Sommacampagna aderisce alla rottamazione: in gioco oltre 4 milioni

Ci sono numeri che non stanno più davvero dentro un bilancio, ma continuano a raccontare un pezzo di rapporto fra cittadini, tasse e Comune. A Sommacampagna quel numero è pesante: 4.282.937 euro. È l’importo dei carichi affidati dal Comune all’Agenzia delle entrate-Riscossione tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, vecchi debiti tributari e patrimoniali che ora entrano nel perimetro della rottamazione quinquies.

Il Consiglio comunale del 2 luglio ha discusso e approvato l’adesione del Comune alla definizione agevolata prevista dalla normativa nazionale, estesa anche agli enti territoriali. A illustrare la delibera è stato il vicesindaco Nicola Trivellati (nella foto), che ha spiegato come la misura riguardi i debiti tributari e patrimoniali, con esclusione di quelli derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.

Il meccanismo è quello ormai noto delle rottamazioni: il debitore può chiudere la propria posizione pagando la parte capitale del debito, mentre vengono cancellati sanzioni, interessi e aggio già inseriti nella cartella. Per le sanzioni amministrative e per quelle del codice della strada, però, la definizione agevolata opera in modo più limitato: le sanzioni restano dovute, mentre l’alleggerimento riguarda interessi e aggio.

La misura si applica anche agli importi oggetto di contenzioso. Non si parla quindi solo di cartelle ormai finite nei cassetti della riscossione, ma anche di posizioni ancora aperte davanti agli organi competenti. Una platea ampia, che attraversa oltre vent’anni di rapporti non chiusi fra contribuenti, imprese, cittadini e pubblica amministrazione.

Trivellato ha chiarito anche le scadenze. L’adesione da parte dei Comuni, inizialmente prevista entro il 30 giugno, è stata prorogata al 31 luglio. Dal 15 ottobre, l’agente della riscossione renderà disponibile ai debitori la propria situazione. Dal 16 ottobre al 15 dicembre, chi ha pendenze potrà scegliere se aderire. Il pagamento potrà avvenire in un’unica soluzione entro il 31 marzo oppure in un massimo di 54 rate bimestrali, sempre a partire dalla stessa data.

Il passaggio più rilevante, per le casse comunali, è però un altro: quei 4,2 milioni non sono più iscritti tra i residui attivi del bilancio di Sommacampagna e non rientrano nel fondo crediti di dubbia esigibilità. In sostanza, sono somme già stralciate dal bilancio. Per questo l’eventuale incasso non metterà in tensione gli equilibri finanziari dell’ente, ma rappresenterà una possibile entrata aggiuntiva.

L’assessore lo ha spiegato in modo netto: il Comune non sta costruendo il proprio bilancio su questi soldi, ma sceglie di aprire una possibilità. Non ci sono previsioni certe, né promesse di recuperi consistenti. C’è la speranza di riportare a casa almeno una parte di risorse che, altrimenti, resterebbero probabilmente ferme o difficili da incassare.

Durante il dibattito, la consigliera di minoranza Eleonora Principe ha chiesto se il Comune avesse già aderito in passato a strumenti simili. La risposta ha distinto la rottamazione dalle precedenti definizioni delle liti pendenti, già affrontate in passato, che riguardavano un ambito diverso. Trivellato ha poi precisato che le posizioni interessate possono riguardare tributi come Imu, Tari, sanzioni del codice della strada e sanzioni amministrative.

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Nota a margine della vicedirettrice

La consigliera di minoranza Graziella Manzato ha chiesto perché la delibera arrivasse dopo la prima scadenza del 30 giugno e se il Comune si aspettasse davvero entrate concrete, considerando che una parte dei debiti risale anche a molti anni fa. Trivellato ha risposto che la delibera era già pronta prima della scadenza originaria, ma che, per ragioni legate ai tempi di convocazione del Consiglio comunale, è stata portata in aula dopo la proroga. Quanto agli incassi, l’assessore ha scelto la prudenza: “Non ho ovviamente la sfera magica”. Il periodo considerato è lungo, ma arriva fino al 31 dicembre 2023, quindi comprende anche posizioni relativamente recenti.

La discussione ha poi assunto un tono più politico. Manzato ha sollevato il tema dell’equità verso chi paga regolarmente tasse, multe e tributi. La rottamazione, ha osservato, porta con sé un messaggio delicato: da una parte c’è chi salda tutto nei tempi, magari con fatica; dall’altra chi, anni dopo, può chiudere la propria posizione con uno sconto su sanzioni e interessi. Una tensione che non riguarda solo Sommacampagna, perché nasce da una scelta nazionale, ma che ogni Comune deve comunque decidere se accogliere o meno.

Trivellato ha replicato ricordando che eventuali somme recuperate andranno comunque a beneficio della comunità, compresi i contribuenti che hanno sempre pagato. Ha sottolineato anche che si tratta della quinta rottamazione, adottata nel tempo da governi di diverso colore politico, e che la procedura sarà gestita dall’Agenzia della riscossione: il Comune aderisce, ma saranno poi i debitori a scegliere se entrare nella definizione agevolata.

Nel dibattito è intervenuto anche la consigliera di maggioranza Federica Bindi, offrendo una lettura diversa e più sociale della misura. Per lei la rottamazione può essere anche un’occasione per chi, in un momento difficile della vita, non è riuscito a pagare. Una perdita di lavoro, uno stipendio basso, figli piccoli, spese improvvise: situazioni che possono trasformare una scadenza non rispettata in un debito appesantito da sanzioni. In questa prospettiva, la definizione agevolata diventa una possibilità di rimettersi in regola.

A quel punto il consigliere di minoranza Giandomenico Allegri ha richiamato il ruolo dei servizi sociali del Comune, ricordando che chi si trova in difficoltà economica può rivolgersi agli uffici prima di arrivare a non pagare tributi o bollette.

La linea più dura è arrivata nelle dichiarazioni di voto del consigliere di minoranza Gianfranco Dal Forno che ha annunciato il proprio no proprio in nome di chi ha sempre pagato. “Per rispetto di chi ha pagato sempre anche a fatica tante volte, perché c’è chi ha pagato con molta fatica, voterò contro”, ha dichiarato.

Il punto politico resta tutto lì, in equilibrio fra realismo di bilancio e giustizia percepita. Da una parte, un Comune che non ha nulla da perdere, perché quei crediti sono già usciti dal bilancio e ogni euro recuperato può diventare risorsa nuova. Dall’altra, una domanda scomoda: quante rottamazioni può reggere il patto di fiducia con chi paga sempre, anche quando costa fatica? Sommacampagna ha scelto di aderire. Ora la risposta passerà dai debitori, dalle domande che arriveranno e dalle somme che, davvero, rientreranno nelle casse comunali.

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Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.