giustificare l’intervento, che quindi non era stato autorizzato. Quest’anno, fino alla seduta del 2 luglio, non sarebbero arrivate nuove segnalazioni specifiche.

La risposta dell’Amministrazione è stata accolta con soddisfazione da Principe, che ha però richiamato il cuore politico e sociale della vicenda: intervenire serve non solo per i bambini, ma anche per insegnanti, personale scolastico e famiglie. La settimana del ritiro anticipato alle ore 13, ha ricordato, è stata difficile da gestire. Il caldo era già un problema per tutti, ma aggiungere la chiusura anticipata ha significato chiedere alle famiglie un ulteriore sforzo organizzativo.

Il confronto si è chiuso con una riflessione che guarda oltre il singolo plesso. Le temperature estive, è stato osservato in aula, non sono più quelle di una volta. Gli asili nido e le scuole che proseguono fino a fine luglio devono essere ripensati anche alla luce di questa nuova normalità climatica. Il Girasole diventa così il primo banco di prova di una questione più ampia: gli edifici pubblici, soprattutto quelli frequentati dai più piccoli, non possono più essere progettati e mantenuti come se l’estate fosse ancora quella di qualche decennio fa.

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Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.