La copertina di oggi è dedicata agli autentici eroi della Tribuna VIP del Divano. Per i nuovi lettori una breve presentazione è d’obbligo: l’Orso, lo scrivente giornalista tifoso ormai senza alcuna speranza di guarigione, il saggio Nostradamus, l’autorevole Padrino e l’instancabile AutoGufo ne sono i quattro inseparabili protagonisti. Quest’ultimo, durante le partite di Jannik Sinner, viene regolarmente neutralizzato per evidenti motivi scaramantici.
Sono loro che, per oltre tre ore e mezza, hanno combattuto una battaglia parallela a quella del Centre Court, consumando ogni scaramanzia conosciuta dall’essere umano pur di spedire qualche flusso positivo verso la Volpe Rossa. Maglie rigorosamente mai lavate dalla vittoria precedente, AutoGufi immobilizzati e imbavagliati, amici porta-sfortuna ignorati senza alcuna pietà, divieti assoluti di alzarsi dal divano nei momenti delicati e un silenzio quasi religioso durante i punti importanti. Le altre tecniche utilizzate? Meglio non renderle pubbliche: potrebbero costituire prove sufficienti per un ricovero immediato.
Seguire il tennis è quasi una missione. Chi sceglie questa strada sa che prima o poi arriveranno giornate come questa, quelle in cui si vive un’altalena emotiva degna del peggior incubo dantesco, smarriti nella selva oscura del divano senza nessun Virgilio a spiegarti come va a finire. Si impreca contro ogni rimbalzo e si passa, nel giro di pochi secondi, dall’esaltazione alla disperazione. Oggi è stata una durissima prova anche per i cuori più allenati. Ma Wimbledon è anche questo: il torneo più bello del mondo non concede mai un ingresso morbido.
Per fortuna, dall’altra parte della televisione, c’era ancora lui: Jannik Sinner. Il campione in carica supera Miomir Kecmanovic con il punteggio di 4-6, 6-3, 6-7, 6-2, 6-3 e conquista il secondo turno dopo una battaglia lunga, intensa e tutt’altro che scontata. Non è stato il Sinner dominante che siamo abituati ad ammirare, ma forse sarebbe stato ingenuo aspettarselo.
Il lungo stop dopo il Roland Garros era praticamente inevitabile. Dopo i problemi fisici accusati a Parigi, fermarsi era la scelta più logica per recuperare energie e tornare al cento per cento. Il rovescio della medaglia, però, è arrivato puntuale: niente tornei di preparazione sull’erba e nessuna partita ufficiale prima di Wimbledon. Tradotto: il ritmo gara, soprattutto su una superficie così particolare, non poteva essere quello dei giorni migliori.
Per questo, più che un Sinner in crisi, si è visto un Sinner ancora da riaccendere. Il diritto ha alternato accelerazioni devastanti a errori insoliti. Il timing non è sempre stato perfetto e, per lunghi tratti, Kecmanovic ha avuto il merito di approfittarne, giocando un tennis coraggioso e senza alcun timore reverenziale. Il serbo ha meritato il vantaggio iniziale, costringendo il numero uno del mondo a rincorrere.
Dal secondo set, però, qualcosa ha iniziato a cambiare. Il servizio ha cominciato a fare la differenza, la risposta è salita di livello e Sinner ha lentamente preso possesso della partita. Quando sembrava aver trovato finalmente il ritmo giusto, è arrivato il momento più complicato del pomeriggio: il tie-break del terzo set, sfuggito davvero per un soffio. Sotto due set a uno, con un avversario sempre più convinto, il rischio di una clamorosa sorpresa era diventato reale.
Come spesso accade ai grandi campioni, però, è stato proprio nel momento di massima difficoltà che è emerso il vero Sinner. Il quarto set è stato quasi perfetto, giocato con autorità crescente e con un servizio devastante che alla fine farà registrare ben 31 ace, un dato impressionante. Nel quinto non c’è stata più storia: il numero uno del mondo ha ritrovato sicurezza, profondità e quella serenità che nei primi due set sembrava essersi smarrita.
Tra le immagini che resteranno impresse di questa prima giornata ce n’è una destinata a fare il giro del mondo. Durante il terzo set la candida scarpa bianca di Sinner si è improvvisamente macchiata di rosso, facendo temere un infortunio serio. Fortunatamente si trattava soltanto di un’unghia lesionata, ma nel dopopartita il campione azzurro ha strappato un sorriso a tutti scherzando sulla rigidissima regola dell’All England Club, che impone ai giocatori il celebre dress code completamente bianco. “Sono quasi sorpreso che mi abbiano lasciato continuare a giocare…” ha detto sorridendo, riferendosi alla vistosa macchia di sangue sulla scarpa.
La prima giornata di Wimbledon ha regalato anche qualche sorpresa importante. Salutano subito il torneo Casper Ruud, eliminato da Hubert Hurkacz, e Andrey Rublev, sconfitto al termine di una durissima battaglia da Roman Safiullin. Si interrompe invece all’esordio anche il cammino di Luciano Darderi, superato in tre set da Ethan Quinn.
IL PUNTO DEL DIRETTOREPalazzolo e quelle radici che possono ancora tenerci insiemePer quanto riguarda Sinner, però, la sensazione è chiara. Il difficile è probabilmente passato. Ritrovare il ritmo direttamente sul Centre Court non era il modo più semplice per iniziare la difesa del titolo, ma spesso i grandi tornei cominciano proprio così: con una vittoria sofferta che toglie la ruggine e restituisce fiducia. Se il motore della Volpe Rossa inizierà davvero a girare come sa fare, per gli avversari potrebbero tornare tempi molto difficili. Forza Sinner sempre.
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