Si è spento Ennio Morricone, un inventore della musica del cinema

La vita senza la musica sarebbe un errore.

Le parole del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche risuonano oggi con un’eco potente e commovente, cariche di energia e passione, linfa di un pensiero filosofico, pathos e vita. La scomparsa del Maestro Ennio Morricone il 6 luglio 2020 lascia un enorme spazio vuoto nel panorama artistico italiano e mondiale.

Dopo 70 anni di carriera, 500 colonne sonore, oltre 100 brani classici, 70 milioni di dischi, due Oscar (uno alla carriera e uno per il film The hateful eight), tre Grammy, quattro Golden Globe, un Leone d’Oro alla carriera, cinque Bafta tra il 1979 e il 1992, 10 David di Donatello, 11 Nastro d’Argento, due European Film Awards e un Polar Music Prize è arrivata l’improvvisa rottura al femore, seguita da una non attesa scomparsa.

Melodista nato, Morricone fu un inventore della musica del cinema. L’elevatissimo valore artistico delle sue colonne sonore deriva non solo dal livello delle sue straordinarie composizioni musicali, ma anche dalle sue rivisitazioni del genere: l’inserimento del fischio portato ad arte da Alessandro Alessandroni nei film western è stata la sua esplosione creativa. Cristallizzate nell’immaginario collettivo, le sue melodie sono divenute intramontabili e uniche per la loro originalità e bellezza.

Ciò che contraddistingue le colonne sonore di Morricone dal resto di molti altri film è quella loro capacità di diventare anche solo per qualche minuto le protagoniste di una scena e di insinuarsi nella narrazione cinematografica, dimenticando la loro funzione, pur essenziale, di mero accompagnamento delle immagini.

Guardate la scena del triello del film Il Buono, il Brutto e il Cattivo: i primi e primissimi piani, i contro-campi, lo zoom, gli sguardi, la tensione, il sudore, i movimenti lenti, l’immancabile sigaro di Clint Eastwood sono solo tanti elementi marginali, non ci sono né dialogo né azione. Eppure le redini del ritmo narrativo sono governate dalla musica, unica protagonista della scena.

Sono innumerevoli le colonne sonore che gli valsero riconoscimenti sia per i film western all’italiana, grazie alla collaborazione con registi come Sergio Leone, Duccio Tessari e Sergio Corbucci sia per film del cinema hollywoodiano, lavorando per registi come John Carpenter, Brian De Palma, Oliver Stone e Quentin Tarantino.

Tra i suoi capolavori non si può non ricordare The Mission (straordinarie le melodie trasmesse da Gabriel’s oboe: anche qui la musica come protagonista delle scene cinematografiche), il film del 1986 che gli ha dato l’amarezza di non essersi aggiudicato l’Oscar.

Mentre leggiamo il toccante necrologio che il Maestro Morricone ha dedicato a se stesso e che riportiamo qui di seguito, ci lasciamo trasportare dalle note eterne delle sue composizioni, vibrazioni che esprimono l’essenza dell’arte e che vivono oltre le immagini per cui sono nate.

Io, Ennio Morricone, sono morto. Lo annuncio così a tutti gli amici che mi sono stati sempre vicino e anche a quelli un po’ lontani che saluto con grande affetto. Impossibile nominarli tutti. Ma un ricordo particolare è per Peppuccio e Roberta, amici fraterni molto presenti in questi ultimi anni della nostra vita. C’è una sola ragione che mi spinge a salutare tutti così e ad avere un funerale in forma privata: non voglio disturbare. Saluto con tanto affetto Ines, Laura, Sara, Enzo e Norbert, per aver condiviso con me e la mia famiglia gran parte della mia vita. Voglio ricordare con amore le mie sorelle Adriana, Maria, Franca e i loro cari e far sapere loro quanto gli ho voluto bene. Un saluto pieno, intenso e profondo ai miei figli Marco, Alessandra, Andrea, Giovanni, mia nuora Monica, e ai miei nipoti Francesca, Valentina, Francesco e Luca. Spero che comprendano quanto li ho amati. Per ultima Maria (ma non ultima). A lei rinnovo l’amore straordinario che ci ha tenuto insieme e che mi dispiace abbandonare. A Lei il più doloroso addio.