Nomina dei Revisori dei conti: sgambetto al Sindaco

Quello che si stava trascinando come un sonnecchioso Consiglio Comunale, senza particolari dati da rilevare, si è all’improvviso infiammato a seguito di un voto indirizzato contro le previsioni. Ma andiamo con ordine. Ieri 7 giugno seduta del Consiglio Comunale, tra le altre cose all’ordine del giorno è prevista la “Nomina del Collegio dei Revisori dei conti”, in scadenza.

 

I curricula arrivati, a seguito di bando pubblicato per 14 giorni – forse, va detto, un tempo un po’ esiguo – sono solo dieci. Tra questi dieci il Sindaco (nella foto), prima dell’inizio delle votazioni, indica che la maggioranza propone la riconferma dei tre revisori in carica, con la presidenza riaffidata al Presidente attuale Pigozzi.



Un’indicazione quindi assolutamente precisa e che viene espressa a nome di tutta la maggioranza.



Ad intervenire alcuni Consiglieri, tra i quali Giovanni Forlin de L’Incontro, che propone “di posticipare la nomina in quanto la normativa è in fase di aggiornamento e con la nuova legge non sarà più il Consiglio Comunale a nominare i revisori, che invece verranno estratti a caso da un elenco di professionisti accreditati. Ma se è obbligatorio farla con la vecchia normativa – continua Forlin – chiedo che la delibera preveda che quando entrerà in vigore la nuova normativa si torni a nominare il collegio con i nuovi criteri”.

A lui nel merito risponde il Segretario Comunale Spiridione che, citando una circolare del Ministero dell’Interno, indica come nelle more dell’approvazione della nuova normativa i Consigli Comunali debbano comunque nominare i revisori con il vecchio sistema e che questi rimarranno comunque in carica tre anni.

 

Si arriva quindi al voto, a scrutinio segreto. 



E qui arriva la sorpresa. Lo spoglio, che poteva sembrare scontato, rivela invece grosse novità. Viene infatti confermato il revisore Zardini (13 voti) ed eletto un nuovo revisore, Venturato (11 voti). Mentre il Presidente Pigozzi, per il quale si era personalmente e ripetutamente speso il Sindaco, prende solo 7 voti. Come Galliano, che però viene eletto in quanto più anziano.

 

Sulla sala consigliare scende il gelo: una parte consistente della maggioranza nel segreto dell’urna ha votato in disaccordo con le indicazioni del Sindaco. Gualtiero Mazzi appare all’evidenza alterato e immediatamente, annunciando l’esito del voto, fa rilevare che, non essendo passato il Presidente indicato espressamente dalla maggioranza, “questo voto assume una rilevanza assolutamente politica”. Tanto è seccato il Sindaco che addirittura è l’unico in Consiglio Comunale a non votare a favore della immediata esecutività della delibera. Una parte della maggioranza gli ha votato contro, questo è lo stretto e affilato sunto politico.

 

Quale sia la parte che si è ribellata è facile a dirsi. Considerando che – viste le dichiarazioni prima del voto e l’atteggiamento preso negli ultimi tempi – è realistico pensare che il Consigliere di minoranza Farina abbia votato secondo le indicazioni del Sindaco, a votare contro di lui dovrebbero essere stati i Consiglieri di maggioranza del PDL.



Un fatto sicuramente significativo, come ha immediatamente rilevato lo stesso Gualtiero Mazzi. Si tratta del primo indice evidente di quello scontro tutto interno alla maggioranza tra Lega e PDL di cui si sa da tempo ma che non si era mai palesato in maniera così clamorosa. Il PDL finalmente batte un colpo, verrebbe da dire.

 

Ed ora? Grosse ripercussioni immediate probabilmente non ce ne saranno, siamo troppo avanti nella legislatura per pensare a rimpasti in Giunta o azioni clamorose (anche se a margine del Consiglio si sussurrava che il Sindaco potrebbe togliere l’incarico di vicesindaco a Vittorio Caliari, uno dei probabili frondisti). Ma l’impressione è che la data di ieri vada comunque tenuta ben presente, fissata come inizio della campagna elettorale che ci porterà a scegliere il nuovo Sindaco nella primavera del 2013. Campagna elettorale che già da ora – se queste sono le premesse – si preannuncia incandescente.

 

A margine di questo ragionamento è giusto sottolineare una discussione che si è sviluppata ieri. Prima del voto sui revisori dei conti è intervenuto il Consigliere di minoranza Gianmichele Bianco, lamentandosi di come nella discussione circa la scelta da fare mai si sia parlato dei curricula pervenuti. “ Fuori da qui sventoliamo le bandiere della meritocrazia – ha sostenuto Bianco – che però poi non viene portata all’interno. Vi inviterei a leggerli questi curricula, non è male nemmeno l’unico curriculum femminile. Non potrebbe ad esempio essere interessante dare spazio ad una donna?”.

 

A lui ha risposto Farina, sostenendo di non apprezzare le quote predeterminate per legge. Anche perché allora dovremmo prevedere quelle per i disabili e per chissà quante altre categorie. “Preferisco il buon senso che delle norme che obblighino ad inserire delle categorie per quote fisse”.

 

Sicuramente di rilievo il successivo intervento dell’Assessore Meri Pinotti, l’unica donna che ieri sedeva in Consiglio (l’altra, il Consigliere Vezzoli non era presente). Pinotti la quale, con una certa dose di realistica amarezza, ha replicato a Farina che “il buon senso non prevale mai, per cui le norme le fanno appositamente. Le donne in certi partiti non appaiono proprio, anche se a malincuore, colpa di qualche uomo che non ha mai avuto il buon senso verso le pari opportunità”.

 

Giù il sipario.