Sindaci a Sona: Mariarosaria Morone

Per Mariarosaria Morone (foto sopra) la politica attiva è un capitolo chiuso. Dopo aver amministrato il Comune di Sona per quindici anni, nel 2008 è tornata a dedicarsi in modo esclusivo alla professione di medico di base.

Il lavoro, oggi, è l’unico legame che le rimane con il territorio sonese: nata a Milano, si è trasferita a Sona quando si è sposata ed ora vive a Verona.

Camice bianco, ci accoglie nel suo ambulatorio di Palazzolo a fine turno. Spegne il computer, mette a posto la scrivania, sistema lo stetoscopio e cerca di tornare con la mente agli anni in cui le sue giornate si dividevano fra medicina e politica, e lei si occupava attivamente dell’amministrazione della società oltre che della salute dei suoi pazienti.

“Sono entrata in amministrazione perché me l’hanno chiesto”, spiega, “e posso dire che ricordo molto positivamente gli anni passati a collaborare con il compianto Sindaco Franco Conti. Si era instaurato un buon rapporto fra tutti i componenti della Giunta e del Consiglio comunale”.

“Mi è piaciuto anche stare all’opposizione”, aggiunge, “perché sono passata dalla fase del fare a quella del vigilare e, in certi casi, del dissentire. Il ruolo di Consigliere nella maggioranza di Bonometti, invece, mi stava proprio stretto. Stare fuori dalla Giunta significa stare fuori dall’esecutivo, e per me andare avanti non aveva senso. Così, ho informato il Sindaco che avevo intenzione di dimettermi. Sono rimasta fino alla fine del mandato esclusivamente perché lui me l’ha chiesto”.

Nel periodo in cui è stata alla guida del Comune, Mariarosaria Morone si è occupata soprattutto di viabilità ed opere pubbliche: “Allora”, racconta, “le discussioni vertevano sull’opportunità o meno di realizzare la tangenziale nord per decongestionare il traffico a Lugagnano. Ricordo, poi, che abbiamo ristrutturato i ‘casottini’ davanti alla canonica di Sona, che cadevano letteralmente a pezzi. Inoltre, in quei mesi, c’è stato l’appalto per finire i lavori della casa di riposo di Lugagnano”.

L’ex Sindaco parla anche del riordino dei trasporti scolastici e dell’avvio della raccolta differenziata, e aggiunge: “Abbiamo pure dato il permesso alla Ca’ di Capri, e devo ammettere che se tornassi indietro probabilmente prenderei la stessa decisione”. Ora che vive a Verona, Mariarosaria Morone ha “tagliato il cordone ombelicale” con il territorio che era stata chiamata ad amministrare: “L’anno scorso”, afferma, “l’Assessore Meri Pinotti ha cercato di coinvolgermi per farmi rientrare in politica, ma io ho rifiutato, anche perché, a causa dei miei impegni lavorativi, mi sarebbe risultato fisicamente impossibile”.

Poi prosegue: “Ho mantenuto buoni rapporti con Bonometti e posso dire che, a mio parere, sarebbe stato giusto che nel 2008 il candidato sindaco fosse ancora lui. Penso che qualcuno ora lo stia rimpiangendo”.

Gli accenni che Mariarosaria Morone fa sull’attualità politica sonese si esauriscono a queste poche parole.

Parla più volentieri, sebbene in modo disilluso e a tratti anche parecchio amareggiato, della situazione italiana: “Secondo me”, afferma, “siamo nel caos più totale. Se dovessi andare a votare domani, non saprei proprio chi scegliere. Io, politicamente, mi sentivo vicina a Berlusconi: era un imprenditore e sembrava che avesse voglia di portare avanti il nostro Paese, anche dando spazio alle imprese. Pure lui, però, mi ha delusa: di fatto, c’è stato un aumento della burocrazia e negli ultimi due anni non è stato realizzato nulla di concreto. Inoltre, certi suoi comportamenti non sarebbero dovuti uscire dalle mura domestiche, e invece sono diventati di dominio pubblico: io ritengo che un capo del governo non se lo possa davvero permettere. Dall’altra parte, le opposizioni si sono limitate a contestare il premier, senza mettere in campo alcuna iniziativa reale per il Paese”.

“Per ciò che riguarda il governo Monti”, aggiunge, “penso che potremo giudicarlo solo fra un paio di anni. Attualmente, come tutti gli Italiani, non posso dire di apprezzare ciò che sta facendo. Ci sta chiedendo determinati sacrifici, ma non ci consente di vedere l’uscita dal tunnel, non ci sono prospettive”.

Poi, dichiara: “Il problema dell’Italia è che ha una classe politica vecchia. Occorrerebbe che i giovani volenterosi si facessero avanti, invece ce ne sono pochi da tutte e due le parti”.

L’ex Sindaco interviene anche sulla sanità, tema a lei molto vicino: “Ci sono tantissimi deficit”, spiega, “e del resto, quando la coperta è corta, per quanto si cerchi di tirarla, non sarà mai possibile coprire tutti. A mio parere bisognerebbe fare uno studio sugli sprechi ed eliminarli. Fermo restando che, nella sanità, tutto a tutti non si può dare”.

Ora che Mariarosaria Morone vive a Verona, il suo Sindaco è Flavio Tosi. Appare dunque d’obbligo chiederle un commento su di lui: “Spero che vinca di nuovo la campagna elettorale”, risponde, “perché credo che se lo meriti e che sia giusto dargli la possibilità di portare avanti determinati progetti, anche se ci tengo a precisare che io sono contro il traforo delle Torricelle”.

Quindici anni in politica ed una vita in camice bianco. Come vede il proprio futuro Mariarosaria Morone? “Quando sarò in pensione”, spiega, “mi dedicherò al cinema e alla letteratura”.

L’intervista è finita, il capitolo del passato amministrativo viene richiuso, e l’ex Sindaco può tornare a concentrarsi sui pensieri di un presente, che è ormai per larga parte lontano da Sona.

Articolo precedentePalazzolo al chiaro di Luna
Articolo successivoEcco la lapide della vera battaglia, altro che battaglia del Bosco di Sona
Federica Valbusa
Nata nel 1988, coltiva la passione per la scrittura fin da quando era bambina. Ha iniziato a scrivere per Il Baco da Seta nel 2005, all’età di 17 anni. Dopo la maturità classica, ha conseguito la laurea triennale in Filosofia e la laurea magistrale in Scienze filosofiche presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dal febbraio del 2011 è iscritta all’Ordine dei giornalisti, elenco dei pubblicisti, del Veneto e da qualche anno è collaboratrice del quotidiano L’Arena. Da ottobre 2020 è Vicedirettore del Baco.