Sessantotto anni di matrimonio: Emilia e Giovanni Riccitelli, una vita assieme

Emilia ha solo 14 anni e vive in un paesino in provincia di Isernia, le corre incontro un’amica “Giovanni, quello della borgata vicina, domani parte per militare e vuole fidanzarsi con te così ti potrà scrivere”. Emilia arrossisce “Le cose vanno fatte come si deve, prima deve chiedere a mio padre.” Permesso accordato, Giovanni parte e inizia a scriverle. Quattro anni di guerra racchiusi tra le parole delle sue lettere e poi silenzio.

Di Giovanni non si sa più nulla. Due anni di silenzio. Emilia è corteggiata, altri ragazzi le chiedono la mano ma lei non vuole, ha promesso di aspettarlo. Giovanni torna a casa dopo sei anni, era stato fatto prigioniero, è il 18 ottobre 1945. Pochi mesi dopo, il 12 dicembre, Emilia e Giovanni si sposano.

.

Sembra un romanzo e invece è una storia vera, quella di Giovanni Riccitelli (nato l’8 luglio 1919) ed Emilia Mazzocco (nata il 14 aprile 1923), residenti a Lugagnano, che quest’anno festeggiano 68 anni di matrimonio, con i loro tre figli Filomena, Aurelio e Maria Luisa ed i loro quattro nipoti. E tra poco diverranno addirittura bisnonni.

Mi accolgono nella loro casa con gioia. Emilia è simpaticissima e cura i suoi racconti nei minimi dettagli. Giovanni è più silenzioso ma appena può si infila nel racconto per precisare date e luoghi, magari non ricorda cosa ha mangiato ieri ma non ha dimenticato neppure una città attraversata durante la guerra. Arrivano da famiglie umili e appena sposati hanno superato il dopoguerra come meglio potevano ma sempre a testa alta. Giovanni è anche emigrato in Germania, lasciando moglie e figli a casa.

Nel 1970 si sono trasferiti a Lugagnano, mi raccontano di un paesino molto diverso da com’è adesso, poco più di 1000 abitanti. Giovanni ha fatto un pò di tutto, muratore, imbianchino, restauratore, bracciante e in casa non è mai mancato nulla. Emilia continua a sottolineare che una volta i giovani non avevano niente, si lavorava tanto, non si poteva studiare, si pagavano tasse e dazi per qualsiasi cosa ma erano felici. Alla sera ci si riuniva per ballare, ascoltare musica, parlare, stare in compagnia. Adesso i ragazzi hanno tutto e girano sempre con il muso lungo, non sono mai contenti. E’ proprio vero che si viveva meglio quando si stava peggio!

Giovanni esce dalla sala e ne approfitto per chiedere ad Emilia se le lettere erano romantiche, le chiedo cosa ha scritto per convincerla ad aspettarlo. Ride ma non mi dà una risposta secca “Cosa vuoi che mi abbia scritto…..” Giovanni rientra e lei continua “Ma secondo te non potevo accettare la proposta di un altro? Invece ho aspettato, gli ho creduto e sono stata fedele alla parola data. Praticamente ci siamo conosciuti all’altare.” Mi lancia un sorriso malizioso e prosegue “Adesso è tutto diverso, a dodici-quattordici anni le ragazze corrono ma non vanno da nessuna parte. Io ho messo su una famiglia e siamo stati felici e lo siamo ancora.”

Giovanni è attento a tutto quello che ci diciamo e non abbassa mai lo sguardo. Traggo la mia conclusione “Allora era scritto nel destino che eravate fatti l’uno per l’altra? Non è semplicemente la longevità, tra l’altro gene ereditario per entrambi, che vi ha fatto raggiungere e superare le nozze di diamante, è stato il vero amore con la A maiuscola?” Non rispondono, mi sorridono, si sorridono.

Li saluto e come ultima domanda chiedo se sanno che dopo le nozze di diamante, 60 anni di matrimonio, la tradizione scrive poco. “Che vuoi farci…” risponde Emilia “Fa lo stesso…”.

A 70 anni si parla di nozze di ferro ma che tristezza, si fa una similitudine tra la resistenza del ferro e la resistenza del rapporto coniugale ma si perde completamente l’aspetto della preziosità. Studio alla ricerca della materia più cara di tutte e paradossalmente è proprio il suo opposto: l’antimateria. Estremamente impossibile da creare, il suo prezzo è stato fissato all’incalcolabile cifra di 62,5 trilioni di dollari, Quanto? Beh pensate che un trilione equivale a un milione alla terza. Complimenti signori Riccitelli!

.

Nata il 29 gennaio del 1976, parte attiva da sempre nella comunità di Lugagnano, con una breve interruzione per trasferimento a Decimomannu vicino a Cagliari. Ha conseguito la maturità scientifica presso il liceo Galileo Galilei a Verona e attualmente è impiegata in un’Agenzia di Assicurazioni. Sposata e madre di due figli, trova sempre il tempo per dedicarsi alla sua passione, la lettura.