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Iniziati ancora lo scorso febbraio, hanno avuto termine da poco i lavori di rifacimento del tetto della chiesa parrocchiale di Lugagnano. Un’operazione di grandi dimensioni, che ha interessato anche la tinteggiatura dell’intero edificio e altre opere di manutenzione straordinaria che hanno determinato veramente un rinnovamento della chiesa. Per la descrizione degli interventi vi rimandiamo al termine di questo pezzo alla descrizione che ne ha fatto per il Baco l’Architetto Stefano Ferrian.

 

Sabato prossimo 24 novembre  pertanto si terrà l’inaugurazione della “nuova” chiesa di Lugagnano, che pure visivamente appare completamente rinnovata, grazie anche ai bellissimi colori scelti per l’intonaco esterno. Il programma prevede alle ore 17.30 in chiesa un’illustrazione puntuale delle lavorazioni eseguite. A seguire, alle 18.30, si terrà una Messa di ringraziamento, celebrata da Monsignor Roberto Tebaldi, vicario episcopale per la pastorale. In serata poi nel salone del NOI si terrà una cena per le persone che a vario titolo hanno partecipato ai lavori.

 

I lavori di restauro e risanamento conservativo della chiesa parrocchiale di Lugagnano

 

Da alcuni anni se ne parlava, ma le dimensioni (è la terza chiesa più grande di Verona, la più grande della provincia), le necessarie autorizzazioni da parte degli enti (Curia di Verona e Soprintendenza ai Beni Architettonici in primis) e l’impegno economico che ne derivava ci hanno di fatto portati al 2012.

 

La proposta di intervento nasce dalla constatazione delle oramai numerose infiltrazioni presenti in molte zone della copertura, che hanno progressivamente danneggiato parti di intonaco, e da alcune perdite derivanti dai canali di scolo dell’acqua piovana originariamente inseriti all’interno delle pareti. A tutto questo si è unita l’esigenza di completare l’intonaco originale, lasciato al grezzo per molti anni, e così prolungarne la vita per il futuro. Il pool di esperti a cui è stato chiesto da parte della parrocchia di affrontare i problemi tecnici ha elaborato, con l’aiuto di alcune maestranze locali e di aziende produttrici, i temi della copertura e delle facciate, trovando delle soluzioni equilibrate dal punto di vista delle prestazioni tecniche, del rispetto dell’esistente, e delle esigenze di contenimento dei costi. La commissione tecnica quindi, dovendo tener conto da una parte delle dimensioni dell’edificio sacro e dall’altra della difficoltà di provvedere in un prossimo futuro a nuove manutenzioni per gli elevati costi delle opere provvisionali (ponteggi, gru, attrezzature, ecc.), è giunta alla conclusione di suggerire interventi sostanziali e definitivi non solo per la copertura, ma anche per le murature e le facciate. Ma entriamo nel dettaglio.

 

Copertura.

La struttura del tetto è formata nella parte alta (navata principale e transetto) da travetti in calcestruzzo armato ed elementi interposti in laterizio dello spessore di cm 25, e nelle navate laterali e nell’abside dagli stessi travetti e da uno strato di tavelloni in laterizio dello spessore di cm 6. Al di sopra di queste strutture vi era semplicemente un manto di copertura composto da coppi in laterizio fissati in qualche punto con malta cementizia, senza che fosse stato posto né uno strato impermeabilizzante, né una cappa in cemento. La pendenza del tetto è del 41% circa, e in molte zone i coppi erano scivolati verso la gronda lasciando ampie zone di struttura completamente senza protezione.

 

L’altezza dell’edificio e la pericolosità dovuta alla limitata resistenza degli elementi in laterizio hanno di fatto reso molto difficile negli anni la corretta manutenzione dei coppi. L’ipotesi inizialmente valutata, che consisteva nella sostituzione di parte dei coppi rovinati e di una semplice impermeabilizzazione bituminosa, è stata abbandonata per numerose controindicazioni tecniche. La scelta è ricaduta quindi su pannelli sottotegola costituiti da un’anima di poliuretano espanso rigido rivestito su tutti i lati con una lamina in alluminio ed irrigiditi da un correntino in aluzink che li rende autoportanti. Con il loro posizionamento si va quindi a creare uno strato sottotegola impermeabile, correttamente isolato e dotato di barriera vapore, autoportante, dotato di una listellatura sulla quale si può agganciare il manto di copertura e di una ventilazione di 4 cm che permette alle tegole di mantenersi asciutte, assicurandone la durata nel tempo. Il manto di copertura vecchio viene inoltre sostituito con tegole in cotto naturale con conformazione “tipo a coppo”, dotate di nasello di aggancio ed incastri laterali, che non varieranno l’estetica della copertura, ma ne aumenteranno notevolmente la tenuta all’acqua e alla grandine.

 

I pluviali, che hanno creato molti problemi ai paramenti murari con perdite visibili sia all’esterno, sia all’interno della chiesa, saranno necessariamente portati all’esterno delle murature, mentre i canali di gronda in cemento saranno impermeabilizzati con guaine liquide cementizie e successivamente rivestiti con nuova lattoneria in rame saldato in continuo. La parte finale dei pluviali sarà infine realizzata in ghisa, per aumentarne la resistenza allo schiacciamento accidentale. Si sono inoltre previsti il posizionamento di una linea vita di sicurezza per le varie lavorazioni da fare e per successive manutenzioni future, e la sostituzione del vecchio lucernario con un nuovo elemento che permetta l’uscita in sicurezza sulla copertura.

 

Facciate

Contestualmente ai lavori sul tetto si è ritenuto opportuno proporre la manutenzione e il ripristino degli intonaci delle facciate della chiesa, e, sul rivestimento in pietra del prospetto principale a nord, la pulizia e una protezione opportuna da parte di una ditta specializzata nel restauro. I prospetti intonacati necessitano in alcune piccole parti di una rimozione dell’intonaco ammalorato e staccato dal muro, e di una sua integrazione con intonaco a base di calce e cemento. Vi è inoltre l’esigenza di provvedere alla manutenzione di questi intonaci che, pur essendo in generale in buone condizioni nonostante l’età di circa 40-45 anni, hanno l’assoluta necessità di una protezione da realizzarsi con un rasante minerale e con la relativa tinteggiatura entrambi a base di silicati, con tinte chiare nelle tonalità del beige-calce veneta, sulla quale si chiederà il parere alla Soprintendenza. L’avvio dei lavori è stato reso possibile dall’aiuto di molti parrocchiani, chi con offerte liberali, chi con prestiti d’onore quinquennali senza interessi; arriveranno inoltre degli importanti contributi da parte della CEI, della Regione Veneto e del Comune di Sona. Vi è ancora l’esigenza però di trovare i fondi per il completamento della copertura finanziaria, e a questo proposito l’intera parrocchia di Lugagnano è impegnata nel sollecitare l’offerta sia da parte dei parrocchiani stessi, principali fruitori dell’edificio sacro, sia da parte di istituzioni ed enti, che pur in un periodo economicamente difficile, abbiano a cuore anche la manutenzione di edifici così preziosi per il tessuto sociale e cristiano del paese.