L’aria di giugno, tra le colline e le strade di Custoza, ha una qualità particolare: sembra trattenere le voci, i passi, i nomi. E quando la memoria si appoggia a un luogo preciso — un ossario, una piazza, un percorso in salita — diventa più difficile voltarsi dall’altra parte. A Sommacampagna il 160° anniversario della Battaglia di Custoza non passa come una data da calendario: si trasforma in un cammino scandito da tre appuntamenti che riportano il Risorgimento dentro i luoghi dove la storia ha lasciato tracce nette.
Il Comune di Sommacampagna, con la collaborazione di CREA Custoza e delle realtà che lavorano sulla valorizzazione del patrimonio storico locale, costruisce un programma che accompagna la comunità verso il momento più solenne: la cerimonia del 24 giugno all’Ossario di Custoza, uno dei simboli più forti di queste terre. Non soltanto un monumento, ma un punto di raccolta di memoria pubblica, dove la storia militare si intreccia con l’identità di un territorio che, da generazioni, convive con la presenza concreta dei suoi segni.
L’iniziativa si inserisce anche nel perimetro del MuDRi, il Museo Diffuso del Risorgimento Alto Mincio, rete di luoghi, monumenti e testimonianze legati alle campagne risorgimentali. E qui sta il senso della scelta: non una rievocazione da vetrina, ma un invito a guardare il paesaggio con altri occhi, riconoscendo che la memoria non vive nei libri soltanto. Vive nei nomi delle piazze, nelle strade, nelle cappelle, negli oggetti, nelle abitudini di una comunità.
Il primo appuntamento è fissato per venerdì 12 giugno alle ore 20.45, al Centro NOI di Custoza in Piazza XXIV Maggio. Il titolo è già una scena: “24 giugno 1866, ore 7.15: lo scontro di Villafranca”. A guidare l’incontro sarà Lucia Girelli, docente e ricercatrice, chiamata a ricostruire contesto e dinamiche di un episodio legato alla battaglia del 1866. Il dettaglio dell’orario, in quella formula asciutta, sembra voler ricordare che la storia non è un blocco unico: è fatta di momenti, decisioni, movimenti, minuti che pesano. Ed è proprio in quel peso, spesso, che si capisce perché un territorio oggi porta ancora certi segni.
Il secondo passaggio sarà venerdì 19 giugno alle ore 20.45, nella Sala degli Affreschi di Palazzo Terzi, in via Carlo Alberto a Sommacampagna. Qui il Risorgimento entra da un’altra porta: quella delle cose. “Testimonianze del Risorgimento: oggetti sacri, oggetti di memoria” è l’incontro che ruota attorno al libro “Reliquie di Guerra”, presentato da Riccardo Ravizza, curatore ed editore. Il tema è delicato e potente: l’oggetto come strumento di trasmissione, come frammento che resiste al tempo. Non un feticcio, ma una domanda aperta su come si conserva — e come si interpreta — ciò che resta di una stagione di conflitti e di costruzione nazionale.
Poi arriva il cuore, il momento che richiama la comunità a un gesto collettivo: mercoledì 24 giugno, la cerimonia ufficiale in ricordo dei caduti delle battaglie di Custoza. Il ritrovo è alle 20.30 in Piazza XXIV Maggio a Custoza. Da lì partirà il corteo verso l’Ossario, accompagnato dal Corpo Bandistico di Sommacampagna, dai gonfaloni istituzionali, dai labari e dalle associazioni combattentistiche e d’arma del territorio. È una processione civile, fatta di simboli e suoni, che misura la distanza tra la piazza e il monumento come se fosse anche un tratto di coscienza: ci si muove insieme perché certe pagine, se restano isolate, diventano più facili da dimenticare.
La serata prevede la deposizione della corona nella cappella dell’Ossario, un momento di preghiera interreligiosa e la lectio magistralis dello storico militare dell’Università di Pavia, il professor Gastone Breccia, dal titolo “La guerra, la pace”, seguita da una meditazione musicale affidata al Quartetto Promenade. Un impianto che tiene insieme rito, ascolto, riflessione e musica: non per attenuare il peso della storia, ma per renderlo comprensibile, attraversabile, umano.
A dare voce al senso complessivo del programma è l’assessora alla Cultura Erika Venturelli, che mette l’accento sul valore vivo dei luoghi e sull’idea di memoria come dialogo tra generazioni. Le sue parole insistono su un punto chiave: l’Ossario di Custoza non è un reperto da contemplare a distanza, ma uno spazio che continua a interrogare, proprio perché sta lì, nel territorio, e chiede ogni anno di essere guardato di nuovo.
Le celebrazioni sono promosse dal Comune di Sommacampagna, con il patrocinio e la collaborazione di realtà locali tra cui CREA Custoza, I Piosi Cooperativa Sociale — che gestisce l’Ossario —, le associazioni combattentistiche e d’arma e il MuDRi. Tutti gli appuntamenti sono aperti alla cittadinanza. E questa apertura è forse il dettaglio più importante: perché la memoria, se resta materia per pochi, si assottiglia. Se invece diventa occasione condivisa, può tornare a essere una bussola. Non per restare nel passato, ma per capire meglio il presente, dentro un paesaggio che — a saperlo leggere — racconta ancora.
© 2026 Riproduzione riservata
Segui il Baco
Scegli il canale che preferisci per ricevere e trovare più facilmente le notizie del territorio.
