“Siamo ripartiti con un servizio basato sul volontariato”: il nuovo presidente del SOS Sona Andrea Baldessarini

Il 29 novembre 2023 l’assemblea dell’associazione SOS Sona ha eletto un nuovo direttivo. Ne avevamo dato notizia, con la promessa di incontrare i nuovi vertici e farci raccontare dalle parole dei diretti protagonisti questa importante passaggio per un’associazione che è una delle realtà principali del tessuto associativo della nostra comunità.

L’associazione SOS Sona è nata nel 1990 a Sona, grazie ad un gruppo di volontari, residenti nel Comune e operanti già da anni nel veronese nell’ambito del soccorso sanitario, che si chiedevano come fare per portare un servizio di soccorso nel nostro territorio che risultava “scoperto”. A questa volontà si unì, in quello stesso periodo, l’intenzione di una famiglia locale di donare un’ambulanza come iniziativa concreta in memoria della scomparsa in giovane età, a causa di una grave malattia, di una loro figlia.

Siamo quindi andati ad incontrare, nella loro sede in piazza della Vittoria a Sona, il nuovo presidente Andrea Baldessarini (nella foto), affiancato da due soci fondatori Alberto Cinquetti ed Aldo Caleffi.

Andrea, sei un volto nuovo, almeno come presidente di questa importante associazione, ci racconti un po’ la tua storia?
Certamente! Sono trentino, ho 38 anni ed opero da almeno venti come volontario nel settore del servizio sanitario. Ho iniziato con la Croce Rossa di Rovereto poi, nove anni fa, per amore, mi sono trasferito nel territorio veronese, a Caprino Veronese, e con il tempo sono venuto a conoscenza del SOS Sona e del suo servizio su questo territorio.

Come ti sei avvicinato a questa associazione?
Avevo sentito parlare di questa associazione e mi sono incuriosito, anche perché stavo cercando una opportunità di servizio volontario più vicina a casa, finché ho deciso di entrare a farne parte. L’accoglienza è stata molto coinvolgente grazie al fatto che portavo con me una lunga esperienza di operatore volontario. Infatti, fin da subito fui coinvolto non solo nel servizio di soccorso, ma anche nelle attività di formazione dei nuovi volontari.

Rispetto all’esperienza da cui arrivavi che clima hai trovato?
§Ho trovato un contesto molto organizzato ed un gruppo molto unito, e per questo mi sono trovato bene fin dall’inizio. Sono una persona molto concreta, atteggiamento tipico della mia terra di origine, e per questo mi sono sempre messo a disposizione per garantire il funzionamento di un servizio che nel corso della sua storia aveva raggiunto un livello qualitativo molto elevato. Poter fare soccorso con un medico a bordo affiancato da infermieri professionisti, come volontario mi faceva sentire di essere in un contesto qualitativamente elevato, e questo lo consideravo un’esperienza importante.

Cosa è cambiato quindi da quando sei entrato, visto che ora parli da presidente?
Una organizzazione così strutturata svolge un servizio sicuramente di alto livello, ma al tempo stesso deve sostenere dei costi di personale importanti. Avere una squadra mista di professionisti e di volontari era un’opportunità che aveva preso forma nel corso degli anni grazie ad una convenzione con l’allora ULSS 22 del territorio, che contribuiva in modo determinante al sostegno economico di questo servizio. Ma negli ultimi due anni le cose hanno iniziato a cambiare; l’ULSS come sappiamo è stata unificata in un’unica realtà a livello provinciale con conseguente riorganizzazione dei servizi, compresi quelli di soccorso sanitario. Di fatto, la convenzione che avevamo non è stata rinnovata al suo scadere. La scelta di riorganizzazione della nuova ULSS 9 Scaligera ha portato a un’unica convenzione a livello provinciale con Croce Verde, la quale poi ha organizzato il servizio coinvolgendo sul territorio realtà già presenti come la nostra. Ma con i nuovi budget ridotti, il servizio con professionisti a bordo non è più stato possibile. Questa scelta “esterna” ha generato un forte dissenso nella nostra dirigenza precedente, mettendo in discussione relazioni istituzionali coltivate fino a quel momento.

Puoi spiegare meglio come è avvenuto questo cambio di dirigenza?
A marzo 2023 la situazione ha portato il direttivo a non volersi più ricandidare e rimettere il mandato all’assemblea. È stato un momento molto difficile per noi, ma abbiamo anche capito come soci volontari che ci veniva richiesto di aprire una nuova fase gestionale senza possibili alternative. Con un gruppo di volontari abbiamo chiesto di poter intraprendere un percorso di consapevolezza e di preparazione ad una possibile assunzione di responsabilità nella gestione dell’associazione in modo da arrivare a scadenza naturale del direttivo a novembre 2023 preparati a questo nuovo scenario.

Per come lo hai descritto un vero e proprio passaggio generazionale, quindi.
Molto probabilmente è stato anche un passaggio generazionale in termini di età, ma ritengo che sia stato un passaggio soprattutto di ricerca di una nuova visione di associazione. Si trattava infatti di ripartire ipotizzando un servizio basato completamente sul volontariato, e questo non era un passaggio facile visto che fin dalla sua origine l’associazione ha avuto la possibilità di avere un medico a bordo. La fase che si doveva valutare doveva infatti prevedere di passare da un modello con la partecipazione di professionisti e di volontari ad un modello basato solo su volontari.

Il tema della professionalizzazione dei servizi volontari, per esperienza, di frequente riguarda associazioni strutturate, una bella idea ma che nasconde delle debolezze non banali e che nel SOS Sona evidentemente sono emerse. Confermi?
Direi che la debolezza di questo approccio, che tu indichi come presente anche in altre realtà, è quella di spostare l’attenzione dalla cura del gruppo di volontari che, come sappiamo, sono soggetti ad un significativo turn over nel corso degli anni, alla cura della professionalizzazione del servizio, con la conseguente necessità di cercare continuamente importanti risorse economiche. Di fatto è anche bello puntare a qualificare il servizio, ma questo va collocato all’interno di un equilibrio non facile di sostenibilità economica e sociale che in una associazione di volontariato puoi immaginare non sia facile da garantire. Anche a causa della pandemia, ci siamo trovati a dover organizzare turni di servizio nei quali solo un operatore era volontario e questo nel tempo ha progressivamente determinato una latente perdita di appartenenza che sappiamo non essere facile da recuperare.

Un percorso quello che avete intrapreso nel 2023 in preparazione al rinnovo del direttivo che si è presentato impegnativo, quindi.
Impegnativo sicuramente se pensiamo al tema della preparazione all’assunzione di responsabilità importanti, naturale invece se pensiamo al riprendere la visione di ripartire dai volontari. Per il gruppo che ha intrapreso il percorso è stato spontaneo pensare a dare massimo valore al servizio volontario, perché era il motivo stesso per il quale siamo volontari. Ed infatti, raggiunta la scadenza naturale ci siamo sentiti pronti a fare questo passaggio appunto perché, come nuovo gruppo dirigente che si stava proponendo, abbiamo maturato questa consapevolezza.

Dal 29 novembre 2023 quindi è stata data una nuova vita al SOS Sona. Come sono trascorsi questi primi mesi?
Dall’elezione abbiamo iniziato il nostro percorso come direttivo ed io ho accettato la proposta che è stata fatta di essere nominato presidente. Come potrai notare non sono una persona con particolare capacità relazionali, ma piuttosto uno molto orientato all’operatività organizzativa ed alla testimonianza, rimboccandomi quotidianamente le maniche. Ma questo riesco a farlo perché siamo un gruppo unito mosso da una visione condivisa, e siamo consapevoli che solo in questo modo possiamo garantire un futuro all’associazione.

Molto chiaro, e bravi direi ad essere riusciti ad affrontare e superare questa importante fase di cambiamento. Ma approfondiamo ora la struttura organizzativa a partire dal direttivo.
Il S.O.S. Sona è una realtà nata come servizio sanitario, ma che nel corso degli anni ha introdotto anche la gestione del servizio di Protezione civile e la gestione del servizio di Trasporti sociali. Per questo nel direttivo ci sono consiglieri che rappresentano queste tre anime che vengono gestite in modo paritario. Oltre al sottoscritto infatti abbiamo due vicepresidenti, Sofia Manzati e Alberto Cinquetti, il segretario Alessandro Confente e il tesoriere Davide Russo. Nel direttivo sono poi presenti i responsabili di ognuna delle tre aree di intervento: area sanitaria Ettore Spada, area Protezione civile Bruno Sperotto, area Trasporti sociali Giorgio Bortignon. Infine, abbiamo altri due importanti ruoli: il responsabile soci Samuele Vallicella e la referente per le pubbliche relazioni Alice Finotti.

Una bella squadra direi con ruoli ben definiti e tutti con un particolare valore. Ti chiedo però di ricordare ai lettori come mai c’è all’interno il servizio di Protezione civile e il servizio di Trasporti sociali.
Il servizio di Protezione civile sappiamo essere una funzione che coinvolge direttamente l’amministrazione comunale. C’è infatti un assessorato alla Protezione civile, che oggi è in carico all’assessore Orietta Vicentini, nostra attiva socia da anni. Aver preso in carico gli aspetti organizzativi di questo servizio è un riconoscimento che l’amministrazione stessa nel passato ci ha riconosciuto. L’alternativa era organizzare un’altra struttura che avrebbe compreso molti dei volontari già presenti nel SOS Sona. Per noi è stato quasi naturale quindi accettare questa proposta anche perché, in eventi particolari, ci si trovava fianco a fianco. Non molto diversa è stata anche l’acquisizione del servizio di trasporti sociali comunali. Di nuovo, l’amministrazione comunale, che negli anni aveva attivato questo servizio, si trovava a dover gestire una difficoltà gestionale non facile da superare. Quando è arrivata la proposta all’associazione, si è pensato se avesse una logica, e l’abbiamo trovata. Diversi nostri volontari, con l’avanzare dell’età, non avevano più intenzione di sostenere interventi di soccorso sanitario, e rischiavano di fermarsi ed uscire. Con questo servizio invece abbiamo trovato una soluzione alternativa per mantenerli impegnati in associazione. Una bella idea quindi che consente di dare continuità di servizio ai volontari che lo desiderano.

Interessante anche questa interpretazione di integrare servizi apparentemente diversi che l’associazione ha saputo dare nel tempo ed una bella eredità anche per voi. Volendo ora concludere questa intervista, come guardi al futuro e quale appello vuoi fare alla comunità dei lettori del Baco da Seta che leggerà questa intervista?
L’associazione non è nuova ad appelli alla comunità del nostro Comune ed anche a quelle dei Comuni vicini. Viviamo infatti grazie al sostegno in termini di risorse economiche e di persone che arrivano proprio da questo territorio. Per questo motivo, colgo volentieri anche questa occasione per lanciare un appello. In tema di risorse economiche immagino sia facile comprendere i costi gestionali che abbiamo di manutenzione e sostituzione periodica dei mezzi di soccorso, delle attrezzature mediche necessarie e del quotidiano consumo di carburante. Riguardo quest’ultimo aspetto, in fase di bilancio consuntivo 2023, abbiamo calcolato alcuni valori che sono esemplificativi. Nel 2023 il servizio di Soccorso ha percorso quasi 118.000 km, il servizio di Protezione civile quasi 5.000 km ed il servizio Trasporti sociali più di 31.000 km. Un totale che supera abbondantemente i 150.000 km percorsi. Immagino si possa capire quali costi di carburante e di manutenzione siano stati sostenuti. È quindi importante che la comunità sia consapevole di questo e che ognuno per la sua parte se ne possa far carico. SOS Sona riesce a raccogliere contributi pubblici dalle convenzioni che ha attive, ma servono anche i contributi privati di aziende e di singoli cittadini che poi si trovano ad usufruire di questi servizi. L’altro appello riguarda la costante ricerca di volontari. Abbiamo un piano di formazione che dura 6 mesi con due cicli di formazione ogni anno nei quali vengono formate le persone che entrano a svolgere i servizi previsti. La partecipazione a questa opportunità formativa e di servizio riteniamo sia molto importante per la comunità ma anche per la persona stessa, perché apprende modalità e tecniche di soccorso sanitario che possono essere molto utili anche nella vita privata. Quindi un’opportunità di servizio agli altri ma anche a se stessi. Le adesioni a questi corsi sono soddisfacenti, ma siamo convinti possano essere colte in maniera maggiore come vera opportunità di partecipazione e di cittadinanza attiva. Per questo concludo invitando tutti i lettori a venirci a trovare nella nostra sede per scoprire il potenziale che esprimiamo e convincersi che ognuno può dare un contributo vero e significativo.

Enrico Olioso
Nato a Bussolengo il 16 agosto 1964, risiede dall’età di 5 anni a Sona (i primi 5 anni a Lugagnano). Sposato con due figli. Attivo nel mondo del volontariato fin dall’adolescenza, ha fatto anche esperienza di cooperazione sociale. È presidente dell’associazione Cav. Romani, socio Avis dal 1984 e di Pro Loco Sona dal 2012. Fa parte della redazione di Sona del Baco da Seta dal 2002. È tra gli ideatori del progetto Associazioni di Sona in rete attivato nel settembre 2014 e del progetto Giovani ed Associazioni attivato nel 2020.