Smascherata clamorosa truffa ambientale: anche a Palazzolo una discarica abusiva

Una estesa indagine sulla gestione illecita dei rifiuti ha portato alla denuncia di diciannove persone e al sequestro di otto aziende in provincia di Verona, oltre al sequestro di terreni e capannoni e all’emanazione di sanzioni amministrative per trentamila euro. Indagine che ha coinvolto anche il nostro Comune.

Tutto nasce quasi per caso, da alcuni controlli della Polstrada a cui è capitato di fermare un numero sospetto di mezzi pesanti per i quali gli autisti non avevano rispettato le ore di riposo previste dal codice. Questo ha fatto scattare un’analisi di percorsi e movimenti che ha smascherato un giro d’affari inaspettato e molto preoccupante tutto incentrato sulla gestione illecita di rifiuti pericolosi.

Gli accertamenti sul livello di pericolosità dei rifiuti coinvolti nello smaltimento abusivo hanno coinvolto ARPAV Verona, a cui spetta ora di determinare i danni provocati soprattutto dallo smaltimento illecito di amianto e sostanze pericolose.

Sembra impossibile anche solo pensarlo, ma tra i materiali smaltiti in maniera illecita anche delle salme che venivano esumate dai cimiteri e finivano in qualche discarica abusiva.

Le accuse che gli inquirenti contestano alle persone denunciate sono molteplici. Tra queste gestione rifiuti senza autorizzazione ambientale e trasporto di rifiuti senza autorizzazione; deposito incontrollato di rifiuti; discarica di rifiuti non autorizzata; contaminazione del suolo; realizzazione di opere edilizie senza il permesso di costruirle e cambio di destinazione d’uso di immobili o di terreni senza autorizzazione comunale.

Tra i tanti siti incriminati, sparsi in tutta la provincia, interessata purtroppo da questa clamorosa indagine – come si diceva – anche Palazzolo, dove è stata sequestrata un’area di circa 4000 metri quadrati in via Castagnaro, verso la strada regionale 11. Secondo gli inquirenti quell’area veniva utilizzata per deposito non autorizzato di rifiuti edili, lastre di fibrocemento contenenti amianto e rifiuti metallici anche pericolosi per una dimensione di più di mille metri cubi di materiale.

Proseguono in queste ore le indagini, che secondo gli investigatori potrebbero coinvolgere anche altri soggetti. Forte il timore per i danni alla salute pubblica.

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La Redazione
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