Sky? No grazie! El Bacan rilfette sulla vittoria dell’Italia ai Mondiali

L’azienda Sky iniziò con largo anticipo a corteggiarmi. Mancava ancora più di un anno al mondiale teutonico e già cominciava a recapitarmi depliant con offerte vantaggiose in caso d’abbonamento. Con me si pensava d’andar sul sicuro! Avranno fatto le loro ricerche, sapranno che sono un divoratore di calcio, per giunta raffinato intenditore, perciò mi sentono già come un loro trofeo di caccia.

Vedendo però che non riuscivano nel loro intento adottarono una condotta asfissiante spedendo proposte, con cadenza mensile, che si facevano di volta in volta sempre più economicamente invitanti. All’inizio mi veniva proposto un abbonamento mensile di Euro 22 a Mondo Sky, poi iniziò la saga dei famigerati pacchetti. A Mondo Sky venne aggiunto con un minimo e simbolico rincaro il Cinema, poi lo Sport poi, finalmente il Calcio. A questo punto la mia forza di volontà iniziò a vacillare. Ne parlai con mia moglie, lei muta mi guardò; i suoi occhi si fecero intendere più di mille parole…. Rinunciai all’ennesima proposta! All’inizio del 2006 Sky cercò di sferrare l’attacco decisivo: Mondo Sky + Cinema + Sport + Calcio + Disney Channel + CNN + Animal planet + Discovery Channel + 3 canali porno 24h al giorno!

Alla fine un invito: ci chiami, le faremo un buon prezzo, le verremo incontro offrendole gratuitamente decoder digitale, installazione standard e parabola! Lasciai correre anche in quell’occasione, i problemi sul lavoro mi distoglievano da tutto: le vache le fasea poco late, i persegari i gavea la sciarca, i piti l’influensa! Ad inizio primavera ricevo un’agghiacciante lettera ricattatoria: egregio Signor…, sono il dottor Rupert Murdoch! Costatando la sua reiterata cocciutaggine le scrivo in prima persona avvisandola che, se non sottoscrive immediatamente l’abbonamento alla mia piattaforma televisiva, mi vedrò costretto a spifferare a tutto il comune di Sona la vera identità del Bacan de Lugagnan! Se invece mi dimostrerà il suo attaccamento, come auspico, in premio le offrirò gratuitamente un ennesimo pacchetto comprendente tutte le partite del mondiale di Germania ed un canale di agricoltura che parla di potatura dei nespolari e di trattamenti antiparassitari alle varietà medio tardive di zinzole. Confidando nel suo buon senso auguro a lei e alla sua famiglia, un prospero avvenire.

Erano le ultime avances di un uomo disperato. Non mi ci volle molto a rifiutare l’ennesima offerta. Un contadino solitamente d’estate lavora e mai troverebbe il tempo di vedersi due partite al giorno in diretta. Il ricatto poi non mi spaventava per nulla, come bacan avevo già ricevuto a casa lettere anonime, segno che c’era già qualcuno che sapeva dove spedirle. Il saggio avvertimento di mia madre fu quello che mi fece propendere definitivamente per il no all’abbonamento: va ben che te ghè la casa granda, ma n’do i meteto tuti quei pacheti che i te dà? Da allora l’azienda Sky non si fece più viva.

Arriva finalmente l’estate e con lei i tanto attesi mondiali. La nostra bistrattata Italia, carica del suo zainetto di scandali, fra sangue sudore e lacrime approda trionfante in finale dopo aver eliminato squadre di ogni continente, per ultimi, in semifinale, i padroni di casa tedeschi che ci affrontarono con propositi bellicosi e finta spavalderia, ma che in realtà erano terrorizzati dalla nostra potenza più de un bogòn davanti a un rugolo.

La sera della finale la gente si aggrega, le compagnie si riuniscono ed anche la mia non sfugge alla regola. Ci troviamo con largo anticipo sull’inizio della gara per scattare le foto d’esultanza da spedire al concorso del Baco da Seta perché a fine gara a nessuno verrebbe in mente di farlo! Uno dei direttori del giornale si augura che l’iniziativa editoriale non si riveli un boomerang, una genialata che porti sfiga.

La serata è afosa quindi si opta per l’allestimento di un maxischermo in giardino; la pensa così anche la compagnia del giardino confinante il nostro. Dal muretto di recinzione ci salutiamo e ci sbilanciamo in pronostici su risultato e marcatori, anche loro hanno appena terminato di scattare le foto! Il clima di amicizia instaurato tra le due compagnie viene bruscamente interrotto quando al momento del collegamento con Berlino scopriamo di essere avversari nella visione della partita: loro collegati con Sky, noi con la Rai, loro col commento di Caressa e Beppe Bergomi noi a sperar d’entusiasmarci con la coppia Civoli-Sandrino Mazzola. Inizia così una sfida nella sfida. Partono subito all’attacco gli adepti di Murdoch: noi abbiamo un’informazione più completa e dettagliata, ci hanno appena detto che stanotte Gattuso è andato a cagare ventotto volte!

Da noi ci sono immagini più ricercate, replichiamo noi figliocci di mamma Rai. Ci hanno appena inquadrato la Seredova sugli spalti, sembrava guardasse Buffon come a dirgli: Gianluigi, amor mio, vinci il mondiale che a ripulirti il portafoglio poi ci penso io! Punzecchiandoci a vicenda per combattere la tensione del prepartita e dando sempre qualche sbirciatina in casa del nemico ci accorgiamo, al momento dell’inno di Mameli, di una clamorosa discordanza d’immagine e di suoni fra le due televisioni. Mentre su sky l’Italia s’era appena destata, da noi Iddio già l’aveva creata schiava di Roma. Per carità, pochi attimi di ritardo, ma che in una finale del campionato del mondo si dilatano sino ad assumere connotati spazio-temporali di anni luce. Le cause? Per la nostra compagnia potevano essere solamente due: o il satellite Rai aveva imbarcato meno benzina in partenza e quindi era più veloce nei primi giri, diversamente il satellite Sky stava attraversando una vera e propria crisi da super produzione di acido lattico! E allora sarebbero stati dolori…specialmente per gli utenti.

L’evolvere della gara avvalora sempre più la seconda ipotesi; quando da noi Zidane con un’insulsa testata pensa di chiudere in malomodo un’onorata carriera, dall’altra parte Materazzi lo deve ancora apostrofare con frasi che noi ex amatori Lugagnano, ai nostri tempi, digerivamo senza dito alzare, ribattendo casomai con minacciose affermazioni tipo: attenti che vi brucio il paese! Alla conclusione della lotteria dei calci di rigore scoppia il pandemonio. Non sto a soffermarmi sulle molteplici e scalmanate scene di giubilo di quel magico istante, sarebbero indescrivibili. Eravamo campioni del mondo, e lo eravamo prima degli altri.

Già perché, nel turbinio emotivo del fine gara, ci è sfuggito di controllare a che punto della partita fosse Sky quando da noi il mancino fatato di Grosso infilzava allo spiedo per la quinta volta il galletto francese; probabilmente ancora nei tempi supplementari per aver aspettato che ringhio Gattuso tornasse per la trentacinquesima volta dalla toilette. Ormai poco importava, le vittorie uniscono e festeggiamo assieme ai nostri “avversari” confinanti che sopraggiungendo euforici ci confidano d’aver tradito, nel momento dei calci di rigore, il magnate americano e la sua tivù.

L’Italia è sul tetto del mondo e la mente viaggia a ritroso alla nazionale di Bearzot, son passati ventiquattro anni, un quarto di secolo caspita! Ricordo che allora per festeggiare partii alla volta di Piazza Brà, in tre sulla mia vespa pk50 armati di sciarpe e bandiere. Ora invece saluto tutti e parto da solo, alla volta di Via Belvedere, sempre sull’identica vespa, armato però di stivaloni e badile. Vao a bearàr la polenta!

Il fruscio dell’acqua che scorre all’alzar delle bampaore fa da sottofondo ad una notte di clacson e fuochi d’artificio. Il bacan rimane solo, pensieroso. Nella testa assieme al frastuono di mille emozioni un’inquietante interrogativo lanciato nel futuro: ma…. fra ventiquattro anni… avrò ancora la vespa?